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Biosphera 2.0 in forza a Esercito Italiano per effettuare test che coinvolgono personale militare

Il road show di Biosphera 2.0, la casa della “Zero Energy” abitazione itinerante realizzata per divulgare una nuova cultura dell’abitare e mostrare gli standard altissimi raggiungibili adottando le nuove tecnologie ha aggiunto la tappa di Roma. Allo scopo di effettuare dei test che coinvolgono personale militare, il modulo è stato collocato all’interno della città militare di Cecchignola

Iniziata il 1 marzo 2016 a Courmayeur la grande avventura di Biosphera 2.0 promossa da Aktivhaus, Politecnico di Torino, Vda structure, Univida e dagli istituti Zephir, Minergie e Pefc, con il patrocinio della Regione Valle d’Aosta e la partecipazione di aziende che operano nel settore dell’edilizia a risparmio energetico, non si è conclusa a Bolzano come da programma ma ha aggiunto la nuova tappa di Roma. Infatti, nell’ambito degli studi finalizzati a testare il rapporto tra la fisiologia umana e l’involucro confinato che la circonda, il coordinamento scientifico del progetto Biosphera 2.0 ha chiesto ad Esercito Italiano , l’interesse a condurre ulteriori test mirati. Esercito Italiano ha quindi accolto il modulo abitativo presso il Polo AlloggiativoLi Gobbi“, nella città militare Cecchignola di Roma. Il V Reparto Affari Generali dello Stato Maggiore dell’Esercito ha individuato l’8° Reparto Infrastrutture di Roma quale organo tecnico designato a porre in essere tutti gli adempimenti connessi con lo sviluppo dell’iniziativa Biosphera 2.0. Un Capitano dell’esercito, con formazione da architetto, è stato il primo militare ad avere abitato il modulo; i suoi parametri vitali sono stati costantemente rilevati e registrati attraverso un bracciale di monitoraggio e un sensore cardiaco. I test, condotti in collaborazione con il dipartimento energia e psicologia di esercito italiano hanno lo scopo di analizzare le condizioni climatiche e ambientali in relazione allo stato psicofisico dell’abitante. L’iniziativa potrebbe rappresentare una soluzione innovativa utile a soddisfare particolari esigenze abitative, connesse con le peculiari attività che il personale dell’Esercito svolge nei diversi contesti operativi nazionali ed esteri. Ricordiamo che l’innovativo progetto vincitore del concorso il Progetto Elio, è un’abitazione energeticamente autosufficiente, in grado di produrre energia senza utilizzare impianti di riscaldamento tradizionali e di refrigerazione. L’idea è nata grazie ad un concorso lanciato dal gruppo Woodlab del Politecnico di Torino e dalla start up Be-eco, ha visto la partecipazione di oltre 100 studenti di architettura ed ingegneria provenienti da tutti gli atenei d’Italia. Al progetto hanno collaborato architetti del Politecnico di Torino e biologi dell’Università della Valle d’Aosta. Il modulo abitativo, che ha una superficie di 25 mq., lungo 12 metri, largo ed alto tre, è formato da soggiorno, bagno, angolo cucina e camera da letto, con grandi finestre isolanti su un lato, che si troveranno esposte a nord o a sud, a seconda che si voglia catturare o evitare il calore esterno. Il modulo abitativo è costruito con pannelli XLam, fatti di assi incrociate e incollate di abete ecosostenibile, spesse 10 centimetri, ulteriormente isolati con lana di roccia ed equipaggiata con finestre isolanti di Internorm di ultima generazione nelle versioni Pvc/alluminio della serie KF500 e legno/alluminio HF310, oltre al portoncino in alluminio AT410. Serramenti che garantiscono un alto livello di risparmio energetico con le proprie tecnologie applicate agli infissi in PVC e PVC/alluminio, certificati a livello internazionale per case passive. Il modulo abitativo ha ospitato nel corso dei mesi diversi abitanti permettendo così di monitorare scientificamente i parametri vitali dell’uomo e studiare le reazione dell’organismo al variare delle condizioni climatiche.

 

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