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Macchine e tecnologie lavorazione legno: 1° semestre eccezionale

Nel periodo gennaio-giugno 2021 gli ordini di macchine e utensili per il legno-arredo sono cresciuti del 100, 3 % rispetto allo stesso semestre 2020. E se la componente alimentata dall’esportazione ha fatto segnare un aumento dell’88,7 %, quella relativa al mercato mostra crescita degli ordini del 190,8 %

 

Vanno ben oltre le più rosee aspettative i parametri che definiscono il mercato di macchine e tecnologie lavorazione del legno. Se da un lato è indubbio che l’andamento della pandemia ne ha fortemente influenzato tutte le dinamiche, il “rimbalzo” successivo alla ripresa dell’attività mostra alcune “particolarità” che sono state chiaramente fotografate dalla analisi dell’Ufficio studi di Acimall, l’associazione che raccoglie le imprese del settore, sul primo semestre 2021.

Stando a quanto diffuso, nel periodo gennaio-giugno 2021 gli ordini di macchine e tecnologie di lavorazione  per il legno-arredo sono cresciuti del 100, 3 % rispetto allo stesso semestre 2020. E se la componente alimentata dall’esportazione ha fatto segnare un aumento del 88,7 %, quella relativa al mercato  interno mostrerebbe una crescita degli ordini del 190,8 %.

Anche tenendo conto che il confronto viene fatto con la prima metà del 2020, ovvero il periodo economicamente più “duro” della pandemia, si tratta di una crescita che va comunque oltre i connotati del “classico” ribalzo da ripresa dell’attività per assumere quelli di indicatori strutturali. Dal punto di vista congiunturale, infatti, il primo semestre 2021 mostra un andamento decisamente positivo anche rispetto allo stesso semestre del 2019.

“Cifre che ci confortano e che ci fanno dimenticare, dal punto di vista industriale ed economico, le difficoltà che abbiamo vissuto – ha commentato Luigi De Vito, presidente di Acimall. – Se a ciò aggiungiamo che il dato gennaio-giugno 2021 rivela una crescita del 40,2 %  anche rispetto al primo semestre 2019 diventa evidente che non si possa parlare di un semplice “rimbalzo”, ma di qualcosa di organico e di strutturale, che ribadisce quanto la nostra industria sia competitiva a livello mondiale, oltre a essere un partner di riferimento per l’industria manifatturiera italiana, da sempre punto riferimento per stile e qualità”.

“Non mancano – purtroppo – alcuni punti interrogativi sul prossimo futuro, generati soprattutto dalla scarsa disponibilità di materie prime, di componenti e aggregati, una condizione che sta influendo negativamente sui tempi di consegna: un nodo da sciogliere al più presto per limitare la corsa all’aumento dei prezzi già in atto”, ha poi concluso De Vito.

Rimane comunque il fatto che l’industria delle macchine e delle tecnologie per la lavorazione del legno sembra avere affrontato questo difficile periodo dimostrando di avere solide basi progettuali, industriali, finanziarie e imprenditoriali capaci sui quali fondare il rilancio; un risultato a cui hanno indubbiamente contribuito gli incentivi agli investimenti del nuovo “Piano nazionale di transizione 4.0”, così come gli analoghi provvedimenti varati in molti Paesi.

Anche ISTAT segnala forte aumento esportazioni

Pure secondo i dati, consolidati, pubblicati da ISTAT le esportazioni  in termini di valore hanno fatto segnare nel semestre una crescita del 40%  per  un valore pari a752 milioni di euro, rispetto all’analogo periodo 2020.

Gli Stati Uniti si confermano i maggiori acquirenti con 77 milioni di euro e un incremento pari al31% sull’analogo periodo 2020, mentre Francia (54 milioni) e Polonia (53 milioni) scavalcano la Germania (52 milioni), portandosi rispettivamente al secondo e terzo posto dei primi dieci mercati.

La Cina, pur se con un valore assoluto da “mezza classifica”, ha fatto registrare nei primi sei mesi dell’anno il maggior incremento percentuale della top ten, facendo registrare un +47% per 37 milioni di euro; segnaliamo infine la Russia, anche se fuori dai primi dieci Paesi, ma in ripresa, con 16 milioni di euro (+10%).