Direttiva UE

Mancato invio piano riqualificazione edifici. Lettera di avvio infrazione anche all’Italia

L'invio della proposta ha lo scopo di permettere alla Commissione di valutare efficacemente la strategia di ciascuno Stato membro, garantendo che aldilà degli annunci i piani messi a punto siano completi, attuabili e allineati agli obiettivi aggiornati nazionali e dell'UE in materia di clima ed energia.

Figura anche l’Italia (INFR(2026)2024) tra i 19 Paesi della UE che hanno ricevuto una lettera di messa in mora da parte della Commissione per il mancato invio entro il 31 dicembre 2025 di una proposta di piano nazionale di ristrutturazione degli edifici così come prevista dalla direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (direttiva UE 2024/1275).

Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici, che ricordiamo, rappresenta lo strumento essenziale e strategico previsto dall’EPBD per rendere operativa la volontà espressa da ciascuno Stato di trasformare il parco immobiliare del Paese in una risorsa ad alte prestazioni, efficiente sotto il profilo energetico e decarbonizzata entro il 2050.

Infatti, solo definendo percorsi di ristrutturazione prevedibili e chiare traiettorie a lungo termine, si può effettivamente dare piena attuazione a quanto indicato dalla direttiva garantendola necessaria stabilità e prevedibilità degli investimenti.

Piani che sono quindi fondamentali per migliorare la prestazione energetica degli edifici e contribuire in tal modo a ridurre le bollette energetiche.

L’invio della proposta ha lo scopo di permettere alla Commissione di valutare efficacemente la strategia di ciascuno Stato membro, garantendo che aldilà degli annunci i piani messi a punto siano completi, attuabili e allineati agli obiettivi aggiornati nazionali e dell’UE in materia di clima ed energia.

Come accennato l’invio della lettera messa in mora che apre la procedura di infrazione per il mancato rispetto di questo fondamentale passaggio non riguarda solo l’Italia, ma anche:
Belgio (INFR(2026)2014), Cechia (INFR(2026)2016), Germania (INFR(2026)2017), Estonia (INFR(2026)2019), Irlanda (INFR(2026)2023), Grecia (INFR(2026)2020), Francia (INFR(2026)2021),Cipro (INFR(2026)2015), Lettonia (INFR(2026)2026), Lussemburgo (INFR(2026)2025), Ungheria (INFR(2026)2022), Malta (INFR(2026)2027), Paesi Bassi (INFR(2026)2028), Austria (INFR(2026)2013), Polonia (INFR(2026)2029), Portogallo (INFR(2026)2030), Slovacchia (INFR(2026)2032) e Svezia (INFR(2026)2031).

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