codice penale

Suprema Corte. Reato tempestare di chiamate il debitore che non paga

Con una sentenza del 4 luglio la corte di Cassazione del Tribunale di Teramo ha condannato il titolare di un’agenzia di recupero crediti per il reato di molestie e disturbo nei confronti di un debitore che non pagava
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Sentenza suprema corte condanno eccessivo numero di telefonate giornaliere a debitore per sollecitare pagamentoSollecitare per telefono il pagamento di quanto dovuto per un lavoro effettuato è un reato penalmente perseguibile se le telefonate al cliente che non ha pagato sono troppo frequenti.

È quanto sancito da una sentenza della Suprema Corte di Cassazione del Tribunale di Teramo emessa il 5 luglio 2019.

Sentenza che ha dichiarato inammissibile il ricorso avanzato dal titolare di una società di recupero crediti condannato per il reato di molestie e disturbo all’art. 660 cod. pen. e , nello specifico, per non aver vigilato sulla condotta dei propri collaboratori.

Il giudizio riguarda un ex cliente di una società elettrica che dopo l’interruzione del contratto di fornitura non ha pagato alcune fatture.

Per ottenerne il pagamento la società elettrica si è rivolta ad un’agenzia di recupero crediti  che attraverso i suoi collaboratori ha tempestato di chiamate (circa 8-10 telefonate al giorno per quasi due mesi) il debitore, al fine di ottenere il saldo delle fatture.

Tanta attenzione al profitto, poca agli altrui diritti

Chiamato in giudizio per l’eccessivo numero di telefonate, il Tribunale ha condannato l’agenzia di recupero crediti che ha presentato ricorso alla Suprema Corte.

Suprema Corte che ha dichiarato inammissibile il ricorso e condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali  e della somma di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.

Nella articolata argomentazione formulata in sentenza dalla Suprema Corte si legge tra l’altro che “….Nel caso in specie appare indubbia che l’illiceità dell’azione posta in essere con il decisivo concorso di…. è derivata dalla scelta, presumibilmente compiuta dalla governance aziendale di ricorrere ad insistite e pressanti iniziative finalizzate al recupero del crediti, così anteponendo gli obiettivi di profitto al rispetto dell’altrui diritto...”

(fonte Stop Secret)

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