Tre le direzioni su cui il settore deve lavorare per tenere testa alla concorrenza internazionale e riprendere quota: alta qualità di prodotto, innovazione, sostenibilità. E le aziende del comparto lo sanno molto bene

Per il secondo anno consecutivo il mercato italiano dei serramenti in PVC chiude con un segno meno. Nel 2025, infatti, stando ai dati di PVC Forum Italia, sono stati immessi sul mercato 12,7 milioni di metri lineari di profili per telai finestra in PVC (esclusi i profili persiana mentre sono inclusi i profili per finestre scorrevoli), in calo di circa il 14% rispetto al 2024. Dopo un triennio 2021-2023 di grande crescita si tratta più che altro di un trend di assestamento del settore alimentato dalla progressiva riduzione e rimodulazione degli incentivi fiscali per la riqualificazione edilizia, ma anche da un rallentamento della domanda e dal permanere di un contesto macroeconomico incerto, caratterizzato da inflazione e minore capacità di spesa delle famiglie. «Nonostante ciò il PVC si conferma leader di mercato con una quota di rappresentatività di circa il 45% grazie a un equilibrio unico tra prestazioni tecniche, sostenibilità e competitività economica», precisa Marco Piana, Direttore Tecnico di PVC Forum Italia.
2,2 mld di euro di giro d’affari
I metri lineari si traducono in circa 2,1 milioni di unità finestra prodotte, a cui si aggiungono circa 700.000 unità importate, per una dimensione complessiva del mercato del serramento in PVC pari a circa 2,8 milioni di unità (corrispondenti a 38.095 ton, considerando un peso medio di 18 Kg per finestra campione). Valutando il settore italiano degli infissi nel suo complesso, comprensivo di tutti i materiali alternativi utilizzati per i profili, si arriva a una rappresentatività del serramento in PVC di circa il 45% e a un giro d’affari complessivamente generato dal comparto intorno ai 2,2 miliardi di euro.
Ora però gli occhi sono puntati sul 2026: «Il comparto del serramento in generale potrebbe recuperare quote e superare la situazione attuale se la Direttiva sulla Prestazione Energetica nell’Edilizia (la nuova EPBD) trovasse concreta applicazione in Italia attraverso un Piano Nazionale di Ristrutturazione degli Edifici (NBRP) efficace e sostenibile». Nel frattempo però l’innovazione di prodotto «può mitigare parzialmente la riduzione della domanda, così come gli aspetti legati alla sostenibilità dei materiali», dice Piana.
I produttori si attivano

E Mirko Anesi, Direttore Generale della filiale italiana di Deceuninck, multinazionale belga specializzata nella produzione di sistemi di design per serramenti in PVC, aggiunge: «Avere prodotti nuovi e interessanti è fondamentale per distinguersi sui mercati internazionali. La competizione sul prezzo fine a sé stessa non porta lontano: bisogna lavorare costantemente sull’aumento della qualità del prodotto e sull’innovazione». Due aspetti che Deceuninck ha da sempre nel suo Dna come testimoniano anche gli ultimi prodotti inseriti a catalogo. «All’ultimo Fensterbau Frontale, la principale fiera di settore che si tiene ogni due anni a Norimberga abbiamo presentato WinLinck, una soluzione pensata per rivoluzionare la posa delle finestre. Si tratta di un kit di installazione modulare dotato di un innovativo sistema Click & Fit, progettato per aperture su misura», spiega Anesi. «Il sistema consente un’installazione priva di errori, più rapida rispetto ai metodi tradizionali, altamente prevedibile, sostenibile e orientata ai principi dell’economia circolare». Il cuore di WinLinck è un controtelaio modulare che garantisce una connessione continua tra finestra e parete o pannello prefabbricato. L’intero concetto è protetto da brevetto.
Qualità per eccellere

«Quello dei serramenti in PVC è un comparto in forte evoluzione dove la competitività si gioca su due fronti: aggiornamento dei materiali e perfezionamento del design», evidenzia Renato Chiaramonte, Amministratore delegato di Schüco Pws Italia, divisione nazionale del gruppo Schüco, specializzata nella commercializzazione di sistemi per infissi in PVC sul territorio nazionale. Non a caso l’azienda ha da poco lanciato il prototipo di SymbioticAL, una configurazione ibrida di ultima generazione che combina i vantaggi dell’alluminio e del PVC in un unico sistema, anticipando nuovi scenari orientati all’incremento delle performance. «In questa versione, il serramento ha una copertura in alluminio e un cuore in PVC. Una combinazione che lo porta ad avere una resistenza più elevata», spiega il manager. Tecnologie di ultima generazione ma anche sostenibilità dei materiali utilizzati. Ne sono un esempio i profili Bio-Attributed realizzati sostituendo le materie prime fossili con il tall oil, una risorsa rinnovabile derivata dall’industria della carta che consente di ridurre fino al 90% le emissioni di CO2 nel processo produttivo, mantenendo inalterate le peculiarità del materiale. Un’attenzione all’ambiente confermata da Re:Core, il piano per il riciclo di finestre, porte e facciate, che interpreta gli edifici come fonti di materie prime.
Sostenibilità & economia circolare

Idee chiare su come affrontare il rallentamento del mercato degli infissi in PVC le ha anche Frederik Declercq, Amministratore delegato di Profine Italia (parte di Profine Group presente sul mercato con il brand Kömmerling), che è riuscito a mantenere l’azienda in una situazione stabile nonostante il delicato contesto geopolitico grazie a prodotti tecnologicamente avanzati come WarmCore®. Si tratta di un sistema ibrido con un cuore in PVC avvolto da alluminio riciclato, progettato per combinare i vantaggi dei due materiali: l’eleganza dell’alluminio e l’isolamento termico del PVC. Destinato a una fascia di mercato più economica, invece, è il nuovo profilo 70127 della gamma 70 AD, un telaio a due guarnizioni progettato per facilitare la posa in opera su controtelaio e per la sostituzione delle vecchie finestre. «La sua costruzione snella consente di massimizzare la superficie vetrata senza però compromettere le prestazioni in termini di isolamento termico e acustico, sicurezza e durabilità che restano elevate», spiega il Declercq. Realizzato in materiale riciclato proveniente dall’impianto di trattamento del sottoprodotto di Bosaro (Ro), questo telaio ha il pregio di evidenziare l’impegno costante dell’azienda sul fronte ambientale. «La sostenibilità per noi è importante tanto che 3 anni fa abbiamo investito in un impianto di riciclo del PVC che nel 2025 ha rigenerato 1.800 tonnellate di prodotto recuperato dai nostri clienti», precisa il manager. Un esempio concreto di economia circolare che funziona.
(Carolina Parma)


