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Kineprotect Glass, nuove barriere parafiato per ridurre diffusione COVID

Le  nuove barriere parafiato divisorie in vetro sono disponibile in diversi modelli/misure così da soddisfare tutte le più particolari esigenze: versioni alte da appoggiare a terra, versioni basse da posizionare sulla scrivania, versioni di dimensioni ridotte per i piccoli spazio ancora pannelli laterali per garantire una sicurezza negli spazi sovraffollati

Barriera parafiatoAvviata da SFA Group  la produzione e commercializzazione di Kineprotect Glass, nuove barriere parafiato in vetro e alluminio destinate a combattere la diffusione del COVID-19.

Anche grazie ai profili in alluminio cromato i divisori Kineprotect Glass combinano design discreto ed elegante, facilità e sicurezza di installazione, resistenza e semplicità di manutenzione.

Il vetro temprato di 6 mm di spessore non teme graffi, rischi di ingiallimento o annebbiamento dovuti alla luce o agli agenti chimici utili per pulire e disinfettare le superfici. La stabilità dei vetri è garantita da due diverse tipologie di fissaggio: versione con piedini da appoggio per una semplice e immediata installazione, oppure con comodi morsetti per bloccarli stabilmente ai piani di lavoro.

Le  nuove barriere parafiato divisorie in vetro sono disponibile in diversi modelli/misure così da soddisfare tutte le più particolari esigenze: versioni alte da appoggiare a terra, versioni basse da posizionare sulla scrivania, versioni di dimensioni ridotte per i piccoli spazio ancora pannelli laterali per garantire una sicurezza negli spazi sovraffollati.

La modularità permette una combinazione personalizzata e di creare anche soluzioni corner per delimitare al meglio spazi come scrivanie, banconi, reception o più in generale soluzioni angolari.

Le barriere parafiato in vetro rientrano tra i beni e servizi che beneficiano del credito d’imposta per sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione previsti dall’articolo 125 del DL Rilancio.

Articolo che dispone l’assegnazione di un credito d’imposta pari al 60% delle spese sostenute nel 2020 e fino ad un limite massimo di 60 mila euro per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi utili a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.