Emilia-Romagna, Piano Casa al via

Aerial cityscape view from the tower on Bologna old town in Italy

Al via il Piano Casa di regione Emilia-Romagna. Con un fondo di 300 milioni di euro la giunta presieduta da Michele de Pascale ha messo le basi per finanziare il piano regionale, che prevede due linee di intervento.
La prima riguarda la riqualificazione di migliaia di alloggi pubblici – si parla di 3.500 unità – a oggi non assegnati, perché bisognosi di interventi di ristrutturazione e che potranno così essere rimessi a disposizione delle comunità. La seconda fa riferimento alla possibilità di realizzare nuovi interventi di edilizia residenziale sociale – 1.500 appartamenti – da parte dei Comuni, comprensivi di lavori di efficientamento dei fabbricati di edilizia residenziale pubblica, con l’obiettivo di ridurre le condizioni di povertà energetica e di favorire l’accessibilità.
Le altre iniziative dell’esecutivo regionale sono il rifinanziamento del Fondo affitti, di 10 milioni di euro all’anno, per sostenere famiglie, giovani, lavoratrici e lavoratori in difficoltà, e l’housing sociale, con uno stanziamento di cinque milioni.
I primi fondi del piano Casa dovrebbero essere messi a disposizioni e spesi già a partire da settembre, dopo la ratifica dell’accordo con i Comuni interessati dagli interventi.
Il piano è finanziato per 50 milioni dalla Regione e da altrettanti dal Fondo europeo per lo sviluppo regionale (Fesr). Grazie a queste risorse, la Regione ha potuto attivare un mutuo dalla Bei a trent’anni, con un plafond di 200 milioni.
Altro capitolo dell’iniziativa della giunta emiliano-romagnola riguarda la nuova legge regionale sugli affitti brevi, pensata per affrontare in modo strutturale le tensioni abitative nelle aree a maggiore pressione turistica e urbana. La Regione ha definito per la prima volta un quadro organico di regole, costruito insieme a Comuni, associazioni e stakeholder, che punta a riequilibrare il mercato, tutelare i residenti, garantire alloggi per lavoratrici e lavoratori stagionali e promuovere uno sviluppo turistico sostenibile, capace di tenere insieme accoglienza, qualità della vita e diritto alla casa.

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