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Avviata campagna #ecosismabonus dalla filiera delle costruzioni (serramentisti esclusi)

Iniziativa che ricordiamo ha spinto la filiera a realizzare il comune programma di sensibilizzazione  al pubblico ed a rivolgersi al Governo,  affinché " la prossima legge di bilancio confermi e potenzi  queste misure indispensabili per attivare un grande piano di  messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici che i  cittadini attendevano da tempo"
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E’ in pieno svolgimento la campagna #ecosismabonus. Campagna che nasce dalla considerazione che il patrimonio edilizio dell’Italia “non risponde più alle esigenze di salute e sicurezza  dei cittadini e necessita, dunque, di un profondo rinnovamento non solo per migliorare la qualità della vita ma anche per  prevenire danni e rischi per le persone”, visto che “negli ultimi 50 anni le vittime dei terremoti sono state più di 4.000,  e lo Stato ha speso in media 3 miliardi l’anno per ricostruire e riparare“.

Ineccepibile assunto che ha spinto la filiera delle costruzioni che in Federcostruzioni raggruppa pressoché tutte le principali associazioni (fuorché quelle che rappresentano le imprese serramentistiche), insieme a Legambiente, Oice, Anaci, Ordini nazionali degli ingegneri, dei geologi, degli architetti e dei geometri e da Ingegneria sismica italiana  a porre già il mese scorso l’attenzione sull’urgenza di definire “un programma  serio di prevenzione e di riduzione dei rischi che ha nell’Ecobonus e Sismabonus due validi strumenti”.

# ecosismabonus. Aggiornata guida operativa alle detrazioni

Programma di cui è parte integrante l’avviata campagna di comunicazione # ecosismabonus e l’avvenuta presentazione della versione aggiornata a settembre 2018 della guida operativa alle detrazioni rilasciata da ANCE nella quale oltre a delineare la situazione del patrimonio abitativo italiano  rende evidenti le reali possibilità di riqualificazione che le detrazioni offrono.

Possibilità concrete di investimento (tra l’altro ad alto moltiplicatore di valore) se si considera  che per la sola manutenzione ordinaria si spenderebbero all’anno circa 40 miliardi all’anno.

Ammontare che, da solo, rappresenta poco meno della metà di quanto si stima poter costare un piano di manutenzione programmata che darebbe valore aggiunto all’edificio e consentirebbe, nel tempo, risparmi economici importanti, soprattutto, considerando prioritaria la salvaguardia della vita delle persone, nella gestione della sicurezza dei fabbricati.

Iniziativa che ricordiamo ha spinto la filiera a realizzare il comune programma di sensibilizzazione  al pubblico ed a rivolgersi al Governo,  affinché ” la prossima legge di bilancio confermi e potenzi  queste misure indispensabili per attivare un grande piano di  messa in sicurezza e riqualificazione degli edifici che i  cittadini attendevano da tempo“.

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