PVC in Italia: nel 2025 mercato stabile, ma profili finestra in calo

Il mercato italiano del PVC ha chiuso il 2025 con consumi complessivi pari a 542.000 tonnellate trasformate, in lieve crescita rispetto all’anno precedente, con un incremento dello 0,4%. Il dato conferma una fase di sostanziale tenuta per il materiale, in un contesto in cui il mercato delle termoplastiche vergini ha registrato una flessione dello 0,2% sul 2024.
Secondo la ricerca “Il consumo di PVC in Italia”, realizzata da Plastic Consult per PVC Forum Italia e VinylPlus Italia, il PVC rigido si è attestato a 276.000 tonnellate, pari al 51% del consumo totale, con un lieve calo. Il PVC plastificato ha invece raggiunto 266.000 tonnellate, pari al 49% del totale, con una crescita del 2,6%, sostenuta in particolare da estrusione tubi/profilati e rivestimento cavi.
L’edilizia si conferma il principale settore applicativo per il PVC in Italia, con circa 205.600 tonnellate assorbite, pari a quasi il 38% dei consumi nazionali. Il dato evidenzia una tenuta superiore rispetto all’andamento complessivo del comparto costruzioni, pur in uno scenario di mercato ancora poco dinamico.
Nel settore serramenti, i volumi di profili finestra si sono attestati sulle 67.500 tonnellate, considerando profili prodotti e venduti in Italia, profili importati e finestre importate. Il comparto ha registrato una contrazione superiore al 10%, che ha interessato sia la produzione nazionale sia le importazioni. Le ristrutturazioni continuano a rappresentare oltre l’80% della domanda, ma restano penalizzate dalla progressiva riduzione dei bonus edilizi.
Nonostante il calo dei volumi, il serramento in PVC mantiene una posizione competitiva grazie alle caratteristiche di efficienza energetica, durabilità e convenienza economica. Le finestre bianche rappresentano circa il 55% del mercato, mentre i pellicolati mostrano una maggiore tenuta soprattutto nel segmento medio-alto.
Per il 2026 è atteso un possibile recupero, seppur limitato, del mercato del PVC. La domanda potrà essere sostenuta dagli investimenti infrastrutturali, dai requisiti ambientali e dalla crescente attenzione verso durabilità e prestazioni dei materiali. Restano però elementi di incertezza legati alla debolezza della domanda finale e alla volatilità dei costi, in particolare energetici.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome