Mercato

Mancati pagamenti estero: diminuisce la frequenza, crescono gli importi

Imprese estere più affidabili, ma quando non pagano l'importo è più pesante

Sostanziale specchio complementare di quanto gia riportato dall’Osservatorio sulla rischiosità commerciale rilasciato da CRIBIS D&B,  ed ampiamente dettagliato sul numero di marzo di “serramenti+design”, il “Report sui Mancati Pagamenti delle imprese italiane”, analisi in trend 2007-2012 condotta sulle regioni e sui settori del “Made in Italy”  da Euler Hermes Italia, aggiunge ulteriori interessanti dettagli in particolare per quanto riguarda l’andamento dei pagamenti delle aziende estere nei confronti dei loro fornitori italiani. Per la filiera del serramento l’export costituisce ancora un ristretto mercato di nicchia al quale guardano in particolar modo i produttori di serramenti in legno ( +10,8% la crescita nel 2012, elaborazione Unioncamere su dati ISTAT), ma che per le fasce di prodotto Premium e Luxory  di tanti Paesi (sia dell’area BRICS che next Eleven) indubbiamente rappresenta un grande bacino potenziale di mercato pure per altre tipologie di serramenti. L’analisi  si articola su indicatori, trimestrali, rilevati in merito agli andamenti dei pagamenti delle imprese italiane appartenenti a diversi settori (compresi quelli attinenti l’edilizia) che hanno come base il monitoraggio giornaliero dei pagamenti di circa 450.000 aziende. Classificati per frequenza (intesa quale indicatore del numero dei mancati pagamenti) e severità (intesa quale indicatore degli importi medi), i dati annuali del 2012, rispetto al 2011, confermano sul mercato interno la crescita della frequenza (+ 15%) e la polverizzazione degli importi testimoniata dalla diminuzione del 3% della severità.«I mancati pagamenti in Italia – ha spiegato in proposito Michele Pignotti, capo della regione Euler Hermes Paesi Mediterranei, Africa e Medioriente – proseguono il trend di crescita anche per il 2012. Il forte rallentamento dei consumi privati, le condizioni di accesso al credito restrittive, insieme ad una struttura finanziaria molto indebitata delle imprese italiane, stanno alimentando sul mercato interno la crescita dei debiti non onorati tra le aziende». Tendenza che sul mercato interno vede il “ Sistema casa” essere l’unico comparto in cui ancora si registrano segnali positivi, trainato particolarmente dai nuovi prodotti high-tech che entrano a far parte dei consumi domestici. Traino che sembra perdere la sua efficacia sulle esportazioni, il cui andamento in termini di mancati pagamenti per i settori analizzati vedono un netto ribaltamento di scenario rispetto a quello rilevato sul mercato domestico.  Difatti mentre il mercato Export, sul fronte della frequenza sembra recuperare affidabilità tanto da risultare stabile nel 2012 rispetto ai valori 2011, su quello dell’andamento degli importi medi non onorati (Severità) registra un’autentica pericolosa impennata (+16%) che vede «…Tra i principali mercati di destinazione, dove è più alta la severità degli insoluti, si segnalano la Francia, la Germania, la Polonia, la Romania e la Turchia» ha puntualizzato Michele Pignotti. Impennata degli importi non onorati da imprese estere che diviene decisamente preoccupante se riferita ai settori trainanti del Made in Italy per i quali l’integrazione italiana nelle catene globali del valore è già notevole.

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