Montecarlo: la rilettura delle relazioni fra spazio urbano ed edifici privati

Fra le architetture art-decò di Montecarlo, un complesso a vocazione residenziale propone un raffinato linguaggio architettonico basato sulla combinazione di alluminio e vetro

Immerso fra le architetture art-decò di Montecarlo, un nuovo complesso a vocazione residenziale propone un raffinato linguaggio architettonico, basato sulla misurata combinazione di alluminio e vetro grazie a tecnologie innovative

È il progetto One Montecarlo, un insediamento mixed-use situato nel cuore della cittadina, firmato dall’affermato studio inglese Rogers Stirk Harbour + Partners e inaugurato nel febbraio 2019.

L’intervento propone una radicale rilettura delle relazioni fra spazio urbano ed edifici privati, puntando sulla massima permeabilità del primo e sull’elevata trasparenza dei secondi, con l’obiettivo di rivitalizzare una zona di importanza strategica per l’immagine e la vivibilità della città vecchia, nella quale il disegno modulare delle facciate è ingentilito dall’esteso ricorso alle forme curve.

Leggerezza in trasparenza

One Montecarlo si inserisce nel denso tessuto costruito del piccolo principato occupando interamente il sito dell’ex Sporting d’Hiver – un austero fabbricato in stile Beaux-arts, completato nel 1932 per ospitare eventi e mostre dedicati all’alta società e poi riconvertito per accogliere attività commerciali.

Si tratta di un luogo estremamente ambito, situato fra il prestigioso Hôtel de Paris, il suggestivo parco Petit Afrique e il rinomato Casinò, che nel suo punto più orientale si affaccia su una curva del tracciato utilizzato durante il gran premio di Formula 1.

I nuovi volumi si elevano secondo uno schema regolare, composto da sei blocchi residenziali accoppiati attorno ai rispettivi spazi connettivi, due allineati a sud-ovest e quattro a nord-est, che si fronteggiano lungo un breve viale pedonale costellato di sedute e palme delimitato da un edificio a pianta ovale a destinazione terziaria.

Gli edifici residenziali si elevano fra sei e dodici piani fuori terra (non più di 50 metri), conclusi da terrazze verdi in copertura, mettendo a disposizione 48 lussuosi appartamenti e 40 spazi commerciali, questi ultimi caratterizzati da un’elevata altezza interna. L’edifico terziario ospita, invece, una sala per mostre e conferenze e 5.000 metri quadri per uffici, più un parcheggio interrato per 500 posti auto.

L’immagine architettonica degli edifici residenziali è molto particolare: l’elegante involucro è quasi completamente trasparente, le uniche superfici opache si trovano al centro delle costruzioni, in corrispondenza dei locali di servizio e del connettivo verticale, con ampie balconate che si estendono attorno agli appartamenti.

L’architettura è caratterizzata da stilemi post-modern, ispirati all’art noveau parigina ma con espliciti riferimenti all’architettura navale. Percorrendo il viale si ha l’impressione, infatti, di osservare i casseri di velieri ormeggiati di poppa, lungo la banchina di un porto, pronti per prendere il largo.

L’uso sapiente di pochi materiali, il metallo delle balconate, ingentilite da elementi di rivestimento in legno, e le ampie vetrate scorrevoli, costituisce la principale cifra stilistica dei prospetti, concepiti sia per stemperare l’impatto percettivo delle masse edificate, sia per permettere agli abitanti di aprire quasi interamente le superfici trasparenti, creando una piena continuità fra interno ed esterno.

Le porte scorrevoli presentano cornici scure che marcano con decisione, ma senza appesantire, il disegno delle facciate, in contrasto con il candore delle balaustre. I corpi di fabbrica relativamente poco profondi e le generose vetrate curve perimetrali permettono alla luce naturale di penetrare all’interno delle abitazioni, appena schermata nel periodo estivo dall’aggetto delle balconate. Invece, le vetrine dei negozi sono protette con tende esterne.

Le parti opache in vista sono realizzate con elementi in cemento fibro-rinforzato, con finitura a graniglia di marmo e superfici leggermente sabbiate, che imitano la pietra naturale assicurando al contempo maggiore leggerezza ai componenti edili.

Anche grazie ai campi fotovoltaici installati sulle terrazze in copertura, l’impatto ambientale è ridotto al minimo: sistemi, apparecchiature e controlli efficienti riducono i consumi energetici, offrendo agli utenti il massimo controllo degli spazi abitati.

Involucro customizzato

La realizzazione dell’involucro edilizio, affidata al Gruppo Permasteelisa, ha costituito la principale sfida tecnologica del progetto: «L’amore per la complessità e la capacità di convertirla in avanguardia estetica e tecnologica sono alla base del nostro approccio olistico», dichiara Elisabetta Floccari, general manager di Peramsteelisa Spa, «che per One Montecarlo ha coniugato le performance tecniche con il rispetto della semantica architettonica definita dallo studio RSH+P».

«Nell’ottenimento della commessa», spiega Massimiliano Vivian, senior project director per Permasteelisa SpA, «hanno giocato un ruolo importante sia la comprovata esperienza del gruppo nello sviluppo e nella gestione di progetti di grandi dimensioni e tecnologicamente avanzati, sia la capacità di portare a termine progetti complessi anche in un arco temporale ristretto.

Attraverso una collaborazione attiva tra la consociata italiana e quella francese Permasteelisa France, il progetto è stato sviluppato sin dalle fasi iniziali, curando la progettazione, l’ingegnerizzazione e la produzione, fino all’installazione delle facciate delle 6 unità residenziali, caratterizzate da soluzioni formali personalizzate».

Quali sono gli aspetti compositivi più qualificanti del progetto?

«L’edificio è situato nel cuore della città, perciò l’idea architettonica è stata caratterizzata dalla necessità di rispettare i vincoli di altezza e di sedime, con l’obiettivo di massimizzare l’effetto delle visuali verso il panorama marino, il centro urbano e le montagne restrostanti.

I nostri tecnici hanno sviluppato un sistema di facciata ad hoc, dotato di speciali apribili “cielo-terra” che proiettano gli spazi residenziali verso le grandi balconate che circoscrivono l’intero involucro edilizio, realizzando spazi di mediazione fra interno ed esterno senza soluzione di continuità».

Le facciate in sintesi

La struttura delle facciate degli edifici residenziali (superficie complessiva circa 11.400 m2) è del tipo a montanti e traversi, composta da sottili profili in lega d’alluminio EN AW 6063, materiale impiegato in condizioni ambientali caratterizzate dalla presenza di nebbia salina, per garantire nel tempo un’adeguata resistenza meccanica e affidabilità.

La principale caratteristica dei prospetti, rivolti sia verso lo spazio pubblico interno sia verso gli edifici limitrofi, è la curvatura della superficie trasparente apribile (raggio 17.500 millimetri), formata da 8 specchiature a tutta altezza di cui:

– 6 porte alzanti-scorrevoli (dimensioni 1.527 x 2.950 millimetri ciascuna), in posizione centrale;

– 2 vetrate fisse (dimensioni identiche), poste agli estremi.

Le porte (superficie complessiva circa 2.000 metri quadri) scorrono su tre binari fino a sovrapporsi alle vetrate fisse, permettendo la quasi completa apertura delle zone giorno degli appartamenti verso le balconate perimetrali. Una specchiatura fissa con curvatura accentuata funge da elemento di raccordo con le facciate piane laterali, anch’esse realizzate con il medesimo sistema a montanti e traversi e dotate di un’alzante-scorrevole al servizio degli altri locali.

Le altre superfici a vista sono rivestite con lastre in alluminio EN AW 5005, una lega tipica per laminazione, meno performante dal punto di vista meccanico ma capace di restituire ottimi risultati durante il processo di anodizzazione. Tutti i componenti metallici a vista presentano un’elegante laccatura grigio scuro (DB 703).

Le vetrate sono composte da vetrocamera singoli, curvi e piani, del tipo:

– interno: 6/6.2 o 6/6.4 AN pvb standard;

– intercapedine: 16 o 20 millimetri con argon;

– esterno: 6/6.2 o 6/6.4 o 8/8.2 o 8/8.4 AN pvb acustico.