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Milano. Presso la sede della nostra Casa Editrice presentato l’Italian BIM Report 2016

Escludendo le infrastrutture escludendo tale tipologia di interventi la principale richiesta di progettazione BIM ha riguardato gli uffici privati (29%) seguita da quella per l’edilizia sanitaria (22%) e , con percentuali ad una cifra, le altre tipologie considerate. Da sottolineare come rispetto alla tipologia di intervento si sia registrata una forte crescita delle ristrutturazioni

Dopo la presentazione in anteprima avvenuta a Roma presso la sede di ANCE, è stata ancora la nostra Casa editrice (Tecniche Nuove spa) ad ospitare a Milano la presentazione dell’Italian BIM Report 2016 per le aziende del Nord Italia. Curato da Anafyo in collaborazione il gruppo Editoriale Tecniche Nuove, rappresentato da Livia Randaccio, direttore editoriale del tabloid “Imprese Edili“, il rapporto è stato al centro di un evento particolarmente significativo anche perché fa il punto sui bandi BIM pubblici e privati usciti in Italia lo scorso anno a una settimana dall’apertura della manifestazione internazionale Digital&Bim Italia, organizzato da BolognaFiere per il 19 e 20 ottobre. E’ stato un incontro inteso che ha originato un interessante dibattito che qui potete rivivere. Relatori sono stati: Edoardo Accettulli (responsabile Sviluppo, implementazione di processi, tecnologie in ambito Aec di Anafyo), Antonella Greco (responsabile ufficio consulenza strategica interregionale, Provveditorato Opere Pubbliche Lombardia ed Emilia Romagna), Antonio Basti ( docente di progettazione di sistemi costruttivi, Facoltà di architettura Università G. d’Annunzio Chieti Pescara), Mauro De Luca Picione (ispettore certificato Uni En Iso/Iec 17020 RINA per la verifica finalizzata alla validazione di progetti di opere pubbliche), Gian Luca Cavalloni (advocacy & Bim Manager Habitat, delegazione generale mediterranea Saint Gobain), Silvia Locatelli (GL Locatelli srl), Marco Mignatti (Syncronia srl) e Alessandro Zichi (coordinatore Scuola Master Fratelli Pesenti, Dipartimento ABC – Politecnico di Milano). Dalla 2 ° edizione del BIM report emerge infatti come nel 2016 il BIM ha prodotto appalti per circa 2,6 miliardi di euro, ovvero il doppio rispetto a quanto rilevato nel 2015. Ma se il dato del 2016 risulta essere pesantemente condizionato da alcune grandi infrastrutture, escludendo tale tipologia di interventi la principale richiesta di progettazione BIM ha riguardato gli uffici privati (29%) seguita da quella per l’edilizia sanitaria (22%) e , con percentuali ad una cifra, le altre tipologie considerate. Da sottolineare come rispetto alla tipologia di intervento si sia registrata una forte crescita delle ristrutturazioni anche se è sempre la nuova edificazione a vedere il maggiore uso del BIM. Altro dato interessante è il rapporto assoluto fra progetti pubblici e privati. Per il 58% i progetti Bim sono appalti pubblici e solo il 42% è dovuto a progetti privati. Questo dimostra come il settore pubblico sia già più sensibile all’utilizzo della metodologia, anche se complessivamente ha prodotto appalti di valore più basso.

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