Si è svolta a Roma la presentazione dell’Osservatorio congiunturale Ance 2026 sull’industria delle costruzioni. Analisi i cui risultati sono stati illustrati da Flavio Monosilio, direttore del Centro Studi dell’Ance.
Stando a quanto rilevato il 2025 ha registrato una diminuzione complessiva del mercato delle costruzioni dell’11,1% flessione che avrebbe avuto ben altro valore se non ci fosse stato l’effetto tampone del PNRR che ha fatto da traino ad una crescita del 21% degli investimenti in opere pubbliche.

Effetto traino che per quest’anno si prevede possa notevolmente contribuire al ritorno ad una crescita stimata nel 5,6%.
“Di fronte a uno scenario globale così incerto e vulnerabile, dobbiamo fare leva sui nostri punti di forza per sostenere la crescita dell’economia italiana – ha spiegato la presidente dell’Associazione, Federica Brancaccio – È arrivato il momento, infatti, di mettere nero su bianco un Piano casa, con una governance forte e misure finanziarie, urbanistiche e fiscali in grado di offrire risposte alle diverse fasce di popolazione che condividono questo problema. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, per questo auspichiamo che si avvii al più presto un confronto sulle proposte in campo”.

Nell’abito della presentazione si è giustamente sottolineato come proprio il settore quello delle costruzioni ha dato un contributo fondamentale alla crescita del Paese non solo in termini di Pil, ma anche di occupazione, “con la creazione di 350mila nuovi posti di lavoro, il 20% dell’aumento dell’intera economia tra il 2020 e il 2025 e il doppio della componente industriale”, ha spiegato Monosilio.
Decisivo nell’ultimo biennio il contributo del Pnrr. Fino ad oggi l’Italia ha ricevuto 153,2 miliardi, pari al 79% del totale complessivo del Piano, e ne sono stati spesi 101,3 miliardi di euro, oltre la metà relativa alle costruzioni. Nell’ultimo anno, si legge sempre nel report, la spesa si è rafforzata raggiungendo 3,4 miliardi al mese. Dei quasi 16 mila cantieri aperti, due terzi si avviano alla conclusione o sono in fase avanzata, il 70% di quelli non avviati riguarda piccoli lavori i cui tempi di realizzazione sono più brevi. Ora, però, sottolinea l’Ance, “occorre ora garantire il regolare completamento delle opere in corso di realizzazione. Ammontano, infatti, a 15 miliardi le risorse Pnrr riguardanti il settore delle costruzioni che potranno essere spese oltre giugno 2026 grazie alle regole del Piano e agli strumenti di flessibilità”.

Per Piero Petrucco, Vicepresidente Ance per il Centro Studi, “il Pnrr è sotto tutti i punti di vista una stagione di efficienza che non dobbiamo disperdere, dove il nostro Paese non solo è riuscito a spendere di più e più velocemente, ma ha speso meglio, raggiungendo obiettivi e innovando i processi”. Inoltre, “grazie al Pnrr, le imprese strutturate e con più qualità hanno trovato più spazio e si sono rafforzate sotto il profilo dimensionale e della redditività, riducendo l’indebitamento, dimostrando così di aver operato con responsabilità e maturità finanziaria”.
Il modello Pnrr, viene sottolineato nel rapporto, ha saputo adattarsi alle esigenze del Paese determinando una crescita sia quantitativa che qualitativa. Un approccio che deve diventare strutturale per consentire al Paese di consolidare la crescita anche dopo il 2026. Tra fondi europei e nazionali fino al 2033 sono, infatti, disponibili circa 120 miliardi: serve usare il modello Pnrr per garantire la messa a terra delle risorse.

C’è anche un altro dato sottolineato nel rapporto: il Piano ha avuto un effetto importante anche sulle imprese: sono 5.600 le aziende attive nei cantieri Pnrr che hanno registrato crescita dimensionale e aumento produttività. Inoltre, nelle imprese Pnrr, il numero dei dipendenti è aumentato del 67% rispetto al 2017.
A proposito dell’emergenza casa, Ezio Micelli, membro housing advisory board Ue e professore Iuav Venezia, ha sottolineato come a livello europeo si sia:“ deciso di considerare la casa non come una ‘merce’ o un ‘diritto’, ma come un’infrastruttura sulla quale investire per migliorare la vita dell’intera comunità”.


