Anticipare il coinvolgimento delle banche nella fase di negoziazione tra il soggetto promotore e la pubblica amministrazione. Potrebbe essere questa la soluzione per garantire una maggiore sicurezza al futuro del partenariato pubblico-privato nel momento in cui verranno meno le risorse straordinarie del Pnrr e si dovranno attrarre capitali attraverso regole certe, strumenti affidabili e soprattutto in tempi brevi.
Si è discusso di criticità e di rischi ma anche di volontà nel trovare soluzioni durante il convegno “La finanza di progetto e l’impatto delle nuove regole sul mercato del partenariato”, organizzato il 30 gennaio da ANCE Catania, ANCE Sicilia e patrocinato da ANCI Sicilia (Associazione dei Comuni siciliani).
Coordinato e moderare il confronto Antonio Leo, giornalista del Quotidiano di Sicilia, il convegno ha offerto molti spunti di dibattito e confronto. “Il partenariato pubblico-privato non va visto solo come finanza di progetto: non bisogna dimenticare che esistono le concessioni da utilizzare in maniera corretta – ha dichiarato il Rosario Fresta, presidente di ANCE Catania-. Le imprese hanno bisogno, per investire i propri capitali, di procedure snelle, tempi certi e un giusto approccio con la pubblica amministrazione“.
Molto significativo l’intervento del Sindaco di Gravina Massimiliano Giammusso, in qualità di vicepresidente ANCI Sicilia per il quale: ” Il PPP è strumento fondamentale, capace di realizzare nuove iniziative in maniera più efficace e più efficiente: purtroppo i nostri enti locali soffrono di una grave carenza di risorse economiche ma anche umane, e il fatto che ci possa essere l’iniziativa privata, a supporto degli interessi pubblici, non può che essere una grande occasione per il perseguimento nell’interesse della collettività“.
In questo scenario, il rischio già manifesto è quello di un allungamento dei tempi ostacolo da superare subito. Ed è qui che potrebbero entrare in gioco le banche. A sottolinearlo Flavio Monosilio direttore Affari economici, Finanza e Centro Studi di ANCE nazionale:”…Il coinvolgimento delle banche oggi arriva dopo la stipula della concessione, ovvero quando si è definito il piano economico finanziario tra PA e soggetto promotore concessionario, che deve trovare le risorse per finanziare l’intervento.
Spesso questa ricerca di risorse determina alterazioni al piano economico finanziario per rispettare le condizioni poste dalla banca. Questa è una procedura che può durare mesi o addirittura anni, mettendo anche a rischio la fattibilità dell’opera. È auspicabile anticipare il coinvolgimento delle banche nella fase di negoziazione: credo che sia un approccio di buon senso che deve essere colto dalle parti“».
Inevitabilmente numerose le osservazioni emerse durante l’incontro sul Decreto Correttivo al Codice Appalti che ha riformato il PPP e la finanza di progetto. Ad illustrarne le principali novità normative e il loro impatto sui progetti di finanza, Giuseppe Costantino vicepresidente di ANCE Catania secondo il quale: ” Le modifiche introdotte con il Correttivo, se hanno risolto alcuni dei problemi emersi nella fase operativa, dall’altro hanno reso la procedura farraginosa e poco lineare. In una fase post PNRR il Project financing può rappresentare uno strumento per garantire infrastrutture e servizi di qualità ed estendersi alla rigenerazione urbana“.
In collegamento da remoto, il coordinatore PPP del DIPE – Presidenza del Consiglio dei Ministri, Marco Tranquilli ha spiegato che: “Il Decreto Correttivo del Codice dei contratti da una parte ha rafforzato l’impianto normativo del partenariato, chiarendo i presupposti che ne giustificano l’utilizzo. Al contempo ha innovato la procedura di affidamento in finanza di progetto, definendo un iter per le amministrazioni sicuramente più articolato e procedimentalizzato anche nel tentativo di rispondere ad obiettivi ed obiezioni sollevati in ambito europeo”.
Nella sua analisi, il professore di Diritto amministrativo Unict Sebastiano Licciardello ha infine affrontato il rapporto tra principio del risultato e trasferimento al privato dei rischi: “…In un’ottica di equilibrio contrattuale è necessaria una collaborazione paritaria tra pubblico e privato che va debitamente regolata e promossa“.


