Reso noto dal Mimit che su indicazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, è stato trasmesso al Ministero dell’Economia e delle Finanze il decreto interministeriale che definisce le modalità attuative del Nuovo Piano Transizione 5.0 ai fini dell’acquisizione del concerto del Dicastero.La misura – inserita nella Legge di Bilancio 2026 – prevede, ai fini fiscali, una maggiorazione del costo di acquisto con aliquota massima del 180% finalizzata a sostenere le imprese nella doppia transizione digitale e sostenibile attraverso lo strumento dell’iper ammortamento – su un orizzonte triennale – a sostegno degli investimenti in beni strumentali per i quali viene introdotta la clausula dell’obbligo “made in UE”.
Maggiorazione riconosciuta soltanto con validità fiscale ai fini del calcolo delle quote di ammortamento aggiuntivo e dei canoni di locazione finanziaria, mentre riguardo l’obbligo del “made in Eu” essosi applica a tutti i beni, che devono essere realizzati in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo (SEE).
Oltre a tali importanti novità va sottolineato come la misura dell’iper ammortamento vada di fatto a “sostituire” i crediti d’imposta 4.0 e 5.0 per investimenti che possono riguardare beni strumentali funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e beni immateriali (software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali) funzionali alla trasformazione digitale delle imprese, purché rientrino negli elenchi di cui agli Allegati IV e V alla Legge di Bilancio 2026 e siano interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, come risultante da perizia tecnica asseverata.
Da evidenziare, ancora, come l’iperammortamento sia pure applicabile agli investimenti in beni materiali nuovi strumentali finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, compresi gli impianti per lo stoccaggio dell’energia prodotta.
Beni agevolabili rappresentati da moduli fotovoltaici con celle prodotti negli Stati membri dell’Unione europea, con un’efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%, e moduli prodotti negli Stati membri dell’Unione europea composti da celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem prodotte nell’Unione europea, con un’efficienza di cella almeno pari al 24%.
La maggiorazione del costo di acquisizione degli investimenti si applica con diverse misure:
- 150% fino a 2,5 milioni di €
- 100% compresi tra 2,5 e 10 milioni di €
- 50% compresi tra 10 e 20 milioni di €
La maggiorazione, inoltre, non si applica:sulla parte di investimenti complessivi eccedenti il limite di 20 milioni di euro; agli investimenti che beneficiano della precedente versione dell’iper-ammortamento (art. 1 comma 30 L. 205/2017).
Per poter fruire del beneficio, l’impresa deve trasmettere in via telematica tramite una piattaforma sviluppata dal Gestore dei servizi energetici – GSE S.p.A. (GSE), sulla base di modelli standardizzati, apposite comunicazioni e certificazioni concernenti gli investimenti agevolabili.
La procedura prevede: comunicazione preventiva relativa agli investimenti programmati dall’impresa; conferma della realizzazione degli investimenti mediante attestazione del pagamento di almeno il 20% del valore di acquisto dei beni agevolati; comunicazione di effettivo completamento degli investimenti previsti.
Di fatto il nuovo incentivo Transizione 5.0 impone nuovi limiti senza dare, al momento, oggettiva certezza alle imprese sull’effettiva usufruibilità del preventivato sostegno finanziario.
Da febbraio potremo averne conferma se e come le giustificate preoccupazione a suo tempo espresse dalle principali associazioni d’impresa siano state superate.


