
In occasione della Milano Design Week 2026, Scrigno insieme a CIMENTO partecipa a The Door, il progetto curato dalla Galleria Rossana Orlandi che invita designer internazionali a reinterpretare il concetto di porta come elemento architettonico e narrativo.
All’interno di questo contesto di ricerca e sperimentazione, Patricia Urquiola firma Elianto Door, un’installazione inedita concepita come una micro-architettura a pianta triangolare, interamente rivestita in CIMENTO, materiale innovativo e sostenibile arricchito da aggregati naturali derivati dal girasole. Il nome Elianto richiama infatti l’Helianthus annuus, simbolo di energia e trasformazione, la cui presenza diventa parte integrante del concept progettuale, traducendosi in materia e linguaggio.
Protagonista dell’installazione è la porta blindata Levos, parte della collezione Archè di Scrigno, che si integra completamente nel volume architettonico, rimanendo aperta e dissolvendosi nella continuità materica della struttura. La complanarità e la purezza formale contribuiscono a un dialogo fluido tra interno ed esterno, trasformando la soglia in un’esperienza percettiva.
Nel progetto di Patricia Urquiola, la porta blindata Scrigno supera la sua funzione tradizionale per diventare parte attiva di una narrazione spaziale: aprendosi, rivela un interno più intimo e immersivo, caratterizzato dalla stessa materia declinata in tonalità più profonde. Al centro, una composizione di residui di girasole sottolinea l’importanza di una progettazione consapevole, capace di valorizzare risorse naturali abbondanti e reintrodurle nel ciclo produttivo.
Questo approccio si inserisce nella ricerca Linea Madre di CIMENTO, sintetizzata dal payoff “La terra ricorda. La materia racconta.”: una riflessione sul tempo custodito nella materia e sulla possibilità di trasformare residui organici in nuove superfici espressive.
La partecipazione a The Door rafforza la partnership tra Scrigno e CIMENTO, che si confermano interpreti contemporanei della connessione tra spazi, dove innovazione tecnica e ricerca estetica si incontrano per ridefinire il concetto di apertura, trasformandolo in un’esperienza sensibile e relazionale.


