Mercato

Preconsuntivi ANIMA: + 3,7% l’export di macchine e prodotti per l’edilizia

Trend molti diversi per i sei macrosettori rappresentati dall'associazione
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Pure il quadro complessivamente delineato dai dati preconsuntivi 2012 e previsionali 2013 della meccanica varia presentatti da ANIMA a Milano non offre molti spunti di incoraggiamento, essendo specchio del quadro generale di recessione e di ristagno della domanda interna. Se è pur vero che i sei macrosettori che fanno parte di ANIMA, molto diversi fra loro per merceologie, hanno avuto nel 2012 trend anche molto differenti tra loro, lo scenario generale montra un andamento negativo per quei settori che hanno avuto un crollo delle esportazioni, mentre riescono a mantenersi in equilibrio i comparti con export di segno positivo tra i quali primeggia, con un + 3,7%, il macrosettore “Impianti, macchine e prodotti per l’edilizia”. Tant’è che il dato preconsuntivo 2012  per la produzione è stato  corretto al ribasso (-0,8%)  rispetto a quello previsionale formulato a luglio 2012 (-0,3%) e nelle previsioni 2013 il trend negativo  non pare arrestarsi (-0,4%). Appena positivi i dati di export sia nel 2012 (+1,5%) sia nelle attese per il  2013 (+1%). Aumenta la quota export/fatturato (56%) nel 2012. Anche per gli investimenti si è rilevato un andamento negativo nel 2012 (-0,5%) e nelle previsioni 2013 (-0,3%). I livelli occupazionali sono in diminuzione nel 2012 (-0,2% pure per il macrosettore “Impianti, macchine e prodotti per l’edilizia”) e pressoché costanti nelle prospettive 2013. Con riferimento ai dati di commercio estero, i Paesi dell’UE si confermano omplessivamente i primi destinatari della produzione del comparto,  restringendosi di poco (40% anziché 44%) a favore di Asia, Americhe e Paesi extra UE. Pragmatico ma sferzante il commento di Sandro Bonomi, presidente di ANIMA: “Non posso che prendere atto di una situazione recessiva nel nostro Paese che sta intaccando anche il comparto della meccanica  e che sembra non avere fine. L’export, notoriamente  valvola di salvezza per il settore, è vitale per quelle  imprese che possono permettersi ancora di investire all’estero, mentre un contesto come quello nazionale  lascia davvero poco spazio a speranze di recupero in tempi brevi. Con forza, auspico che il nuovo governo possa prendere provvedimenti urgenti almeno per sbloccare i debiti della PA nei confronti delle imprese, dando loro un po’ di ossigeno, aiutando anche l’occupazione, con liquidità fresca immessa sul mercato. Aspettiamo altresì che il nuovo governo metta in campo misure concrete per attuare la Strategia Energetica Nazionale, avviata a livello programmatico dal Governo Monti e rimasta finora pura teoria”.   

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