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Detrazione 65%: no di CNA a rimodulazione criteri. Proposta estensione a microimprese

CNA ha reso disponibile il testo inviato al MISE contenete le sue osservazioni al documento di revisione dell’attuale Strategia Energetica Nazionale che era stato posto in consultazione pubblica. Testo nel quale viene ribadita, e motivata, l’opposizione all’intenzione di procedere alla rimodulazione dei criteri di concessione previsti per la detrazione del 65%
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Tra i numeri stakeholders (portatori di interesse) che hanno dato il loro contributo alla consultazione pubblica sul documento MISE di revisione dell’attuale Strategia Energetica Nazionale, CNA ha reso disponibile il documento inviato al ministero contenente le sue osservazioni. Documento di 35 pagine in cui vengono valutati i vari elementi di contesto e le sei priorità di azione definite per i prossimi anni. Priorità sulle quali, fermo restando lo scenario generale che vanno a definire, CNA ha puntualmente evidenziato gli elementi ritenuti di maggiore criticità, avanzando alcune proposte indicate come “risolutive”. In merito alla necessità- opportunità di rilanciare obiettivi e sfruttare gli ulteriori margini di potenziale legati al risparmio energetico “CNA ritiene positiva l’attenzione dedicata al settore civile, anche in considerazione della forte presenza delle piccole e medie imprese; tuttavia, rispetto alle scelte ipotizzate dalla SEN, non condivide l’idea di una rimodulazione ed una drastica modifica del sistema delle detrazioni fiscali del 65%.” Rimodulazione dei criteri fissati per la concessione dell’Ecobonus ( detrazione 65%) al quale abbiamo più volte fatto riferimento, che il documento MISE posto in consultazione collega alla necessità di ottimizzare il rapporto costi/benefici ed abbattere i costi diretti che derivano da questa forma di incentivo rispetto ad altre. In proposito però CNA fa giustamente notare come la valutazione dei maggiori oneri legati al mantenimento dell’attuale forma di definizione dell’Ecobonus sia legata al confronto “… con il sistema dei Titoli di Efficienza Energetica (TEE) applicato principalmente nel settore industriale, ritenuto dalla SEN, al contrario, più efficiente e meno oneroso a parità di risparmio energetico. Una conclusione fuorviante proprio perché generata da un confronto poco realistico tra due strumenti profondamente diversi. … Titoli di Efficienza energetica che rappresentano un meccanismo più complesso, meno vicino alle esigenze delle PMI ed alle loro caratteristiche, che lasciano tra l’altro esclusi gli interventi di minore entità”. Di qui la proposta suggerita da CNA di “…prevedere strumenti analoghi a quello delle detrazioni fiscali anche agli interventi di efficientemente delle PMI, che oggi si trovano di fatto escluse da entrambi gli strumenti dell’eco-bonus e dei TEE”. Rinnovata pure la richiesta di stabilizzazione della detrazione 65%.

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