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Macchine lavorazione legno, 2° trimestre accentua fase negativa

L'indagine relativa al 2° trimestre ribadisce il difficile periodo: il calo del fatturato e degli ordinativi di macchine e utensili per la lavorazione del legno risultano essere molto pensanti seppure in linea con l’andamento di tutti i comparti della meccanica strumentale. Tiene l'occupazione

 andamento indice ordini 2° trimestre

Come era nelle attese, il 2° trimestre non riserva sorprese nell’indicare un ulteriore peggioramento pure dell’andamento del mercato delle macchine e delle tecnologie per la lavorazione del legno.

A confermarlo è l’indagine trimestrale realizzata dall’Ufficio studi di Acimall, l’associazione confindustriale delle tecnologie per il legno-arredo.

Indagine che ribadisce il difficile periodo: il calo degli ordini di macchine e utensili per la lavorazione del legno risulta essere molto pensante seppure in linea con l’andamento di tutti i comparti della meccanica strumentale e dell’intera economia in generale.

Un risultato inevitabile, se si pensa alla chiusura totale delle fabbriche nel mese di aprile e alla graduale, lenta ripresa delle attività produttive a partire dal mese di maggio.

E certo un solo mese pienamente “operativo” (quello di giugno) non poteva risollevare le sorti del trimestre, condizionato da un ricorso alla cassa integrazione e allo smart working che hanno inevitabilmente mutato i modelli organizzativi delle aziende.

Non resta dunque che attendere il rimbalzo della domanda che, secondo più fonti, dovrebbe avvenire nei prossimi mesi sia nelle richieste di tecnologie dal mercato interno che da oltre confine.

Passando alle cifre, l’indagine trimestrale (come sempre svolta su un campione statistico rappresentativo dell’intero settore)  mostra che l’industria italiana delle macchine e degli utensili per la lavorazione del legno registra un calo del 39,2% degli ordini sull’analogo periodo dell’anno precedente, sommatoria del meno 34,2%  registrato nella domanda estera e del crollo del 59,2%  della domanda nazionale.

Il portafoglio ordini è pari a 2,4 mesi (erano 2,6 lo scorso trimestre) e dall’inizio del 2020 si evidenzia un aumento dei prezzi dello 0,5% (0,8% a fine marzo 2020). In calo anche i fatturati: meno 29,8%.

L’indagine qualitativa è inequivocabile, e riflette le attese degli imprenditori: il 7% degli intervistati indica un trend di produzione positivo (era il 12% nel trimestre precedente), mentre l’86% si aspetta un andamento in calo (era il 69% nel 1° trimestre); il restante 7% propende per una situazione stabile (era il 19%).

Tiene l’occupazione

Emerge una “tenuta” dell’occupazione anche per effetto del blocco dei licenziamenti definiti dal Governo: alla fine del primo trimestre di quest’anno il 69% delle imprese prevedeva un calo della occupazione, percentuale scesa al 47% a fronte di un 53% che pensa a una sostanziale stabilità (era il 75% tre mesi fa).

Nessuno immaginava un saldo positivo degli occupati. Le giacenze risultano stabili per il 27% degli intervistati, mentre il 20 pensa a una crescita e il 19% a una flessione.