Universal Design per le residenze venete

Semplicità, funzionalità e benessere: sono le residenze sviluppate secondo i criteri dell'Universal Design e caratterizzate da soluzioni evolute

Immerse nel verde, le nuove residenze venete sono state realizzate in un lotto precedentemente occupato da capannoni artigianali. L’impianto planimetrico rispetta l’antica centuriazione romana, idealmente ripresa dai percorsi pedonali che attraversano il giardino in direzione nord-sud ed est-ovest, mettendo in comunicazione le abitazioni e gli accessi dall’esterno, introducendo così i criteri legati all’Universal Design.

L’immagine architettonica è di chiara matrice contemporanea, sobria e piacevole, scevra da qualsiasi tentazione di mimesi vernacolare. In pianta come in alzato, gli edifici (superficie coperta 627 m2, volume totale 1.776 m3) sono in stretta relazione tra loro.

Protetta dalla vegetazione verso settentrione, la residenza posta a nord delimita il lotto anche sotto il profilo percettivo, per effetto dell’unica falda che si eleva sopra il living, mentre l’altra residenza è allineata con il margine orientale del giardino, per lasciar fluire la visuale verso sud dove si trova la casa di altri componenti della famiglia.

Gli spazi abitati sono tutti situati al piano rialzato, su un unico livello sopraelevato di circa 30 cm rispetto al prato circostante, con percorsi raccordati mediante rampe con pendenze comprese tra il 5 e il 2,5 %. Le zone giorno si sviluppano attorno a piccole corti coperte, delimitate da pareti trasparenti che creano un’intima connessione tra architettura e contesto, mentre le camere risultano più appartate, a protezione della privacy individuale.

Si tratta di edifici molto trasparenti, specie nelle zone dedicate alla vita collettiva, e sensibili ai fattori climatici. Il corretto dimensionamento degli aggetti garantisce l’ombreggiatura ottimale nel periodo estivo e la massima penetrazione della luce naturale nel periodo invernale, contribuendo al benessere degli abitanti e favorendo la percezione dello scorrere del tempo, secondo i mutamenti giornalieri e stagionali.

«Il progetto prende origine dalla decisione di due famiglie di condividere le proprie residenze, con parti private e in comune libere da ogni impedimento alla mobilità – spiega il progettista arch. Mario Tessarollo. Uno degli abitanti è affetto da disabilità motoria e può spostarsi autonomamente solo grazie a una sedia a rotelle.

Il tema dell’accessibilità si è perciò intrecciato ai principi del design minimale, prevedendo la disposizione degli ambienti su un unico piano, senza interrati, in un intervento caratterizzato anche dalla sostenibilità energetica e dal consumo zero di territorio.

Tutti gli spazi sono direttamente comunicanti con i percorsi che circondano le abitazioni, mediante portefinestre, e con quelli al livello del suolo, raccordati da rampe a pendenza ridotta che mettono in collegamento le case con la piscina, realizzata nel centro del giardino. Gli ambienti collettivi, inoltre, sono caratterizzati da ampie vetrate a tutta altezza e larghezza, alcune delle quali apribili.

Quasi tutti i serramenti, esterni e interni, sono scorrevoli entro nicchie interne alle murature, in modo che la loro apertura non costituisca un impedimento, e le soglie sono posate in modo da eliminare o comunque minimizzare i dislivelli. L’insieme di questi accorgimenti rende continui gli spazi abitati, facilitando le relazioni fra interno ed esterno, ed estremamente fluidi i percorsi, assicurando la massima libertà di spostamento.

Il progetto è stato fortemente ispirato ai criteri dell’Universal Design – conclude l’arch. Tessarollo. L’attenzione prestata all’eliminazione delle barriere architettoniche ha infatti interessato anche gli arredi e i sanitari. Nella cucina, ad esempio, i vani sottostanti il lavello e il piano cottura sono vuoti, in modo da permettere l’avvicinamento frontale di una persona su sedia a rotelle».

Opaco e trasparente

I candidi volumi sono in parte rivestiti con pannelli in laminato compatto ad alta pressione (HPL), con funzione decorativa. Si tratta di prodotti composti fino al 70% di fibre naturali e resine termoindurenti che, sottoposti a lavorazione ad alta pressione e ad alta temperatura, restituiscono pannelli altamente stabili, caratterizzati da un ottimo rapporto peso/resistenza e dalla possibilità di personalizzazione delle superfici.

Praticamente tutte le aperture nei prospetti sono passanti, con serramenti e tende che scorrono dentro i muri, per facilitare i movimenti ed evitare qualsiasi ostacolo, a vantaggio del comfort e della sicurezza degli abitanti. Quando sono chiusi, gli scuri con articolazione a “ginocchio” posti a delimitazione delle camere celano completamente le aperture, conferendo continuità ai volumi.

I serramenti sono di 2 tipologie:

– portefinestre alzanti/scorrevoli in alluminio Schüco ASS 70.HI, che delimitano tutte le aperture trasparenti;

– portoncini d’ingresso in alluminio Schüco ADS 75.HD.

Tutte le soglie sono perfettamente a filo con le pavimentazioni interne ed esterne, oppure con un dislivello minimo tale da non costituire ostacolo. Inoltre, alcuni serramenti sono motorizzati, per consentire facili spostamenti alle persone con problemi di deambulazione, utilizzando un telecomando.

Ombreggiamento e schermatura

Gli inusuali scuri posti a protezione degli accessi alle camere sono di tipo basculante, composti da due parti sovrapposte che si ripiegano collegate da un’articolazione “a ginocchio”, in modo che durante il movimento d’apertura la parte inferiore si impacchetti verso quella superiore. La movimentazione è affidata ad attuatori elettromeccanici controllati da comandi manuali a parete.

In posizione di completa apertura, gli scuri formano così un elemento aggettate che non si sovrappone lateralmente alla facciata, utile per riparare le portefinestre dall’irraggiamento solare e dalle precipitazioni. Quando sono chiusi, invece, gli scuri schermano le portefinestre, a vantaggio della privacy ma senza pregiudizio per la possibilità di intravvedere quanto accade all’esterno, conferendo all’edificio un’immagine estremamente lineare e pulita.

Anche gli aspetti energetici e ambientali sono attentamente declinati dai progettisti. Grazie a cappotti termoisolanti di notevole spessore, alla minimizzazione dei ponti termici anche mediante disgiuntori strutturali termici, ai serramenti ad alta efficienza con trasmittanze minime, agli elementi ombreggianti fissi e mobili e alle tende filtranti, entrambi gli edifici sono in classe energetica A.

Sulle coperture sono stati integrati impianti solari termico e fotovoltaico, che riducono ulteriormente il già contenuto fabbisogno energetico. Semplici accorgimenti impiantistici hanno permesso la riduzione del consumo di acqua potabile e il recupero delle acque piovane, per l’irrigazione delle aree verdi e il lavaggio delle pavimentazioni esterne.