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Assemblea UNICMI 2025. Progettare per costruire tra transizione e socialità

Conferma della presidenza, nascita di nuove divisione e di un nuovo sistema di certificazione delle competenze. Dopo il successo ottenuto con il riconoscimento della posa in opera nei nuovi CAM, UNICMI rilancia nella sua assemblea generale un programma ambizioso forte di una visione ben articolata del mercato e delle prospettive che ne stanno indirizzando lo sviluppo

È sempre stato l’Enterprise Hotel di Milano ad ospitare il 10 dicembre l’Assemblea Generale UNICMI 2025, evento associativo che ha visto oltre 140 imprenditori confrontarsi sugli scenari che caratterizzeranno il mercato e le tendenze delle costruzioni dell’immediato futuro. Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche, dell’Involucro dei serramenti che, ricordiamo, attraverso le sue 13 Divisioni rappresenta circa 22.000 aziende, con un fatturato di oltre 8 miliardi di euro.

Nel corso dei lavori Mauro Durazzi è stato rieletto per acclamazione alla Presidenza per il biennio 2026-2027 – unitamente  ai Vicepresidenti Mauro Furlan, Guido Faré, Mario Fusi e Ruggero Gualini – e nel suo intervento ha illustrato sfide, risultati e prospettive del comparto dell’involucro edilizio e delle costruzioni metalliche.

Il neo rieletto Presidente di UNICMI  ha poi sottolineato la natura “di transizione” del 2026, evidenziando come il mercato dell’edilizia – seppure in rallentamento rispetto al triennio 2022-2024 – resti sostenuto dagli incentivi ancora attivi nel residenziale e dai significativi investimenti pubblici legati al PNRR M7, al Conto Termico 3.0 e ai Fondi europei di coesione, per un valore complessivo di circa 3 miliardi di euro dedicati all’efficientamento dell’edilizia pubblica.

Durazzi ha anche richiamato l’attenzione  sulle criticità strutturali del settore, dal caro materiali alle difficoltà normative che stanno impattando pesantemente sui cantieri, con particolare riferimento al blocco di numerosi interventi edilizi nel Comune di Milano. “UNICMI – ha ricordato – è impegnata nei tavoli istituzionali per una riforma organica della disciplina edilizia, ritenuta “non più adeguata” a governare lo sviluppo urbano contemporaneo.”

Durante la relazione, il Presidente ha illustrato due esempi emblematici della capacità dell’Associazione di anticipare il cambiamento e costruire qualità attraverso progetti condivisi:

  • la procedura per il certificato di corretta posa delle barriere di sicurezza, sviluppata da UNICMI e divenuta prima riferimento di mercato e successivamente recepita dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici in una circolare ufficiale.
  • il lungo percorso sui nuovi CAM Edilizia, in cui UNICMI è stata protagonista attraverso investimenti pluriennali su normazione UNI, progetti di qualificazione della posa, come i Marchi Progettazione e il Marchio Posa Qualità Serramenti, e strumenti oggi indispensabili per operare negli appalti pubblici, in particolare nel PNRR.

Sottolineatura di un successo a lungo atteso dall’intera filiera salutata dalla nutrita platea da un lungo e spontaneo applauso. Durazzi ha, inoltre, annunciato la nascita, nel 2026, della nuova 13  Divisione Alta Sicurezza Perimetrale e Gestione della Folla, che amplia il perimetro associativo con tecnologie dedicate alla sicurezza antiterroristica.

“Il futuro appartiene a chi sa anticiparlo – ha ricordato Durazzi – e UNICMI continuerà a essere un luogo in cui le imprese costruiscono visione, strumenti e qualità per il mercato. Innovare non è un rischio: è una risorsa, e insieme abbiamo dimostrato che spostare il dato di realtà verso la qualità si può”.

Diversi gli ospiti intervenuti ma su tutti per noi si collocano le profonde riflessioni di Juri Franzosi, Direttore Generale di Lombardini 22, che in una relazione estremamente dettagliata ed empatica ha evidenziato come gli edifici non possano rigenerare le città senza un cambio radicale di paradigma nel ripensare le città, la loro funzione, chi ci vive, chi ci lavora.

Senza il coinvolgimento dei residenti, delle forze sociali, imprenditoriali e commerciali ogni intervento di rigenerazione rischia di creare, nel tempo, barriere, esclusione e non accettazione da parte del tessuto urbano trasformando nuove realizzazioni immobiliari in compound blindati e deserti.

Investimenti e gentrification magari profittevoli nell’immediato da parte della finanza ma estremamente negativi nella creazione di una città respingente. Franzosi ha sottolineato come sia necessario passare dal paradigma degli stakeholder a quello della communityholder con il coinvolgimento delle amministrazioni pubbliche, dei costruttori, dei progettisti e della società civile.

A seguire lberto Castori, Direttore dell’Agenzia CERTING ha illustrato lo schema proprietario di certificazione “Ingegnere Esperto” in barriere di sicurezza. Grazie all’accreditamento di ACCREDIA per la certificazione delle persone (Persons Certification) offre due tipologie di Certificazione: CERTING BASE e CERTING ADVANCED. CERTING fa parte di ENGINET, un’alleanza tra le agenzie europee per la certificazione delle competenze degli ingegneri.

In proposito Pietro Gimelli, direttore generale UNICMI, ha sottolineato come la sicurezza infrastrutturale sia diventata un tema centrale a seguito di disastri e incidenti e come sia fondamentale avere professionisti qualificati per monitorare e gestire la sicurezza di opere complesse (ponti, viadotti, gallerie).

 Nuovo schema certificazione CERTING-ANSFISA.

La certificazione CERTING Advanced per Ingegneri Esperti in Sicurezza delle Infrastrutture e dei Trasporti e Sistemi di Gestione della Sicurezza è uno strumento essenziale per assicurare competenza e trasparenza nel settore. Un’area di specializzazione specifica all’interno dello schema CERTING è l’Ingegnere Esperto in Dispositivi di Sicurezza Stradali (DSS). Gimelli ha quindi anticipato come la stessa esperienza nel campo delle barriere di sicurezza, nel corso del 2026, sarà indirizzata alla creazione dell’Ingegnere Esperto in Facciate Continue.

La parola è poi passata a Carmine Garzia, Coordinatore dell’Ufficio Studi UNICMI, che presentato la “fotografia” di un settore che nel 2026 affronterà una fase di transizione dopo l’onda lunga degli incentivi fiscali e degli interventi PNRR.

Il settore delle costruzioni dovrebbe entrare in una nuova fase ciclica, con alcune dinamiche chiave: buona tenuta dei prezzi, decisa crescita del comparto non residenziale, sostenuta da un forte ruolo della committenza pubblica (35–40% degli investimenti), rallentamento del nuovo, sia residenziale sia non residenziale, ripiegamento dei permessi a costruire e segnale di freno nel mercato residenziale.

Gli investimenti nel comparto mostrano un’evoluzione differenziata: il 2026 potrebbe “restituire” circa 24 miliardi di euro nel residenziale, mentre il non residenziale manterrà una dinamica positiva. Il mercato italiano dei serramenti, delle facciate continue e delle carpenterie metalliche vale complessivamente oltre 12 miliardi di euro (dati 2025): serramenti e facciate: 8,7 miliardi, carpenterie metalliche: 3,6 miliardi. La domanda di serramenti e facciate entra ora in una fase di normalizzazione dopo il picco legato agli incentivi: dal 2023 si registrano -900 milioni di euro nel comparto del rinnovo residenziale e circa -2 milioni di finestre vendute nello stesso segmento.

Il non residenziale, al contrario, continuerà a mostrare segnali robusti, con una crescita costante del fatturato in finestre e facciate. Attraverso la rielaborazione dei dati ENEA sarebbe emerso che il ricorso ai bonus edilizi ha generato nel 2021–2024 effetti eccezionali, raggiungendo fino a 3,4 miliardi di domanda annua aggiuntiva di serramenti.

Andamento 2025 e previsioni 2026

Nel 2025, con la normalizzazione normativa e il ridimensionamento delle aliquote, la domanda incentivata si avvia a un progressivo calo da un deciso ridimensionamento delle importazioni dall’estero di serramenti in PVC pronti per la posa; dopo anni di crescita impetuosa (da 72 a oltre 1.000 milioni di euro tra il 2020 e il 2023), nel 2025 le importazioni di serramenti in PVC mostrano un drastico ridimensionamento: -56% nel primo semestre rispetto al 2024.

Secondo UNICMI, nel mercato finestre la ripartizione 2025 è la seguente: alluminio in forte crescita, fino al 43% nel 2025–2026, PVC: in calo, dopo anni di espansione, Legno: in progressiva stabilizzazione. Prospettive 2026: “Sarà un anno di transizione – ha sottolineato Carmine Garzia – . Il riallineamento della domanda riguarderà soprattutto il rinnovo residenziale, mentre il non residenziale – pubblico e privato – continuerà a sostenere il settore. Positive le prospettive per l’alluminio, grazie al crescente focus su sostenibilità, riciclabilità e durabilità degli edifici.

 

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