Le finestre in legno come soluzione più efficiente dal punto di vista ambientale

Le finestre in legno si confermano tra le soluzioni più efficienti dal punto di vista ambientale per l’edilizia: è quanto emerge dallo studio commissionato da Navello e condotto dal Politecnico di Torino, che ha analizzato l’impronta ambientale di un serramento in legno attraverso la metodologia Life Cycle Assessment, dalla selezione delle materie prime allo smaltimento a fine vita.
La ricerca, coordinata dall’ingegner Isabella Bianco dell’LCA Research Group del Politecnico di Torino e realizzata secondo la norma EN 15804 (“cradle-to-gate with modules C1-C4 and module D”), costituisce la base per una futura certificazione EPD (Environmental Product Declaration), finalizzata a definire in modo verificato il profilo ambientale dei serramenti in legno Navello.
Il legno è l’unico materiale da costruzione realmente rinnovabile e, se gestito in maniera responsabile, può contribuire in maniera significativa alla riduzione del fabbisogno energetico della filiera edilizia, in netta controtendenza rispetto a tutti gli altri materiali che richiedono processi produttivi energivori e inquinanti”, sottolinea Francesco Navello, responsabile vendite dell’azienda.
Dallo studio emerge come il legno rappresenti un materiale con una capacità unica di stoccaggio della CO₂: ogni metro cubo è in grado di trattenere oltre 800 kg di anidride carbonica, assorbita durante la crescita degli alberi e mantenuta nelle fibre per tutta la vita utile del serramento. Un contributo diretto alla riduzione delle emissioni in atmosfera.
In fase produttiva, l’analisi evidenzia che i consumi energetici incidono per il 22,54% sull’impronta carbonica del serramento, anche grazie al fatto che Navello copre oltre la metà del proprio fabbisogno energetico con energia fotovoltaica autoprodotta. La quota maggiore delle emissioni deriva invece dalla produzione delle vetrocamere, che pesa per il 46,46%, mentre l’impatto degli scarti di lavorazione risulta contenuto allo 0,88%.
A fine vita, superiore ai 40 anni, il tasso di recupero dei materiali raggiunge il 95%, con legno e metalli quasi interamente riciclati. Questo genera un credito di carbonio pari a 7,08 kg di CO₂ equivalente per metro quadro, compensando in parte l’impatto iniziale della produzione. Marginale anche l’incidenza del trasporto e della posa in opera.
Lo studio si basa su dati raccolti direttamente nello stabilimento di Monchiero e ha preso come campione rappresentativo la finestra Seta 2.0 in pino lamellare finger-joint, uno dei prodotti più diffusi del catalogo Navello.

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