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Mercato tecnologie lavorazione del legno: – 10,4% nel 2025

Rilasciati dall'Ufficio Studi di Acimall i dati preconsutivi relativi all'andamento del mercato nel 2025. Analisi che mostra un significativo arretramento soprattutto delle esportazione ed un altrettanto significativo arretramento della bilancia commerciale

Stando ai dati preconsuntivi rilasciati dall’Ufficio Studi di Acimall, nel 2025 il mercato delle macchine e delle tecnologie per la lavorazione del legno e dei suoi derivati avrebbe registrato il 10,4% in meno rispetto al 2024, attestandosi su un valore di valore alla produzione di 2.168 milioni di euro.

Secondo le analisi sviluppate dall’associazione confindustriale che rappresenta i costruttori italiani di macchine, attrezzature e utensili per la lavorazione del legno e l’industria del mobile, le vendite di tecnologie sul mercato interno si attesterebbero a 710 milioni di euro (-2% ); mentre quello alimentato delle esportazioni farebbero segnare una diminuzione del 13,9% per un valore di 1.458 milioni.

All’opposto le importazioni di macchine, attrezzature e utensili per la lavorazione del legno risultano essere in crescita del 5,6% per un valore  di 240 milioni. In evitabilmente pure la bilancia commerciale segna una significativa contrazione (-16,9%) attestandosi a 1.218 miliardi di euro.

Significativamente viene precisato nello studio che i dati preconsuntivi relativi al 2025  devono essere letti facendo riferimento a un arco temporale condizionato dagli effetti della stagione pandemica che dopo l’inevitabile forte arretramento registrato “nell’anno del Covid”, ha registrato un immediato rimbalzo che ha portato il valore del mercato a 2.650 milioni nel 2023, record assoluto per il settore.

Un boom crescente di ordini che ha di fatto alimentato l’industria di riferimento per un triennio, un livello di investimenti mai visto e che ha indubbiamente portato a un profondo e generalizzato rinnovamento del parco macchine.

Inevitabile, dunque, che gli anni seguenti fossero caratterizzati da indici meno favorevoli. “L’eccezionale ondata di investimenti degli anni scorsi non potevano che generare una inversione di tendenza nell’attuale stagione – ha commentato Dario Corbetta, direttore di Acimall -. Purtroppo a questa contrazione, che definirei fisiologica, si sono aggiunti altri fattori negativi per la nostra industria, primo fra tutti la “scomparsa” di alcuni mercati (Russia, Bielorussia e, in parte, Ucraina) per i motivi che tutti tristemente conosciamo.

In questo lasso di tempo, inoltre, la produzione cinese ha di fatto presidiato il continente asiatico e si è affacciata in Sud America, dove l’offerta italiana ed europea mantiene comunque le proprie posizioni. Una industria, la nostra, che continua a riscuotere consensi in Nord America, oltre che nel Vecchio Continente, e guarda sempre con grande attenzione all’Africa, che continua a essere la grande scommessa del futuro”.

“In questa dinamica il mercato italiano continua a essere una destinazione di riferimento, esprimendo un valore attorno al miliardo di euro che lo pone fra i contesti più importanti nei flussi mondiali delle tecnologie per il legno – ha sottolineato Corbetta -. Dai nostri contatti continuativi con le imprese del settore emergono segnali positivi, confermati dalla contenuta contrazione dei valori di riferimento rispetto al dato generale (dai 725 milioni del 2024 ai 710 del 2025, ndr.). Segnali che non potranno che essere confermati nel 2026, alla luce dei nuovi incentivi riservati alle macchine “made in Italy” e “made in Europe” varati dal governo italiano.

Una spinta – ha concluso il direttore di Acimall Dario Corbetta – che non mancherà di concretizzarsi in occasione di Xylexpo, la fiera delle tecnologie di settore che si terrà dal 9 al 12 giugno prossimo e che si confermerà una utile vetrina sulla offerta di tecnologie italiane e internazionali”.

 

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