Mercato

Tecnologie lavorazione legno, 1° trimestre all’insegna della stabilità

Andamento delle aspettative molto divaricato tra mercato estero e domestico

Un andamento improntato alla sostanziale stabilità. Così di possono riassume i dati rilasciati da Acimall relativi all’andamento del primo trimestre per le tecnologie per il legno e i suoi derivati “made in Italy”. Una  notizia  da considerare positivamente, alla luce delle significative difficoltà registrate dalle imprese nell’ultimo scorcio del 2012. La consueta indagine trimestrale curata dall’Ufficio studi dell’associazione rivela comunque una contrazione degli ordini del 2,7% rispetto al gennaio-marzo 2012, a cui concorrono la flessione del 2,8% degli ordini dall’estero e del 2,4 dal mercato interno. Il portafoglio ordini indicato dal campione di aziende indagate si mantiene attorno ai due mesi, mentre dall’inizio dell’anno l’aumento dei prezzi viene stimato collocarsi attorno allo 0,4%. Leggero calo pure per l’andamento del  fatturato dichiarato: – meno 0,7% rispetto al pari trimestre del 2012. Per quanto riguarda l’indagine qualitativa relativa al periodo gennaio-marzo il 19% degli intervistati risulta aver indicato un trend della produzione positivo, il 35% di stabilità ed il 46% in calo. Andamento che si riflette sulle giacenze che risultano essere stabili nel 54% dei casi, in diminuzione nel 31% e in crescita nel rimanente 15%. Grazie alla consueta indagine previsionale aspettative e dinamiche nel breve periodo indicano il mantenimento di una forte differenziazione fra l’andamento del mercato nazionale e l’esportazione. Pochi operatori hanno fiducia nel mercato interno e confidano in misura sempre maggiore su quello estero: ben il 38% degli intervistati prevede una ulteriore crescita, il 58% è convinto che gli ordini dall’estero rimarranno stazionari e solo il 3% ritiene che diminuiranno (il saldo positivo è pari a 36). Nuovo calo invece viene indicato per il mercato interno dal 42% per cento del campione, sarà stabile per il 54 per cento e solo il 4 per cento si sente di credere in una ripresa degli ordini nel breve periodo.

 

Completiamo il quadro che emerge dall’indagine trimestrale con alcune indicazioni relative al periodo 2003-2013 che rivelano come, fatto 100 l’indice degli ordini nel 2002, l’indice domestico segni il nuovo record negativo (31). L’indice estero supera quota 100, ma non permette all’indice globale (ordini interni più estero) di andare oltre quota 79.

 

L’indice della fiducia delle imprese, costruito attraverso la serie storica dei saldi delle indagini previsionali dal 2003 ad oggi, rivela un incremento deciso delle attese da oltre confine, mentre per quanto riguarda il mercato domestico il pessimismo è da considerare “strutturale”: l’ultimo saldo citato in questo comunicato (meno 38) è il decimo risultato negativo consecutivo, il settimo se prendiamo in considerazione saldi negativi di oltre 20 punti.

 

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