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Imprese ancora in diminuzione nel settore costruzioni: – 5582 attività nel 1° trimestre 2017

Come storicamente accade in questo periodo dell’anno, il 1° trimestre del 2017 si chiude con un saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni di oltre 15.500 attività. Ed è ancora una volta il comparto delle costruzioni a presentare il calo più pesante dopo quello del commercio. Ma sembra poter ritornate pure la voglia di fare impresa
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Dalla lettura dei dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese italiane diffusi da UnioncamereInfoCamere , da gennaio a marzo risulta essere cresciuto il numero delle nuove imprese che, nel complesso, sfiorano quota 116mila, il valore più alto in assoluto dei primi trimestri degli ultimi quattro anni. Rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso è tornato però a salire anche il numero delle attività cessate che, quest’anno, ha toccato le 131.345 unità. Conseguentemente il saldo fra iscrizioni e cessazioni è risultato negativo per 15.606 unità, in peggioramento rispetto al I° trimestre del 2016 e in controtendenza dopo un triennio in cui il bilancio trimestrale delle imprese – pur mantenendosi sempre in campo negativo – aveva mostrato segnali di progressivo recupero. Il primo trimestre si conferma in flessione pure per le imprese artigiane (-10.942 unità il saldo), ma la riduzione della base imprenditoriale risulta essere la più contenuta dell’ultimo decennio, conseguenza diretta di un numero di cessazioni sceso sotto la soglia delle 40mila unità, anch’esso il valore più basso fatto registrare negli ultimi dieci anni nell’universo artigiano. Complessivamente il totale delle imprese presenti nei registri camerali alla fine di marzo risulta pari a 6.038.746 unità, di cui 1.327.006 artigiane. “Nonostante le difficoltà cresce la voglia di fare impresa degli italiani. Ma occorre accompagnare la nascita di queste nuove realtà imprenditoriali affinché possano nascere più forti e crescere prima” il commento del presidente di Unioncamare, Ivan Lo Bello, che ha aggiunto “la riforma delle Camere di commercio ci ha affidato una funzione specifica in tema di creazione di impresa e start up, un impegno che intendiamo portare avanti intensificando i nostri sforzi per sostenere nel concreto la crescita del nostro sistema produttivo.” Scendendo in dettaglio gli unici settori di attività che vedono aumentare in modo apprezzabile la propria base imprenditoriale sono quelli del Noleggio, agenzie di viaggio e servizi alle imprese, mentre è quello del Commercio  il settore che, in termini assoluti, arretra maggiormente (oltre la metà dell’intero saldo negativo: 8.701 imprese in meno, -0,57% in termini relativi). Seguono le Costruzioni con una flessione di 5.582 unità (-0,67%)  in larga maggioranza rappresentate da realtà artigiane. A livello territoriale saldi con segno positivo – seppur contenuti – si registrano nel Lazio (+902), in Sardegna (+568), Sicilia (223) e Calabria (+133), ma nessuna delle quattro ripartizioni geografiche, nel trimestre da poco concluso, si colloca in terreno positivo: il Sud e Isole fa registrare il migliore risultato del periodo (solo -1.670 imprese), mentre è al Nord-Ovest la contrazione più sensibile (-6.099 unità). Nel complesso, in 11 regioni su 19 il saldo del trimestre peggiora rispetto al corrispondente periodo del 2016. Tra gli artigiani, nessuna regione chiude in positivo e in due casi (Toscana e Sardegna) si registra un’ ulteriore contrazione rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

 

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