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Senza invito. Al Milan Design Week un evento unico per tematiche e location

La mostra, ideata da Davide Crippa e promossa dal distretto Repubblica del Design, espone i risultati del laboratorio di Economia Circolare del carcere di S. Vittore fondato da Ilaria Scauri e condotto da docenti di design dell’Università Iuav di Venezia

Senza invito. Al Milan Design Week un evento unico per tematiche e locationDopo due anni tragici ed extra-ordinari, per la Milan Design Week 2023 in programma a Milano dal 18 al  23 aprile si propone un progetto “Senza invito” unico nel suo genere per tematiche affrontate, modello espositivo e luogo che ospita l’evento.

Senza invito” è un evento decisamente innovativo definito nella programmazione del distretto milanese “Repubblica del Design”  che riapre le location con due novità: espande l’attività al quartiere di Affori e celebra l’uso dei “consolati”, sedi esterne al territorio, proprio con l’evento speciale “Senza invito” che si svolgerà dentro il carcere di San Vittore.

Una giusta innovazione in linea con lo spirito della Repubblica del Design da sempre ispirato alle tematiche ambientali, di rigenerazione, sociali e del risparmio energetico.

Si tratta di un’esposizione di opere di design realizzate dai detenuti a partire da scarti e rifiuti prodotti nel carcere stesso: bottiglie, cassette di frutta, cartone e altri rifiuti vengono usati per rispondere a esigenze quotidiane, per “inseguire desideri” e per creare nuove possibilità laddove la maggior parte di noi vede semplicemente rifiuti.

La mostra, ideata da Davide Crippa e promossa dal distretto Repubblica del Design, espone i risultati del laboratorio di Economia Circolare del carcere fondato da Ilaria Scauri e condotto da docenti di design dell’Università Iuav di Venezia.

Ad arricchire questo racconto tra gli oggetti, i visitatori saranno accompagnati nell’esplorazione della mostra dagli scatti fotografici di Marco Merati e dalla “lente interpretativa” dei ricercatori del Politecnico di Milano.

“Senza invito” rappresenta così un’occasione unica per avvicinarsi al mondo delle persone detenute e per “entrare” in uno dei luoghi più antichi e inaccessibili della storia carceraria.

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