Conto Termico 3.0, ANFIT propone di estendere gli incentivi al residenziale

Una proroga di 30 giorni per presentare le osservazioni e l’apertura di un tavolo di confronto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. È la richiesta avanzata da un gruppo di associazioni di settore nell’ambito della revisione del Conto Termico 3.0.
La richiesta è contenuta in una lettera inviata il 18 settembre al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, alla viceministra Vannia Gava e al presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Massimiliano Fedriga. L’obiettivo è avere più tempo per approfondire gli effetti economici, tecnici e operativi delle disposizioni in discussione. Alla lettera hanno aderito AIPE, ANGAISA, ANPE, ANIT, ANFIT, Assotermica ed EdilegnoArredo/FederlegnoArredo, a cui si è successivamente aggiunta Assovetro.

La proposta di ANFIT per il residenziale
In questo quadro si inserisce la proposta di ANFIT, che punta a utilizzare la maggiore flessibilità di bilancio resa possibile dall’estensione della National Escape Clause (NEC) europea alle misure per la sicurezza e la resilienza energetica.
La proposta prevede di utilizzare il Conto Termico 3.0 come strumento operativo, estendendo agli immobili residenziali gli interventi previsti dal Titolo II, attualmente limitati agli edifici del settore terziario. ANFIT propone inoltre di utilizzare gli eventuali maggiori margini di bilancio derivanti dalla clausola di flessibilità per portare al 65% l’intensità dell’incentivo per gli interventi ammessi.
Alla base della proposta c’è la Comunicazione della Commissione europea C/2026/4514 del 18 agosto 2026, che, secondo quanto riportato da ANFIT, comprende tra gli interventi potenzialmente ammissibili gli incentivi destinati alla ristrutturazione energetica degli edifici residenziali. Sono contemplati sia interventi di media intensità, in grado di conseguire un risparmio energetico almeno pari al 30%, sia interventi di ristrutturazione profonda finalizzati al raggiungimento dello standard NZEB.
Secondo ANFIT, il ricorso al Conto Termico consentirebbe inoltre di utilizzare un meccanismo già esistente, mantenendo le procedure di verifica dei requisiti di risparmio energetico adottate nell’ambito del Conto Termico 3.0 e nella prassi operativa del GSE.

Un patrimonio residenziale da riqualificare
La proposta pone l’attenzione sul potenziale di riqualificazione del patrimonio abitativo italiano. Il settore residenziale rappresenta circa il 30% dei consumi finali di energia in Italia e comprende circa 12,4 milioni di edifici, oltre il 60% dei quali costruiti prima del 1976.
A indicare il margine di intervento sono anche i dati sulla prestazione energetica riportati nel documento: nel 2024 il 45,3% degli edifici residenziali apparteneva alle classi energetiche F e G, rispetto al 30,9% degli edifici non residenziali. Nel confronto con il 2023, la quota degli edifici residenziali nelle due classi meno efficienti è diminuita di 2,1 punti percentuali, mentre nel non residenziale la riduzione è stata di 9,9 punti.
Per ANFIT, l’estensione del Conto Termico 3.0 al residenziale permetterebbe quindi di intervenire su un ampio bacino potenziale di risparmio energetico. La richiesta di proroga punta ora a creare lo spazio per approfondire questa e le altre proposte delle associazioni prima della definizione del provvedimento.

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