Serramenti più competitivi con l’AI. Parola di SIMEST

(foto AdobeStock)

Con finanziamenti fino a 5 milioni di euro e una quota a fondo perduto per i programmi dedicati all’intelligenza artificiale, la nuova sezione del Fondo 394/81 gestito da SIMEST è partito dal 21 settembre 2026.

I produttori di serramenti, facciate, profili e componenti – così come quelli di macchine apposite – potranno utilizzare le risorse per specifici investimenti, purché direttamente riconducibili all’AI. Tecnologie hardware e software, integrazione e sviluppo digitale dei processi, big data e analisi dei dati. Ma anche sistemi cyber-fisici, robotica avanzata e collaborativa: tutti investimenti ammissibili e, ora, più facilmente realizzabili. Vediamo come.

L’AI rafforza le imprese (e il serramento)

L’innovazione tecnologica assume importanza per la crescita economica e dell’export. Parola di SIMEST, e del suo Piano strategico 2025-2027. Che introduce una nuova linea, all’interno del Finanziamento Transizione digitale o ecologica. La dotazione ammonta a 200 milioni di euro, ed è destinata agli investimenti nelle tecnologie AI, in linea con le logiche di mercato. Dove alle soluzioni digitali avanzate (e in particolare all’intelligenza artificiale) viene riconosciuto un ruolo sempre più rilevante nella trasformazione dei processi aziendali. Gli investimenti strategici vanno favoriti, soprattutto quando sono in grado di rafforzare competitività, innovazione e presenza delle imprese anche sui mercati esteri. E questo vale anche per il comparto dei serramenti.

Rispetto ad altre misure, la nuova Linea si rivolge a una platea più ampia. Sostiene infatti l’adozione dell’intelligenza artificiale anche per quelle realtà che non stanno costruendo il proprio percorso sui mercati internazionali. Dunque, oltre alle PMI che realizzano, all’estero, almeno il 3% del proprio fatturato, possono presentare domanda anche le imprese inserite in maniera indiretta nella catena di fornitura di una o più aziende esportatrici. Le cosiddette fornitrici di operatori export.

Le soluzioni finanziabili: progettazione, dati e automazione

Con la liquidità, sarà possibile puntare sulle soluzioni AI per la progettazione. Pensiamo ad esempio ai sistemi che aiutano a configurare il serramento, razionalizzando le dimensioni o le combinazioni di componenti. Si potrebbero acquistare tecnologie basate sull’intelligenza artificiale per la preventivazione e per il controllo qualità. Potrebbero essere ammesse anche le piattaforme per l’analisi dei dati di produzione e sistemi di manutenzione predittiva. Insomma, tutti quegli investimenti in software per l’ottimizzazione di materiali, robotica e automazione intelligente.

Il sostegno potrà riguardare anche le spese per la formazione del personale, le consulenze specialistiche, le certificazioni e l’inserimento di nuove professionalità – a condizione che l’AI resti l’elemento centrale del percorso di trasformazione. Il progetto agevolato, quindi, non dovrà semplicemente essere “digital-oriented”. Per quello c’è la Linea Transizione (vera e propria). Il nuovo progetto dovrà prevedere un uso specifico delle tecnologie di intelligenza artificiale. La scelta appare ampia ma, ovviamente, andrà poi fatta una verifica di ammissibilità.

Come funziona l’agevolazione?

L’agevolazione assume la forma di finanziamento agevolato, con un tasso minimo dello 0,37% e una durata non superiore agli otto anni, compresi i 24 mesi di preammortamento. È ammessa anche una quota in contributo a fondo perduto, non superiore al 10% dell’importo complessivo richiesto, secondo i limiti del Regolamento de minimis (https://eur-lex.europa.eu/IT/legal-content/summary/de-minimis-rule-exemption-of-small-amounts-of-state-aid-from-notification-from-2024.html). Sarà poi possibile ottenere un anticipo pari al 50% delle risorse concesse, per l’avvio delle spese.

La domanda può essere presentata dal prossimo 21 settembre, attraverso l’invio di un progetto dettagliato che includa l’indicazione delle tecnologie di AI da adottare e i processi coinvolti. Andranno indicate anche le spese preventivate per l’investimento e il risultato atteso. Fondamentale è, però, l’evidenza del legame tra il progetto e il rafforzamento della competitività internazionale della beneficiaria. SIMEST prova così a trasformare l’AI che, dismessi gli abiti (oramai un po’ di stretti) di semplice tecnologia abilitante, diventa una preziosa leva per la competitività. Anche nel comparto dei serramenti. Provare per credere.

Marianna Capasso

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