Contro la cosiddetta richiesta di standardizzazione europea si sono schierate 14 tra associazioni e istituzioni tedesche dell’edilizia e della produzione di finestre, che con una lettera inviata alla ministra federale delle Costruzioni, Verena Hubertz, hanno manifestato tutto il loro disappunto riguardo i nuovi requisiti europei.
Si tratta della Standardisation Request, prevista dal Regolamento Ue 1025/2012, vale a dire dell’atto ufficiale con cui la Commissione europea incarica formalmente gli organismi di normazione europei di elaborare norme tecniche a supporto delle leggi e delle politiche dell’Unione.
Per i firmatari della lettera, si tratterebbe di norme che “farebbero salire i costi di costruzione e che metterebbero in difficoltà le piccole e medie imprese a causa di una burocrazia aggiuntiva”.
Alla ministra i firmatari chiedono di intervenire sulla Commissione europea e fare in modo che la Germania si esprima contro l’attuale bozza di provvedimento. L’obiettivo dell’iniziativa è una revisione profonda del testo, prima che emergano requisiti vincolanti per gli standard europei dei prodotti.
Per le imprese del settore porte e finestre, il testo dell’attuale bozza comporterebbe la predisposizione di molte più informazioni tecniche, ulteriori test, dati sul prodotto e sull’ambiente, oltre a nuovi documenti digitali. Per le associazioni firmatarie della lettera, si tratta di uno sforzo sproporzionato rispetto ai benefici che otterrebbero costruttori e consumatori.
Finestre e porte sono spesso realizzate su misura. Ogni modifica delle dimensioni, dei vetri, dei telai creerebbero quindi nuove varianti di prodotto. Se per ciascuna di queste varianti dovranno essere predisposti documenti estesi, l’impegno di ogni singola azienda si moltiplicherebbe. Un aggravio di burocrazia e di costi che si scaricherebbe inevitabilmente su imprese, investitori, acquirenti e inquilini.
«L’aumento della burocrazia e dei costi – si legge nella nota – arriverebbe in un momento inopportuno: la Germania ha bisogno di nuove costruzioni residenziali e di investimenti nell’efficienza energetica».
«Chiunque voglia ridurre la burocrazia, rilanciare la costruzione di abitazioni e accelerare le ristrutturazioni – spiega Frank Lange, direttore generale dell’associazione Fenster + Fassade (associazione di categoria tedesca che rappresenta i produttori e i professionisti del settore delle finestre, delle porte e delle facciate) – non deve essere costretto a produrre montagne di carta. abbiamo bisogno di un no tedesco e una soluzione pratica». Il voto a Bruxelles è previsto per il mese di settembre. I costruttori ricevono più carta, ma non una finestra migliore.




