Nei giorni scorsi la Commissione europea ha proposto l’adozione di nuove norme in materia di appalti pubblici. Si tratta di una nuova regolamentazione che si basa sui punti di forza del mercato unico in quattro differenti modalità. Ecco le nuove norme nel dettaglio.
Regole più semplici e chiare
La proposta rende le norme più semplici e chiare, consolidando in un unico regolamento direttamente applicabile le tre direttive esistenti in materia di appalti pubblici e le disposizioni in materia di appalti attualmente diffuse tra la legislazione settoriale. Secondo la Commissione il nuovo regolamento creerà un quadro degli appalti più coerente e prevedibile, riducendo la complessità, gli oneri amministrativi e le incoerenze nelle modalità di applicazione delle norme con tre procedure anziché cinque attualmente. Ridurrà inoltre la complessità e l’incoerenza derivanti da atti legislativi distinti e da scelte nazionali di recepimento divergenti.
Piattaforma unica per tutti gli appalti Ue
La chiave per la semplificazione e la riduzione degli oneri amministrativi è la creazione di un mercato integrato degli appalti digitali costituito da piattaforme interconnesse e interoperabili per gli appalti elettronici degli Stati membri.
Il mercato digitale semplificherà e faciliterà gli appalti per gli acquirenti pubblici. Consentirà alle imprese di partecipare alle procedure di appalto e di presentare offerte in tutta la Ue attraverso una qualsiasi delle piattaforme connesse per gli appalti elettronici che si basano sul principio “una tantum”, evitando richieste ripetute di informazioni e documenti.
Maggior sostegno agli obiettivi ambientali, sociali e di innovazione
La proposta fa del Best Price-Quality Ratio (Bpqr) il metodo di aggiudicazione standard, con criteri di qualità che rappresentano almeno il 30% (50% per i contratti ad alta intensità di lavoro), soggetto a un meccanismo di “conformità o spiegazione”. Le amministrazioni aggiudicatrici possono discostarsi da tale approccio se spiegano in che modo sarà altrimenti garantita la qualità, ad esempio attraverso requisiti minimi di qualità. Gli acquirenti pubblici dovranno quindi considerare sistematicamente non solo il prezzo, ma anche la qualità – comprese le considerazioni ambientali, sociali, di innovazione, di sicurezza e di resilienza – e le considerazioni relative alla “preferenza europea”.
Maggiore sicurezza, resilienza e autonomia strategica
La proposta riflette la crescente importanza geopolitica degli appalti pubblici. Consente, e in alcuni casi impone, agli acquirenti pubblici di affrontare i rischi connessi alla sicurezza e alla sicurezza pubblica dell’Unione o degli Stati membri, alle informazioni sensibili, alla cibersicurezza e all’indebita influenza di paesi terzi.




