direttiva EPBD

Revisione obblighi efficienza energetica edifici. Pubblicata sulla GUCE la nuova direttiva Ue 844

La nuova direttiva ridefinisce i parametri di prestazione ed efficentamento energetico degli edifici all’interno di una strategia molto più ambiziosa e definita. Strategia che introduce l'obiettivo vincolante della costruzione nei Paesi membri dell’Unione europea, di edifici a consumo di energia vicino allo zero entro il 2050
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La direttiva Ue 844 / 2018 che modifica la direttiva 31/2010 sulla prestazione energetica nell’edilizia e la direttiva 27/2012 sull’efficienza energetica, è stata pubblicata oggi 19 giugno 2018 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 156. Come abbiamo più volte anticipato in questo spazio e su “serramenti+design” la direttiva Ue 844 ridefinisce i parametri di prestazione ed efficentamento energetico degli edifici sia privati che pubblici all’interno di una strategia molto più ambiziosa e definita negli obblighi. Strategia che introduce l’obiettivo vincolante della costruzione nei Paesi membri dell’Unione europea, di edifici a consumo di energia vicino allo zero entro il 2050, siano essi pubblici e/o privati.

Inoltre, le nuove norme declinate nella  direttiva  Ue 844 impongono agli Stati membri di elaborare strategie nazionali a lungo termine, per sostenere la ristrutturazione efficiente di edifici pubblici e privati, con l’obiettivo di ridurre le emissioni nell’Ue dell’80-85% rispetto ai livelli del 1990, con obiettivi intermedi per il 2030 e il 2040. Obiettivi che necessariamente richiedono un diverso approccio sia di natura operativa che finanziaria che in termini di aggregazioni interessano tutte le imprese che operano interventi destinati a migliorare il consumo energetico degli edifici. In proposito al paragrafo 3 del testo la direttiva Ue 844 si legge: “ Per sostenere la mobilitazione degli investimenti nella ristrutturazione necessaria a conseguire gli obiettivi di cui al paragrafo 1, gli Stati membri facilitano l’accesso a meccanismi appropriati per:

  1. a) aggregare i progetti, anche mediante piattaforme o gruppi di investimento e mediante consorzi di piccole e medie imprese, per consentire l’accesso degli investitori, nonché pacchetti di soluzioni per potenziali clienti;
  2. b) ridurre il rischio percepito delle operazioni di efficienza energetica per gli investitori e il settore privato;
  3. c) usare i fondi pubblici per stimolare investimenti privati supplementari o reagire a specifici fallimenti del mercato; d) orientare gli investimenti verso un parco immobiliare pubblico efficiente sotto il profilo energetico, in linea con la nota di un orientamento di Eurostat; e e) fornire strumenti di consulenza accessibili e trasparenti, come sportelli unici per i consumatori, denominati “onestop-shop”, e servizi di consulenza in materia di ristrutturazioni e di strumenti finanziari per l’efficienza energetica…

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