detrazioni fiscali

Legge di Bilancio ed eco bonus: tra certezza, incertezze ed obiettivi da raggiungere

La riduzione al 50 % della detrazione prevista per i serramenti era tra le misure discrezionali elencate nel Documento programmatico di Bilancio 2018 redatto dall’Italia inviato alla Commissione il 15 ottobre, ma solo attraverso l’analisi di disposizioni divenute Legge se ne potranno poi valutare consistenza, efficacia e coerenza ai criteri UE. Di certo c’è la volontà di prorogare le detrazioni fiscali ed un obiettivo per l’efficienza energetica di 15,5 Mtep/anno
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Proroga detrazioni fiscali ( eco bonus ). Contenuto: 1) Proroga al 31 dicembre 2018 della detrazione per gli interventi ristrutturazione edilizia al 50 per cento (da suddividere in 10 quote annuali) – 2) Proroga al 31 dicembre 2018 della detrazione per gli interventi di efficienza energetica (da suddividere in 10 quote annuali) ma in misura inferiore per alcune fattispecie (50 per cento invece che 65 per cento, per sostituzione di infissi, schermature solari, impianti di climatizzazione invernale tramite caldaie a condensazione e a biomassa). 3) Estensione anche agli Istituti autonomi per le case popolari delle detrazioni previste per gli interventi di efficienza energetica realizzati sulle parti comuni degli edifici condominiali. 4) Proroga della detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe energetica elevata. 5) Introduzione per il 2018 di una detrazione al 36 per cento per interventi di cura, ristrutturazione e irrigazione del verde privato…”. Quanto avete letto è riportato tra le misure discrezionali elencate nel Documento programmatico di Bilancio 2018 redatto dall’Italia. Documento istituto dal regolamento UE n. 473/2013 che ne impone, a tutti gli Stati, l’invio alla Commissione Europea e all’Eurogruppo entro il 15 ottobre di ogni anno antecedente quello a cui il documento si riferisce. Documento di indirizzo previsionale macroeconomico nel quale vengono riportati i parametri principali dei “capitoli” su cui sarà articolata la Legge di Bilancio di ciascuno Stato.

Come avete letto tra le misure discrezionali indicate figura anche la riduzione del perimetro di applicazione della detrazione del 65% ( eco bonus) da cui, nel 2018, si intente escludere la sostituzione degli infissi. Ovvero la tipologia di intervento più diffusa in Italia e che più di altre contribuisce a determinare i risultati di risparmio energetico raggiunto da quanto, oltre 10 anni fa, sono stati previsti tali incentivi. Nell’ultimo triennio il risparmio di energia attribuibile alla sostituzione dei soli serramenti ammonta (dati ENEA) a 1.330 GWH/anno, arrivando a rappresentare oltre il 40% dell’energia complessivamente risparmiata da tutti gli interventi di efficientamento effettuati. Come imposto dal regolamento comunitario, nel documento programmatico ci sono sinteticamente indicate anche le misure “Per il raggiungimento dei target della strategia Europa 2020” misure per la quale viene complessivamente stimato per l’efficienza energetica un obiettivo di 15,5 Mtep/anno. Per sapere in “numeri” e disposizioni come si intenderà raggiungere questo obiettivo bisogna necessariamente aspettare l’approvazione di quello che sarà il testo delle Legge di Bilancio 2018 e, soprattutto, dei sui allegati. Solo attraverso l’analisi di disposizioni divenute Legge se ne potranno poi valutare consistenza, efficacia e coerenza ai criteri UE. Di certo al momento sembra esserci il positivo rinnovo degli incentivi sebbene con un approccio di stampo sempre “ragionieristico” su una tematica considerata prioritaria a livello Comunitario: la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente.

In tale senso proprio i dati rilevati da ENEA ( si legga il numero di ottobre di “serramenti +design” ndr) lasciano poco spazio alla possibilità che la supposta misura di riduzione dell’incentivo per gli infissi non sia riconducibile alla necessità, prettamente “contabile”, di reperire velocemente “risorse” da ridistribuire attraversò il contenimento della spesa per gli interventi di efficientemente energetico. Se invece l’obbiettivo fosse effettivamente dettato dalla volontà di contenere il “peso” detenuto dalla sostituzione degli infissi sull’ammontare degli interventi effettuati usufruendo della detrazione del 65% ( eco bonus), lo si potrebbe perseguire in modo sicuramente più utile e funzionale. Ma non con analoga possibilità di dettaglio “contabile” preventivo. Per esempio, rendendo il 50% indicato cumulabile con altre detrazioni locali legate all’efficientamento energetico degli edifici; riportando la percentuale nel perimetro dell’ eco bonus (65%) ma introducendo nuovi parametri obbligatori, oppure cancellando la prevista possibilità di autocertificazione delle prestazioni energetiche da parte del produttore l’infisso. Comunque sia, di fatto si uscirebbe dallo spirito della direttiva EPBD proprio nel momento in cui se ne sta discutendo a livello comunitario la revisione. Una revisione che si vorrebbe molto ambiziosa con riduzioni dei consumi in edilizia da spingere fino al 60-70%. Se e come gli infissi saranno trattati nella manovra di Bilancio lo sapremo presto (sempreché la legge venga approvata entro dicembre). Per risultati e loro effettiva coerenza ad obiettivi e scopi indicati da regolamenti e direttive UE dovremo invece aspettare la primavera del prossimo anno.

(Dan Vasile)

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