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    Semplificazione e attualizzazione Superbonus 110%

    Ce l’aveva anticipato l’allora Viceministro dell’economia e finanze Antonio Misiani, ce lo conferma Leyla Ciagà, parlamentare del Partito Democratico: l’incentivazione fiscale mirata alla riapertura del mercato edilizio e all’efficienza energetica è una materia legislativa dinamica, su cui le segnalazioni provenienti dal mercato arrivano a chiedere interventi che richiedono risposte concrete dal legislatore. La semplificazione richiesta sull’avvio dei lavori ha trovato riscontri e anche sul tema dei prezzi delle materie prime le aule parlamentari e la compagine governativa sono al lavoro.

     

    Semplificazione e attualizzazione Superbonus 110%: aula parlamentoMolto si sta e si continuerà a discutere sulla semplificazione e attualizzazione Superbonus 110%.

    Il Superbonus è stato salutato a suo tempo come un grande incentivo ad una riqualificazione del patrimonio immobiliare e in parallelo come una leva di rilancio del mercato edilizio e dell’efficienza energetica per rispondere all’emergenza economica innestata dalla pandemia e il giudizio positivo rimane inalterato, anche nei confronti del primo “impulso”, perché meccanismi come lo sconto in fattura e la cessione del credito, in precedenza oggetto di polemiche e resistenze, hanno preso la forma di un mercato ordinato e con modalità di svolgimento che non è audace definire innovative e positive.

    Ma le lamentele – come sempre davanti a un testo legislativo – non sono mancate e hanno avuto la capacità di evidenziare alcuni punti deboli della norma che ne mettevano a pregiudizio una lineare esecuzione nel rispetto della lettera e dello spirito.

    Si è sollevato da più parti un preciso e delicato problema in merito alla modalità di apertura della pratica, specificamente riferito al fatto che qualsiasi professionista che avesse voluto iniziare un intervento mirato ad acquisire i benefici fiscali del 110% avrebbe dovuto subordinare l’avvio dei lavori all’accertamento della totale e rigorosa conformità edilizia e urbanistica dell’edificio, con oneri documentali e di ricerca non indifferenti e rischio di incaglio del progetto per difformità anche minime tra quanto accatastato e quanto in essere.

    Semplificazione e attualizzazione Superbonus alla prova del Parlamento

    Deputati e commissioni parlamentari si sono quindi trovati a mettere in evidenza questo freno all’avvio dei lavori, un freno che era particolarmente sentito anche da parte degli amministratori di condominio, timorosi di essere chiamati a corresponsabilità per aver avviato opere in mancanza di un requisito preliminare così vincolante.

    Va da sé che il problema è delicato, perché avviare i lavori in condizioni di evidenza di abuso edilizio, piccolo o grande che sia era da molti ritenuto una forma di autodenunzia che avrebbe generato contenziosi non indifferenti.

    La soluzione contenuta nel testo del Decreto Semplificazioni approvato nel mese di giugno è salomonica e allo stesso tempo “efficiente”. L’avvio dei lavori per una pratica che comporti l’accesso ad agevolazioni fiscali (Superbonus, Ecobonus, Bonus Facciate o altro in essere) è subordinato alla semplice Comunicazione Inizio Lavori Asseverata, che contenga indicazioni dell’attività di manutenzione straordinaria prevista per la realizzazione degli interventi e l’ottenimento degli obiettivi (energetici o di altra natura) e faccia semplicemente riferimento agli estremi del provvedimento autorizzativo di costruzione rilasciato in sede di costruzione dell’edificio.

    Si faccia molta attenzione alla terminologia adottata, perché la scelta di non richiedere la conformità edilizia ma la semplice CILA non è e non deve passare per una sanatoria degli eventuali abusi, anzi! Nessuna CILA e nessuna conseguente concessione di Superbonus o Ecobonus cancellerà le difformità fra atto autorizzativo e condizioni reali, per cui eventuali piccoli o grandi abusi rimangono vivi e da sanare attraverso ravvedimenti e sanzioni, ma l’incentivazione alla riqualificazione energetica e più genericamente edile del patrimonio immobiliare non viene “rallentata” o addirittura bloccata da questa importante problematica amministrativa.

    In questo quadro il professionista e l’amministratore sono messi in condizioni di operare serenamente, con una procedura accelerata e semplificata rispetto a quella inizialmente prevista e al netto dell’evidenziazione e del perseguimento di eventuali abusi.

    Ma il problema attuale va oltre la forma e si addentra in una situazione più delicata e di mercato, legata all’esplosione del prezzo delle materie prime, materia che ha una rilevanza crescente sia nell’ambito di interventi nel campo dell’edilizia privata sia (e ancor più intensamente) nel campo delle commesse assegnate dalle Pubbliche Amministrazioni.

    Il drastico incremento dei prezzi mette a rischio il lavoro e la marginalità di molti cantieri lentamente avviatisi dal momento dell’entrata in vigore dei Decreti Attuativi, perché oggi i preventivi stilati nel rispetto dei listini allora vigenti.

     

    a cura di: Leyle Ciagà, Deputata del PD e docente al Politecnico di Milano; coordinamento di Marco Oldrati

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