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Decreto Crescita e anticipo Ecobonus. Da Rete IRENE segnalazione Autorità Concorrenza

La segnalazione presentata da IRENE all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha il fine di denunciare l’impatto restrittivo della concorrenza che discende dall’art. 10 del Decreto Crescita ,che ha introdotto una nuova modalità di fruizione delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica e consolidamento antisismico degli edifici.
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Resa nota da Rete IRENE, che raggruppa una pluralità di imprese attive nel settore della riqualificazione energetica degli edifici, l’avvenuta  presentazione– assistita da LS Lexjus Sinacta con gli avv.ti Gabriele Baldi e Vincenzo Timpano – di una circostanziata segnalazione allAutorità Garante della Concorrenza e del Mercato denunciando l’impatto restrittivo della concorrenza che discende dall’art. 10 del Decreto Crescita.

Come abbiamo più volte segnalato in questo spazio, il Decreto (D.L. 34/2019) attualmente all’esame del Parlamento per la conversione in legge ha introdotto una nuova modalità di fruizione delle detrazioni fiscali per gli interventi di efficienza energetica e consolidamento antisismico degli edifici.

Si tratta, in particolare, del (contestato anche da tutte le associazioni del comparto serramentistico)  riconoscimento in favore dei beneficiari di uno sconto immediato, in misura corrispondente alla detrazione fiscale, applicato dall’impresa appaltatrice sul corrispettivo ad essa dovuto.

Articolo 10 da cancellare e modificare nella sostanza

Sconto poi rimborsato all’impresa sotto forma di credito d’imposta utilizzabile esclusivamente in compensazione e non cedibile ad altri soggetti (per gli interventi di riqualificazione energetica è stato anche dimezzato da dieci a cinque anni il periodo di compensazione).

La norma del Decreto Crescita – spiega Rete IRENE – produce una indebita distorsione delle dinamiche concorrenziali che danneggia gravemente le piccole e medie imprese, favorendo indebitamente i soli operatori economici di grandi dimensioni, gli unici a disporre della capienza fiscale necessaria per poter compensare i crediti d’imposta acquisiti.
Il nuovo meccanismo porterà  ad avere un mercato dominato dai soli grandi operatori con ricadute negative in danno dei consumatori (proprietari delle unità immobiliari oggetto di riqualificazione) destinati a subire condizioni economiche sempre più onerose.”

La soluzione proposta da Rete IRENE è chiara: abrogare la norma o, in alternativa, almeno integrarla prevedendo che il credito d’imposta attribuito a rimborso dello sconto sul corrispettivo dei lavori, oltre che utilizzabile in compensazione, possa anche essere oggetto di cessione, cosicché anche le piccole e medie imprese potranno beneficiare del nuovo meccanismo.

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