azienda

Innovazione, efficienza, qualità: “dentro” il mondo Fischer

Un Gruppo industriale nato dall’ingegnosa invenzione di un tassello divenuta, in Italia, sinonimo di fissaggio; la ridefinizione di un principio centrato sul coinvolgimento dei collaboratori come base competitiva; una holding multinazionale costantemente proiettata al futuro e che fa “scuola” incentivando e premiando le nuove generazioni più creative. “Pensiamo in termini di generazioni e non di cifre trimestrali” precisa il professor Klaus Fischer lasciando poi che sia la constatazione diretta dei fatti a dimostrare come
0
449

Da innovazione a innovazione con in mezzo 70 anni di motivazione, impegno, ingegno e qualità. L’international media days recentemente organizzata dal Gruppo fischer presso Tumlingen (Stoccarda, Germania), per una delegazione di giornalisti italiani ci ha dato modo di entrare “dentro” la realtà di un gruppo multinazionale che ha fatto della gestione avveduta dei processi e del personale il suo “mantra” consentendogli di formare risorse uniche di tecnologie, competenza ed atteggiamenti verso il lavoro e l’organizzazione che i dati (46 consociate in 34 Paesi, 5000 collaboratori, 812 milioni di euro di fatturato nel 2017), dicono essersi tradotti negli anni in risposte non facilmente replicabili da parte dei concorrenti e, quindi, in basi durevoli di vantaggio competitivo.

Comune denominatore di questo “mantra” sono: efficienza e cultura dell’innovazione. Indirizzi che portano il Gruppo fischer a depositare annualmente un numero di brevetti per dipendente 20 volte superiore alle media nazionale. Primo innovatore Artur Fischer inventore tedesco tra i più prolifici al mondo che nel 1947 si ingegna nell’ideare anche un tassello di fissaggio per rendere finalmente sicuri gli attacchi a muro. Una invenzione che si rivelò tanto funzionale da permettergli, l’anno dopo, di creargli intorno un’azienda a Waldachtal-Tumlingen città circondata dalla Foresta Nera.

Sede diventata il quartier generale del gruppo alla cui guida c’è oggi il figlio Klaus Fischer che nel 2007 viene nominato professore onorario dall’Università di Tongji di Shanghai.

Il professor Klaus Fischer

La sua invenzione non si lega ad un prodotto ma si declina in un processo denominato fPS (fischer Prozess System) che ispirandosi alla “filosofia” giapponese Kaizen (divenuta famosa nel mondo come “modello Toyota“), ne rielabora le direttrici principali per inglobare valori e caratteristiche delle realtà socioeconomica tedesca con il risultato di creare un modello originale centrato maggiormente sul coinvolgimento serio, attivo e convinto dei collaboratori.

Modello ed esperienza che hanno portato alla creazione della divisione fischer Consulting per condividerli con altre aziende ed alla creazione della Lean Academy. Del resto “Il capitale più importante e il fattore di successo decisivo della nostra impresa sono le collaboratrici e i collaboratori, non gli impianti e gli edifici” ripete spesso Klaus Fischer nella piacevole cena di benvenuto, lasciando che siano poi i suoi più stretti collaboratori e soprattutto i fatti a mostrarne senso e valore nei due giorni successivi di visita ad alcuni stabilimenti accompagnati da Wolfgang Pott capo settore della comunicazione del Gruppo, e da Massimo Fioraso direttore marketing di fischer Italia.

Responsabilità condivisa e innovazione diffusa

La nostra visita dentro la holding inizia dalla grande sede di Tumlingen che comprende aree produttive, laboratori di ricerca e sviluppo, uffici amministrativi, una grande sala mensa (in cui era in fase di ultimazione un “angolo” pizzeria con forno a legna) ed una attrezzata area fitness. Mensa aziendale nella quale circa una volta al mese vengono proposti i piatti dello chef Harald Wohlfahrt, da anni il migliore della Germania insignito, nel 1992, con le 3 stelle Michelin. Mentre, oltre ai dipendenti, nel centro fitness aziendale si allena di tanto in tanto pure Michael Jung cavaliere tedesco, pluricampione olimpico e dal 2012 ambasciatore del gruppo fischer nel mondo.

Qui a Tumlingen si trovano le principali linee di produzione dei sistemi di fissaggio “che rappresentano l’80% del fatturato del Gruppo” sottolinea Florian Birkenmayer da meno di un anno entrato a far parte del management del gruppo. Alcuni dati ne danno un’idea della dimensione produttiva. “Ogni giorno produciamo 15,46 milioni di tasselli, 11.000 al minuto, 180 al secondo” dettaglia.

Nella grande sede di Tumlingen si trovano le principali linee di produzione dei sistemi di fissaggio che rappresentano l’80% del fatturato del gruppo. Foto: Jakob Studnar

Volume che lascia intendere quanto sia alto il livello di automazione delle linee produttive definite attraverso macchine e processi costantemente monitorati e, nel caso, sottoposti ad aggiornamenti continui (da cui derivano anche brevetti) suggeriti dalla squadra di operatori che le controlla.

Qui si dimostra la capacità dell’azienda di orientare le proprie strategie verso impostazioni di efficienza e miglioramento qualitativo che fanno leva sul coinvolgimento ed i comportamenti dei collaboratori, e qui si misura l’efficacia dell’elaborazione di una “people idea condivisa” come parte costitutiva (e non come imposta conseguenza) della “business idea imprenditoriale”.

L’originale soluzione sviluppata per il fissaggio puntuale, e non passante, delle lastre vetrate per facciate

Capacità che in termini di prodotti si esprime complessivamente in più di 15.000 articoli che, oltre ai sistemi di fissaggio in nylon e chimici, comprende anche ancoraggi in acciaio per carichi molto pesanti, assortimenti speciali per sistemi di isolamento termico, sigillanti, schiume, punte, ancoraggi dinamici per aree sismiche o strutture fortemente sollecitate e innovativi sistemi per facciate quale il primo fissaggio puntuale per vetro, nel quale il foro non penetra totalmente la lastra.

Un esempio dell’ambito di applicazione è la torre di prova degli ascensori Thyssen a Rottweil. Edificio in cemento armato alto 232 metri dove sono stati utilizzati oltre 22.000 tra viti e tasselli per fissare, al corpo centrale, la facciata ventilata di tessuto. E dove, a quota 225 metri, incontriamo Christian Schlenk della divisione ricerca e sviluppo diretta da Joächim Schatzle che ci aiuta a comprendere meglio i motivi che hanno spinto il Gruppo fischer ad allargare il proprio orizzonte tecnologico e produttivo oltre che all’oramai storico ambito dell’accessoristica per l’automotive (fischer Automotive System) anche a quello dell’automazione attraverso l’acquisizione, nel 2016, della LNT Automation.

La torre Thyssen a Rottweil nella quale sono stati utilizzati oltre 22.000 tra viti e tasselli per fissare la facciata ventilata di tessuto. Foto: Jakob Studnar

Tra gli indirizzi delle ricerche elencate è compreso pure quello della tecnologia legata a  sensoristica ed a soluzioni meccanoelettriche. Al momento, le innovazioni più accessibili riguardano le nuove serie greenline (tasselli prodotti con il 50% di materie prime rinnovabili) e DuoLine serie di tasselli bicomponente costituita da DuoPower (che migliora avvitamento e serraggio) e da DuoTec, ingegnoso sistema di fissaggio per carichi elevati su pannelli in cartongesso.

Ingegno ed innovazione che la holding prima stimola e poi premia. “Pensiamo in termini di generazioni e non di cifre trimestrali” precisa in proposito Klaus Fischer. La stimola nei bambini attraverso i giocattoli fischerTip (bricolage con componenti realizzati in amido di patate) e fischertechnik, originale scatola di montaggio che arriva a simulare applicazioni di robotica; poi la premia a livello universitario attraverso ricerche condivise e concorsi tra cui il “Premio per Eccellenza Accademica Klaus Fischer” organizzato da fischer Italia con l’Università di Padova.

Filiale italiana seconda per fatturato solo a quello della casa madre (108 milioni nel 2017 e 295 dipendenti) “… di cui il 50% con articoli prodotti in sede” spiega il D.G. Stefano Marzolla. Consociata che in linea con il “mantra” del Gruppo offre una gamma di servizi molto puntuali anche a progettisti di facciate e produttori di materiale oltre che ai suoi 600 clienti (con 12.000 punti vendita sul territorio).

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here