Illegali le certificazioni energetiche autodichiarate

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Il paragrafo 9 dell’allegato A del decreto ministeriale 26 giugno 2009 concernente la l’autodichiarazione del proprietario,abrogato.” Queste le due righe contenute nell comma 4 dell’articolo 2 del decreto che modifica quanto in precedenza indicato dalle «Linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici.» emanate nel giugno del 2009. Decreto di modifica pubblicato Gazzetta n.290 del 13 dicembre 2012 che pone definitivamente termine alla possibilita di autodichiarare la  prestazione

energetica del proprio immobile in classe G in sede di compravendita dell’immobile, possibilità che aveva originato l’avvio di una nuova procedura di infrazione da parte della U.E nei confronti dell’Italia per incompleta e non conforme attuazione della Direttiva 2002/91/CE.

In particolare, la U.E. ha contestato all’Italia proprio la possibilità di autodichiarare la classe energetica G, ovvero quella con le peggiori prestazioni energetiche, al momento di una compravendita immobiliare. La direttiva europea prevede infatti che, in fase di costruzione, compravendita o locazione di un edificio, l’attestato di certificazione energetica sia messo a disposizione del proprietario o del futuro acquirente o locatario. Pur se di fatto l’autodichiarazione non viene pressochè più attuata , su tutto il territorio nazionale permane un quadro di forte incertezza sulla veridicità di quanto certificato in quanto le attività di controllo da parte delle Regioni o non si sono avviate o si sono avviate in modo sperimentale. Occorrerà dunque attendere ancora diversi mesi per vedere i primi risultati delle verifiche che prevedono sanzioni elevate. Opportuno ancora ricordare come l’emanazione delle Linee guida nazionali, ora modificate, avrebbe dovuto creare le condizione per il progressivo riordino su un tema divenuto decisamente più complesso per effetto delle modifiche introdotte al Titolo V della Costituzione. Riordino che stenta a prodursi facendo dell’Italia il Paese europeo dalle tante, troppe, regole. Un Paese in cui la classe A in una regione ha un significato e nell’altra ha un significato diverso, un Paese in cui un tecnico può certificare in una regione e non in un’altra, un Paese in cui perfino le procedure di calcolo sono differenti. In estrema sintesi un Paese in cui è tutt’ora molto complesso definire un quadro di riferimento preciso, unitario su cosa sta accadendo.

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