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ISTAT rivede al ribasso le prospettive dell’economia italiana per l’anno in corso

Nell'anno in corso si stima sarà la domanda interna a fornire l’unico contributo positivo alla crescita economica, mentre l’apporto della domanda estera netta e quello della variazione delle scorte risulterebbero nulli
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Diffuso da ISTAT il bollettino contenete la previsione su ” Le prospettive per l’economia italiana nel 2019” prospettive che complessivamente indicano una significativa revisione al ribasso dei principali indicatori. A cominciare dall’andamento del prodotto interno lordo (PIL) che nel primo trimestre 2019  ha invertito la tendenza negativa registrando un aumento congiunturale (+0,2%).

Ripresa esclusivamente alimentata dal contributo positivo della domanda estera netta (mentre la componente nazionale -al lordo delle scorte – ha fornito un contributo negativo) destinata a risentire della decelerazione dell’economia mondiale iniziata nella seconda metà dello scorso anno è confermata dagli indicatori congiunturali di inizio 2019.

Nell’anno in corso si stima sarà la domanda interna a fornire l’unico contributo positivo alla crescita economica, mentre l’apporto della domanda estera netta e quello della variazione delle scorte risulterebbero nulli.

Di qui la previsione di una crescita nel 2019 del PIL dello 0,3% in termini reali, in deciso rallentamento rispetto all’anno precedente che ricordiamo essere stata prossima al punto percentuale (+ O,9% per la precisione).

Secondo ISTAT, per quanto stimati in rallentamento,  saranno i consumi delle famiglie, a rappresentare la principale componente a sostegno della crescita mentre la spesa per gli investimenti segnerà una decisa decelerazione. Pure il mercato del lavoro è atteso risentire della decelerazione del PIL, confermando livelli occupazionali analoghi a quelli del 2018. Indicatori che si inseriscono in uno scenario socioeconomico caratterizzato da attesa negative sia da parte delle famiglia che delle imprese.

” Ad aprile, l’indice del clima di fiducia dei consumatori è diminuito per il terzo mese consecutivo – ricorda ISTAT  -. Tutte le componenti sono risultate in peggioramento, con una diminuzione più contenuta per le attese sul futuro.

L’indice di fiducia delle imprese ha continuato a fornire segnali altalenanti: ad aprile è nuovamente diminuito dopo l’aumento di marzo, mostrando un calo diffuso tra i settori economici con un miglioramento solo per le imprese delle costruzioni.

Nel settore manifatturiero, per il quale l’indice ha segnato la diminuzione più lieve, i giudizi sul livello degli ordini e sulle attese sulla produzione sono peggiorati evidenziando una diminuzione del saldo relativo alle scorte di magazzino.

Nello stesso mese, l’indicatore anticipatore ha registrato una flessione meno marcata rispetto a quelle dei mesi precedenti, prospettando comunque il proseguimento di una fase di moderazione dei ritmi produttivi.

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