L’Ance, in occasione delle celebrazioni per gli 80 anni dell’associazione dei costruttori, sprona il governo sul piano per l’abitare e sul caro-materiali.
Secondo l’Ance, «le risorse non sono un problema: per l’edilizia sociale potranno arrivare 10 miliardi entro il 2035 con i fondi della politica di coesione e quasi un miliardo è attivabile già nel 2027, ma servono tempi certi per i decreti attuativi, flessibilità per le imprese e aiuti anche per gli interventi sotto il miliardo».
Per gli investimenti più mirati sul territorio potranno avere un ruolo centrale gli amministratori locali. Per i grandi interventi di edilizia pubblica, ha sottolineato la presidente dell’Ance, Federica Brancaccio, «il commissario può servire per velocizzare». Aiuterà in un anno a recuperare 61 mila appartamenti di edilizia residenziale pubblica che devono essere riqualificati.
L’edilizia e le costruzioni generano il 12% del prodotto interno lordo e sono uno dei principali motori della crescita. Ma il motore rischia però di rallentare per i nuovi rincari dell’energia e dei materiali. «C’è il rischio di tornare a una situazione in cui le imprese cominciano a soffrire per il caro-materiali e a non farcela – ha sostenuto Brancaccio -. Sta già accadendo, perché stiamo assistendo anche a un rallentamento dei pagamenti da parte della pubblica amministrazione .
La presidente dell’Ance, arrivata alla fine del suo mandato, ha difeso il settore che «può dare risposte opposte a quella che è sempre stata la narrazione: può contribuire alla sostenibilità, all’ambiente e creare le condizioni perché le nostre città diventino più accoglienti e inclusive».
Il Pnrr secondo Ance
Sul Pnrr, il bilancio tracciato dall’Ance è positivo. Il settore delle costruzioni viene indicato come uno dei comparti che hanno saputo utilizzare meglio le opportunità offerte dal programma europeo. Ad aprile, il 76% dei cantieri risultava concluso o in fase avanzata di realizzazione. Un risultato che, secondo l’associazione, dimostra la capacità del sistema di trasformare rapidamente le risorse disponibili in opere concrete. Un modello che andrebbe esteso anche alla programmazione 2021-2027 dei fondi europei, che mette a disposizione dell’Italia circa 72 miliardi tra programmi nazionali e regionali. Casa, energia e acqua dovrebbero diventare le grandi priorità anche della futura programmazione europea 2028-2034.
Lavoro, sicurezza e contratti
L’ultimo fronte riguarda il mercato del lavoro nelle costruzioni. Brancaccio ha difeso il ruolo del sistema bilaterale e delle casse edili, considerate «strumenti fondamentali per contrastare lavoro irregolare, evasione contributiva, concorrenza sleale e dumping contrattuale. Il sistema non svolge solo una funzione di controllo, ma rappresenta anche un presidio per la formazione professionale, la sicurezza nei cantieri e il welfare dei lavoratori. Per questo l’associazione guarda con preoccupazione all’eventuale ingresso di soggetti che non garantiscano adeguati livelli di indipendenza, competenza e tutela. Una scelta di questo tipo, secondo i costruttori, rischierebbe di compromettere i progressi raggiunti negli ultimi vent’anni in materia di sicurezza e protezione sociale».
Brancaccio lascia la guida di Ance
«Lascio con emozione, ma anche con serenità un’associazione unita e coesa che può contare su una squadra». Con queste parole, Federica Brancaccio, dopo quattro anni, lascia la guida dell’associazione nazionale dei costruttori italiani.

Per festeggiare gli 80 anni dell’associazione, il 16 giugno, nei giardini di Villa Giulia, sede del Museo Etrusco, si é svolto un grande evento.
Fra gli affreschi e i colonnati rinascimentali si sono ritrovati i tanti imprenditori venuti da tutta Italia e le tante figure professionali del sistema. Non hanno voluto mancare all’appuntamento i protagonisti istituzionali di questi lunghi anni, a partire dal videomessaggio della premier, Giorgia Meloni, e quello del vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Hanno fatto sentire la loro voce anche gli ex premier Romano Prodi, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni, Giuseppe Conte, gli ex ministri Paolo Baratta, Paolo Costa, Graziano Delrio, Paola De Micheli, Antonio Di Pietro, Enrico Giovannini, e Maurizio Lupi e l’ex sottosegretario a Palazzo Chigi, Gianni Letta.
Fra gli interventi sul palco, quello di Silvana Sciarra, giuslavorista, prima donna eletta giudice costituzionale dal Parlamento e presidente della Corte costituzionale nel 2022. In platea, fra gli ospiti e grandi protagonisti della serata, Andrea Vecchio, imprenditore siciliano con ruoli di prestigio nell’associazione sia territoriale che nazionale. Infine, sguardo sul futuro con Carlo Ratti, direttore del Mit Senseable City Lab di Boston.
A chiudere la serata il saluto della Presidente, Federica Brancaccio, agli ultimi giorni del suo mandato quadriennale alla guida dell’Ance.
«Spero di aver trasmesso la mia passione e il mio entusiasmo anche ai tanti giovani che sono tornati a credere a quello che per me resta il mestiere più bello del mondo».
L’ottantesimo compleanno dell’associazione dei costruttori si è svolto nei giardini di Villa Giulia, appena restaurati e prossimi a un nuovo intervento di recupero della loggia cinquecentesca dell’Ammannati, realizzato grazie ad Ance con il contributo di Ance-Roma.


