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Vizi e difetti nel bene e /o posa in opera di porte e finestre. Riconoscimento, tutele e rimedi

L’epilogo di una controversia con una ditta installatrice di porte scorrevoli che ha portato alla sentenza della Corte di Cassazione n. 2431 del 31 gennaio offre lo spunto per riepilogare le misure di tutela predisposte dalla legge nel caso siano rilevati dall’acquirente vizi e difetti dell’opera o della fornitura

Come pubblicato sul numero di settembre di “serramenti + design“, partendo da una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 2431 del 2018) cogliamo l’occasione per un riepilogo dei rimedi predisposti dalla legge a tutela dell’acquirente o del committente nel caso in cui si manifestino/rilevino vizi e difetti nel bene e /o posa in opera di porte e finestre forniti da venditore o dall’appaltatore. In altri termini, e rovesciando la prospettiva, per ricordare a quali azioni è esposto il venditore o appaltatore/installatore da parte del cliente insoddisfatto e per quanto tempo dalla consegna o dal completamento dell’opera.

La sentenza della Cassazione in commento giunge all’epilogo di una controversia con una ditta installatrice di porte scorrevoli che aveva riconosciuto i difetti dell’opera segnalati dall’acquirente dell’immobile e che si era impegnata ad eliminare le problematiche, senza evidentemente riuscirci.

In primo grado le domande risarcitorie proposte dall’acquirente insoddisfatto erano state respinte, sul presupposto che al caso fosse applicabile la garanzia prevista per la vendita e non per l’appalto e che, per conseguenza, la denuncia dei vizi fosse tardiva. In appello, invece, le domande sono state accolte e la Cassazione, respingendo il ricorso di legittimità, ha confermato la bontà di tale prospettazione.

Vizi e difetti nel bene e /o posa in opera di porte e finestre. Distinzione tra vendita e appalto

La distinzione tra vendita e appalto – e la conseguente diversa disciplina che li caratterizza – riveste particolare interesse trattandosi di due dei tipi contrattuali più frequentemente utilizzati nella prassi.

La compravendita ai sensi dell’art. 1470 c.c. è “il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo”. L’appalto invece è definito dall’art. 1655 c.c. come “il contratto con il quale una parte assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione a proprio rischio, il compimento di un’opera o di un servizio, verso un corrispettivo in danaro”.

Talvolta può non essere agevole distinguere in concreto le due figure, soprattutto nel caso in cui la vendita abbia ad oggetto una cosa futura. Secondo la giurisprudenza, la differenza si basa su due elementi: da un lato, la volontà dei contraenti e, dall’altro, il rapporto fra il valore della materia (prestazione di dare) ed il valore della prestazione d’opera (prestazione di fare) da considerare non in senso oggettivo bensì avuto riguardo alla comune intenzione delle parti. In altri termini, nella compravendita l’oggetto dell’obbligazione è sostanzialmente un dare, mentre nel contratto d’appalto oggetto dell’obbligazione è un facere.

La distinzione è importante in quanto la legge predispone degli strumenti di tutela differenti nel caso in cui il bene oggetto della prestazione risulti viziato.

Con riferimento alla compravendita, nel caso in cui il bene presenti vizi tali da renderlo inidoneo all’uso a cui è destinato o da diminuirne in modo apprezzabile il valore, l’acquirente può a sua discrezione chiedere la riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto, restando in ogni caso salvo il risarcimento del danno, ma deve denunciare tali vizi entro otto giorni dalla scoperta, e l’azione per far valere in giudizio la garanzia va esercitata entro un anno dalla consegna del bene (artt. 1490 – 1495 c.c.).

Per l’appalto invece sono esperibili due diversi rimedi, a seconda della natura del vizio riscontrato.

Ai sensi dell’art. 1669 c.c., in caso di gravi difetti di costruzione (ossia qualsiasi alterazione che incide negativamente e in modo considerevole sul godimento dell’immobile) il committente gode di una garanzia di 10 anni dal compimento dell’opera stessa. Il termine di decadenza per denunciare i vizi è di un anno dalla loro scoperta e si prescrive in un anno dalla denuncia.

Ove tale garanzia operi, il committente ha diritto al risarcimento del danno salvo che il venditore si offra di ricostruire l’immobile o di eliminare i gravi difetti, restando il committente libero di accettare o pretendere la reintegrazione per equivalente.

Vizi e difetti nel bene e /o posa in opera di porte e finestre. Tempi prescrizione

Ai sensi dell’art. 1667 c.c., invece, in caso di difformità e vizi dell’opera, da intendersi quali vizi che non incidono necessariamente in misura rilevante sull’efficienza e sulla durata dell’opera stessa, il committente deve, a pena di decadenza, denunziare all’appaltatore le difformità o i vizi entro sessanta giorni dalla scoperta. La denunzia non è però necessaria se l’appaltatore ha riconosciuto le difformità o i vizi o se li ha occultati.

L’azione contro l’appaltatore, nell’ipotesi dell’art. 1667 c.c., si prescrive in due anni dal giorno della consegna; il committente convenuto per il pagamento può però sempre far valere la garanzia, purché le difformità o i vizi siano stati denunziati entro sessanta giorni dalla scoperta e prima che siano decorsi i due anni dalla consegna.

Ove ricorrano i suesposti presupposti, il committente può chiedere che le difformità o i vizi siano eliminati a spese dell’appaltatore, oppure che il prezzo sia proporzionalmente diminuito, salvo il risarcimento del danno nel caso di colpa dell’appaltatore; se però le difformità o i vizi dell’opera sono tali da renderla del tutto inadatta alla sua destinazione, il committente può chiedere la risoluzione del contratto.

Alla luce di questo quadro normativo generale, la giurisprudenza si è più volte interrogata con riferimento all’ipotesi in cui il venditore o l’appaltatore si rendano spontaneamente disponibili ad eliminare i vizi della cosa: si è a lungo discusso infatti se in questi casi l’ulteriore obbligazione assunta si aggiunga o si sostituisca a quelle previste dalla legge.

Con riferimento alla compravendita, la Cassazione a Sezioni Unite (con ben due pronunce: 13294/05 e 19702/2012) facendo proprio l’orientamento condiviso dalla giurisprudenza maggioritaria, ha stabilito che in tema di garanzia per i vizi della cosa venduta qualora il venditore si impegni ad eliminare tali vizi e l’impegno sia accettato dal compratore, sorge un’autonoma obbligazione di “facere” che si affianca alla garanzia originaria rimanendo però ad essa esterna e, quindi, non alterandone la disciplina.

Si è precisato dunque che l’impegno del debitore di eliminare i vizi implica il riconoscimento degli stessi, dando vita ad una obbligazione autonoma la cui prescrizione si compie nel termine ordinario di dieci anni, consentendo al compratore di non sottostare agli stringenti termini di decadenza e di prescrizione normalmente previsti.

Con la sentenza in commento la Cassazione ha confermato l’applicabilità del suesposto percorso argomentativo anche al contratto di appalto.

Vizi e difetti nel bene e /o posa in opera di porte e finestre. Svincolo garanzia

È dunque possibile affermare che quando l’appaltatore, come nel caso in esame, riconosca i vizi dell’opera e si impegni ad emendarli, tale impegno senza novare l’originaria obbligazione gravante su quest’ultimo ha l’effetto di svincolare il diritto alla garanzia del committente dai termini di decadenza e prescrizione di cui si è detto.

Pertanto in simili ipotesi il committente potrà avvalersi di una distinta ed autonoma obbligazione di garanzia soggetta al solo termine prescrizionale decennale ordinario.

Passando dallo specifico riconoscimento di vizi e difetti nel bene e /o posa in opera di porte e finestre , ad un contesto più ampio,è  utile infine ricordare che la giurisprudenza (tra le altre Cass. 6263/2012) ha precisato che il riconoscimento del vizio da parte dell’impresa appaltatrice può anche essere tacito, ad esempio mediante l’intervento sul bene, anche se effettuato attraverso l’opera di terzi e pur in presenza del diniego formale dell’esistenza dei vizi lamentati dal committente.

La Cassazione ha infatti stabilito che il riconoscimento del vizio da parte dell’appaltatore non deve necessariamente accompagnarsi ad una sua dichiarazione, essendo sufficiente un comportamento che possa qualificarsi come riconoscimento implicito qual è, appunto, l’intervento sull’opera.

( Antonella Giraudi – Studi legali Federati)

 

46 Commenti

  1. Buonasera, recentemente mi hanno montato tra ante scorrevoli in vetro ed alluminio. Oltre a creare una serie di danni alle pareti che si sono fessurate, un’ anta durante lo scorrimento fa un rumore metallico indice del non corretto montaggio. Inoltre i coprifili per due ante sono stati incollati e per la terza invece è stato un sistema ad incastro previsto dal produttore. I coprifili incollati a mio parere non consentono la eventuale regolazione della porta perché andrebbero staccati e poi ripristinati. Ho fatto contestazione sia al rivenditore/montatore che al produttore perché il produttore provvedesse agli errori di montaggio e al rivenditore per il risarcimento dei danni. Se non rispondono cosa devo fare?

    • Buongiorno,
      non avendo sufficienti dettagli su modalità e contenuto della RR di contestazione inviata al venditore, ovvero il soggetto con il quale ha definito acquisto e pagamento dei serramenti, per avere le necessarie informazioni generali su come poter procedere provi ad usufruire della consulenza legale gratuitamente offerta dalle diverse associazioni a difesa del consumatore tra cui figura anche il servizio AvvocatoperMe reso disponibile dall’associazione Altroconsumo.
      Cordialmente

  2. Buongiorno,3 anni fa ho acquistato una casa nuova.ora dopo 3 anni sono apparse sui serramenti interni macchie rossastre dovute probabilmente a schiuma poliuretanica ossidata.la garanzia è decaduta?chi deve rispondere?

    • Buongiorno,
      fermo restando indicazioni diverse contenute nel contratto di compravendita il primo a cui inviare dettagliata segnalazione mediante RR è il soggetto controparte indicato come “venditore”.
      Cordialmente

  3. Salve, ho acquista e fatto montare degli infissi in pvc da un’azienda facendomi fare prima un preventivo online per le finestre in camera da letto, in salone e per delle portefinestre sempre in salone.
    Dopo il sopralluogo il venditore mi ha chiesto un aumento tramite email per avergli chiesto 4 ante invece che 3 (come da primo preventivo) nella camera da letto, alchè ho rifiutato e detto di tornare al primo preventivo.
    Non essendo presente in fase di installazione, ho notato dopo 2 giorni che mancava un anta nelle porte finestre del salone che da preventivo erano 5 ma ne ha istallate 4. Inizialmente mi ha detto che si potevano fare solo così, poi che la ditta costruttrice aveva cambiato il progetto, ed infine che la colpa fosse mia in quanto gli avevo detto di montarne una di meno (peccato che dalle email scritte da lui fa chiaramente riferimento alle finestre della camera da letto)
    Ora che siano 4 o 5 in realtà non è che mi cambiasse molto, se nonché ho 5 inferriate montate a specchio che ora non combaciano essendoci un anta di meno.
    Considerato che gli devo dare ancora 1000€ per la conclusione del lavoro, che però non è stato fatto come da preventivo, e che sicuramente non mi basteranno 1000€ per modificare le inferriate, come mi posso tutelare?
    Sarei quasi intenzionato a restituirei tutto e farmi ridare i soldi se fosse fattibile…

    • Buongiorno,
      se il prodotto finestra consegnato è difforme da quanto pattuito nel contratto/ preventivo sottoscritto e non sono state in seguito concordate modifiche anche mediante posta elettronica (l’email originale è un documento probatorio), occorre prontamente segnalare per iscritto all’azienda che ha fornito i serramenti i difetti rilevati rispetto a quanto definito.

      Comunicazione da trasmettere all’azienda o via PEC o per lettera RR contenente anche gli estremi necessari ad identificare il preventivo oggetto della fornitura e la richiesta di sapere dall’azienda entro 15 giorni dalla ricezione della comunicazione come intenda procedere per risolvere il problema, riservandosi comunque se non soddisfatti la richiesta di totale rimborso di quanto pagato.

      Tale comunicazione non può comunque rappresentare una giustificazione, unilaterale, per trattenere gli importi ancora dovuti a saldo (i 1000 euro indicati) e/o interrompere i pagamenti nelle modalità concordate.
      Cordialmente

      • Grazie per la risposta,
        Quindi dovrei saldare e chiedere il rimborso nonostante la ditta venditrice continua a sostenere che il lavoro sia stato fatto bene accampando una serie di insensate giustificazioni sulla difformità del prodotto finale con quello da preventivo? Dico questo perche la ditta venditrice ovvero installatrice se ne lavate le mani…oppure devo rivolgermi al produttore delle finestre?

  4. Buongiorno.

    Abbiamo acquistato un immobile nuovo nel giugno 2019.
    Gli infissi in PVC sono tutti dotati di vetri a doppia camera (triplo vetro).
    A Dicembre 2019 il vetro interno di una finestra di dimensioni 60cm x 66cm si è incrinato.
    Abbiamo prontamente segnalato il guasto al costruttore e all’istallatore degli infissi, il quale ha provveduto alla sostituzione del vetro camera nell’aprile 2020.
    La scorsa settimana il problema si è presentato di nuovo, nella stessa finestra e con l’incrinatura che parte dallo stesso punto della precedente.
    Oggi stesso abbiamo nuovamente segnalato la cosa ma l’istallatore imputa la rottura ad uno shock termico e rifiuta di intervenire in garanzia.
    Aggiungo che la finestra non è stata manomessa ed entrambi gli inconvenienti sono accaduti a finestra chiusa.

    Ci sono gli estremi per reclamare l’intervento in garanzia e una approfondita analisi sulle cause, visto la ripetitività dell’accaduto?

    Grazie per l’attenzione e un cordiale saluto.

    • Buongiorno,
      per come ha descritto i fatti i tempi propri della garanzia così come prevista dal Codice del Consumo sono scaduti di conseguenza sono decaduti pure gli estremi per la richiesta di un nuovo intervento di ripristino gratuito.
      Cordialmente

      • Buongiorno.

        E’ corretto quindi che sul vetro montato in Aprile 2020, sostituzione dell’originale, non è prevista una garanzia di 24 mesi?
        ll fatto che non si tratta di un acquisto di infissi direttamente dall’istallatore ma di un immobile acquistato dal costruttore, potrebbe fare rientrare il caso come vizio occulto dell’immobile, quindi con una garanzia decennale?

        Ho comunque chiesto l’intervento di un produttore di vetri camera per valutare il caso.
        Il suo parere ad una prima ispezione solamente visiva è stato di un forte dubbio che si tratti di shock termico.
        Il fatto che la nuova crepa parta dallo stesso punto riscontrato nella rottura avvenuta nel vetro originale, fa maggiormente pensare ad un montaggio del vetro effettuato non correttamente, probabilmente con spessori non perfettamente idonei.

        In questa eventualità, se rilevabile da una perizia, è possibile chiamare in causa l’istallatore per un lavoro non eseguito a regola d’arte?

        Grazie per l’attenzione e un cordiale saluto.

        • Buongiorno,
          si è corretto, la riparazione non comporta una ulteriore dilatazione della garanzia di 24 mesi ma solo di 12 mesi e riferibile alla sola riparazione effettuata.
          Valutare se, a posteriori del difetto riscontrato e per il quale si è già usufruito di un intervento di riparazione, si possano ancora rintracciare possibili profili di responsabilità del costruttore dell’immobile è possibile ma dubitiamo sia perseguibile e, soprattutto, economicamente conveniente rispetto ad una nuova riparazione con smontaggio/verifica/rimontaggio del vetro.
          Se comunque tale responsabilità potrebbe essere ancora imputata all’impresa che ha costruito e veduto l’immobile, sarà poi tale impresa a doversi rivalere nei confronti di chi ha installato i serramenti.
          Cordialmente

  5. Buonasera,
    ad agosto del 2019 con la mia società ho stipulato un contratto con l’acquirente per la sola rivendita di infissi in legno, senza la posa in opera (per la quale l’acquirente ha stipulato un contratto con un’ altra azienda specializzata nella posa), oggi dopo quasi 2 anni l’acquirente mi ha fatto pervenire una raccomandata lamentando delle difformità sul prodotto (difetti di verniciatura, malfunzionamento di alcuni infissi, mancanza di alcune cerniere ecc). Considerato che al cliente erano state consegnate in forma cartacea prima e via email successivamente le condizioni di garanzia ufficiali del produttore (nelle quali il produttore si riserva di fornire assistenza in caso di cattiva installazione), che conseguenze posso correre in caso di una azione legale nei miei confronti? Il cliente può fare un reclamo direttamente al produttore o a chi ha effettuato la posa?
    Rimango in attesa di ricevere una vostra cortese risposta.
    Cordiali saluti

    • Buongiorno,
      come avrà potuto apprendere dalla lettura dell’articolo al quale accenna, a stabilire i profili di responsabilità in merito alle non conformità di un prodotto/servizio venduto ad un utente privato è il Codice del Consumo, CdC recentemente oggetto di aggiornamento in alcuni importanti aspetti. L’articolo che li dettaglia è il n.130 che al comma 1 stabilisce:
      ” Il venditore e’ responsabile nei confronti del consumatore per qualsiasi difetto di conformita’ esistente…”
      In proposito l’acquirente può richiedere a colui che gli ha venduto il prodotto (quindi non al costruttore) o una congrua riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto la dove la riparazione e/o sostituzione del prodotto sono impossibili o eccessivamente onerose.
      Sostituzione/riparazione che “…devono essere effettuate entro un congruo termine dalla richiesta e non devono arrecare notevoli inconvenienti al consumatore, tenendo conto della natura del bene e dello scopo per il quale il consumatore ha acquistato il bene”. A sua volta (art. 131) “Il venditore finale che abbia ottemperato ai rimedi esperiti dal consumatore, può agire, entro un anno dall’esecuzione della prestazione, in regresso nei confronti del soggetto o dei soggetti responsabili per ottenere la reintegrazione di quanto prestato.”
      Nel caso di mancato interessamento da parte del venditore di quanto previsto dal CdC, il venditore non solo corre il rischio di essere sanzionato per importi pecuniari anche rilevanti, ma con l’instaurarsi di una “causa” secondo quanto previsto dal Codice Civile dovrà poi sostenerne pure tutti i costi (di giudizio, di controparte, ecc).

      Nel caso in oggetto, è quindi caldamente consigliabile procedere come segue:
      – rispondere al più presto alla raccomandata ricevuta con una RR in cui si richiede la disponibilità e gli eventuali giorni(orari) nei quali si offre la disponibilità per un accertamento diretto in loco dei difetti lamentati;
      – se all’atto della verifica si rileva l’effettiva esistenza di un difetto del prodotto non imputabile alla sua non idonea/corretta posa in opera cercare di concordare in via amichevole le eventuali modalità di riparazione/sostituzione o l’eventuale parziale rimborso del prezzo pattuito ribadendone poi condizioni e tempi anche per raccomandata con ricevuta di ritorno;
      – se all’atto della verifica l’accordo amichevole non viene raggiunto, inviare comunque per raccomandata le soluzioni proposte per il pieno ripristino del prodotto venduto ( o dell’eventuale offerta di parziale rimborso) ricordando che la responsabilità è limitata alle caratteristiche e funzionalità del prodotto e non ad eventuali difetti riconducibili alla sua posa in opera.
      Cordialmente

  6. Salve, volevo esporre un problema riscontrato con una ditta che ha effettuato la posa degli infissi regolarmente già tutti pagati in anticipo. La ditta doveva operare sui telai esistenti di cui aveva preso tutte le misure. Al momento del montaggio, mi lasciano la parte esterna del telaio originale scoperta cioè senza cornice di copertura, regolarmente montata all’interno invece. Inoltre mi accorgo che un infisso ha delle parti rovinate e che una veneziana non funziona bene. Segnalo immediatamente il tutto agli operai che mi garantiscono che risolveranno ogni problema. Da marzo a oggi, però, non si è più visto né sentito nessuno. Soluzioni? Grazie in anticipo per la disponibilità e la cortesia.

    • Buongiorno,
      considerando il silenzio che ha accompagnato la sua precedente segnalazione è consigliabile riformularla , via PEC o usando la tradizionale RR, all’azienda che ha emesso fattura di pagamento riepilogando gli accordi a suo tempo definiti e contestando in modo puntuale i difetti/mancanze riscontrate nella consegna/esecuzione dell’opera con richiesta di sollecito intervento riparatore – o di sostituzione – offrendo contestualmente piena disponibilità a concordare data e ora per l’esecuzione degli interventi che si rederanno necessari.

      Lettera di contestazione nella quale, in chiusura , chiederà di avere risposta entro 15 giorni dalla data di ricezione ” …della presente” trascorsi i quali a tutela dei suoi diritti adirà per vie legali.

      In mancanza di riposta prima di rivolgersi ad un legale di suoi fiducia provi a contattare un’associazione di consumatori.
      Cordialmente

  7. Buongiorno, a dicembre abbiamo firmato ( e pagato) un contratto per la sostituzione dei serramenti, con una pubblicizzata azienda di serramenti a Torino
    La scorsa settimana sono venuti gli operai a montare gli infissi ma non sono riusciti a collegare i cavi dell’antifurto.
    Premetto che il mio elettricista era presente il primo giorno di posa degli infissi, ma parlando con i montatori i quali hanno confermato che avrebbero fatto tutto loro è andato via lasciando il cellulare qualora avessero avuto necessità.
    I montatori non sono riusciti a collegare gli antifurti nei serramenti, lasciando i fili penzolanti davanti al serramento.
    Inoltre, in malafede in quanto non avvertita sebbene presente, hanno rovinato dei muri, montato delle porte-finestre non registrate che non rimanevano aperte, montato una zanzariera magnetica con la banda al contrario, hanno messo un battello di colore diverso dal serramento ed altre cose che non sto qui a raccontare perché sarebbe lungo, adesso ci ritroviamo senza antifurto senza coprifili con la schiuma a vista e fili penzolanti
    Abbiamo subito parlato con il titolare per manifestare il nostro disappunto sul lavoro eseguito sicuramente NON A REGOLA D’ARTE come da contratto, siamo in attesa che il titolare programmi con il suo elettricista a sue spese di venire a collegare il tutto e gli operai a finire il lavoro non terminato, ma il titolare continua a prendere tempo e non ci richiama per programmare una data a breve.
    Come dobbiamo agire per tutelarci e soprattutto finire il lavoro ?

    Il titolare si è reso disponibile nel contattare a sue spese il

    • Buongiorno,
      pur nella certezza che il titolare manterrà fede alle promesse fatte a vostra ulteriore possibile futura tutela è consigliabile riformulare per iscritto (via PEC o con la tradizionale R.R) all’azienda con la quale ha firmato il contratto di fornitura e posa in opera dei serramenti, le contestazioni articolate verbalmente.
      Testo nel quale avanzare anche formale richiesta di pronto intervento meglio se con preventive indicazione delle date di disponibilità da parte vostra
      Cordialmente

  8. Buongiorno, 9 mesi fa ho installato delle porte in PVC a un mio cliente il quale era completamente soddisfatto, pochi giorni fa però mi ha chiamato urlandomi al telefono e insultandomi in quanto secondo lui le porte scorrono male e la colpa sarebbe del mio operato
    Visto gli insulti ricevuti mi sono rifiutato di assecondarlo, volevo chiederle se sono obbligato per legge a sostituirgli delle porte che molto probabilmente ha danneggiato lui appositamente dopo quasi un anno dall’installazione e senza lamentele pregresse.

    • Buongiorno,
      anche per i prodotti quali porte e finestre il Codice del Consumo impone almeno 24 mesi di garanzia dalla data di acquisto/installazione. In caso di contestazioni di difetti/vizi occulti o comunque non immediatamente rilevabili che non dipendono da un uso non corretto/ danneggiamento del prodotto, queste possono comunque essere formulate dall’acquirente al venditore per averne riconosciuta la garanzia, meglio se mediante strumenti che ne consentano la dimostrazione a titolo di prova, quindi lettere RR o PEC.
      Comunicazione formale di contestazione alla quale dovrà poi rispondere punto punto. Da qui ad arrivare alla sostituzione del prodotto (specificatamente previsto dal Codice) si possono certamente prefigurare scenari anche ben diversi.
      Cordialmente

  9. Buongiorno, sono trascorsi 2 anni da quando siamo in ballo con il montaggio di finestre in legno dopo aver eseguito i contro telai. Tutt’oggi il cantiere è aperto e abbiamo problemi legati all’infiltrazione di acqua su quasi tutti gli infissi (20 in totale). Abbiamo versato l’intera quota di pagamento, incentivandoli a terminare il lavoro ma non è stato necessario per ottenere disponibiità e serietà. Non abbiamo mai voluto proseguire per ufficiali vie legali per evitare di fermare il cantiere, ma ad oggi non sappiamo più cosa fare. Abbiamo infiltrazioni e l’azienda degli infissi rimanda igli interventi perchè trascorso troppo tempo o ancor peggio non risponde. Noi vorremmo che smontassero un’intera finestra per rivedere tutto il lavoro, specie considerati i danni che le infiltrazioni causano anche alla rasatura dei muri. Come consigliate di procedere?
    Grazie

    • Buongiorno,
      considerando che sono già 2 gli anni di attesa, una lettera legale di diffida rimane probabilmente la sola “minaccia” che potrebbe portare ad uno sblocco della situazione.
      Cordialmente

  10. Buonasera,
    un anno fa’ ho acquistato delle porte con contratto che prevedono un acconto alla data del contratto.Il secondo acconto alla verniciatura ed il terzo alla consegna.Alla verniciatura è successo che ci siamo resi conto che le porte presentavano difetti:striature nerastre,assemblaggio eseguito male.Premetto che le porte dovevano essere a complemento di porte già esistenti(colore simile e qualita per accorpamento di due appartamenti ma questo non è stato precisato sul contratto che riporta solo i dati della scia.Benchè abbiano assicurato e riverniciato le porte non sono simili alle porte esistenti perchè penso abbiano utilizzato una qualità di legname tulipiè con le venature verdastre in luogo del tulipier bianco per cui le venature verniciate presentano striature nerastre.Aquesto punto non ho effettuato il pagamento del secondo acconto chiedendo prima di sistemare i difetti(nodi stuccati,pannelli scollati,colore )e di poterli visionare prima di effetture il pagamento del secondo acconto, ma niente anzi mi hanno fatto pervenire una lettera di messa in mora affermando che le porte sono pronte per essere consegnate cosi’ come sono.Sono esasperata!Cosa posso fare ora?Grazie!

    • Buongiorno,
      in generale quando si sottoscrive un contratto le parti non possono decidere a propria discrezione se e come applicarlo.
      In altri termini, se si sottoscrivono obblighi, quali le modalità di pagamento, non può essere solo una delle due parti a deciderne la sospensione.
      Avendo già ricevuto una lettera di messa in mora le consigliamo di rivolgersi ad un legale, meglio se appartenete ad una associazione a difesa dei consumatori.
      Cordialmente

  11. buon giorno! ho instalato da poco con una ditta molto getonata, finestre con doppia camera ( triplo vetro ). in inverno , vetro interno, e sempre fredo, invecce in estate e quasi bollente. nella fattura, le due camere, risultano ad argon. e possibile? io non ci credo nell esistenza di argon, grazie, tutte belle cose!

    • Buongiorno,
      l’Argon è un gas nobile che non solo esiste ma viene impiegato nei vetro camera per i serramenti più prestazionali.
      Il problema che lamenta sulla faccia “interna” è probabilmente imputabile al fatto che all’atto della posa delle finestre non sia stato interrotto il ponte termico imputabile alla lastra del “davanzale”.
      In parole semplici hanno probabilmente tolto il vecchio serramento e al suo posto hanno “semplicemente” inserito il nuovo senza interrompere – come prevedono le norme UNI che però sono solo volontarie – il collegamento tra interno ed esterno del vano e il conseguente trasferimento/dispersione di energia termica.
      Cordialmente

  12. Buongiorno nel 2011 ho acquistato dei serramenti esterni (di una ditta rumena), per il risparmio energetico, la cui guaina si è nel giro di pochi anni sbriciolata.
    Non sapevo di avere diritti dopo i due anni dall’acquisto, ma scopro solo oggi, al telefono col venditore (ditta italiana), che si trattava di una partita difettosa, e che per avere diritto alla sostituzione, avrei dovuto fare la segnalazione al produttore, entro sette anni dall’acquisto. Vi chiedo quali sono i miei diritti, visto che il venditore era al corrente del difetto e non mi ha mai contattata.

    • Buongiorno,
      premettendo il forte dubbio che il rivenditore confermi per iscritto, o in altra sede, la sua preventiva consapevolezza di vendere al pubblico dei prodotti difettosi, il fatto che non abbia sollevato alcun tipo di contestazione per tempo la pone in difetto.
      Difficile quindi che possa fare valere diritti di intervento/sostituzione/risarcimento essendo oramai trascorsi ben 9 anni dall’acquisto.
      Cordialmente

  13. Buongiorno,
    5 anni fa abbiamo investito in un cappotto per la nostra abitazione e ci siamo visti costretti a sostituire i serramenti in quanto del tipo monoblocco. Abbiamo scelto delle finestre con esterno in metallo ed interno in legno dipinto in bianco. Il campione mostratoci non presentava in assoluto le discromie che si sono presentate già 2 anni fa e che sono state (non) “risolte” dalla ditta produttrice e fornitrice mediante lo smontaggio di finestre e telai (con tutti i disagi che la cosa ha comportato nel mese di ottobre e con nostre perplessità sulla riuscita dell’intervento) che sono stati semplicemente riverniciati, aggiungendo uno strato di vernice su quello “fiammato” esistente.
    Di ritorno dalle vacanze a settembre di quest’anno, ci siamo resi conto che le discromie stanno lentamente riapparendo su tutte le finestre e vorremmo, questa volta, che il problema venisse risolto alla radice, supponiamo con la sostituzione della parte in legno, probabilmente non sufficientemente stagionata. Abbiamo speranze? Grazie

    • Buongiorno,
      non crediamo si tratti di un problema legato alla stagionatura del legno che da quanto possiamo supporre rappresenta la struttura portante della finestra alla quale, sul profilo esposto all’esterno, è stata applicata una copertina in alluminio.
      Probabilmente il problema è riconducibile all’esposizione e al tipo di manutenzione eseguita.

      In tutti i casi, non esistendo più le condizione per usufruire della garanzia o accettate il progressivo degrado della colorazione oppure chiedete un nuovo intervento, a pagamento, al produttore del serramento e precise istruzioni su come e quanto effettuare la manutenzione
      Cordialmente

  14. Mi hanno istallato le porte interne e in una mentre montavano la maniglia con il cacciavite è stata fatta una riga. Essendo la porta bianca se non si guarda da vicino la riga non si vede. L’installatore mi ha detto che se il difetto non si vede da un metro di distanza esiste una legge che lo tutela. Vorrei sapere solo per curiosità se esiste questa legge oppure è una sua invenzione. Grazie

    • Buongiorno,
      esiste qualcosa di simile ma riguarda i vetri doppi (vetrocamera) e non le righe fatta con i cacciavite sui pannelli.

      A proposito della posa in opera ricordiamo che il Codice del Consumo tutela l’acquirente anche dai vizi occulti.

      Cordialmente

  15. Buongiorno,
    leggevo con particolare interesse la situazione che ha passato il signore sopra. A me è capitata una cosa simile e nonostante la ditta produttrice italiana mi ha mandato la certificazione via mail con riferimenti alle normative CE ed ISO… nell’infisso non ci sono tracce di etichette CE. E’ comunque regolare con la certificazione consegnata? Siccome sono passati diversi mesi e nonostante i problemi la ditta installatrice non ne vuol sapere. Cordiali saluti

    • Buongiorno,
      non sempre è possibile applicare l’etichetta della marcatura CE sui serramenti, ed in questi casi dovrebbe essere applicata o sul manuale di uso e manutenzione che deve accompagnare il prodotto, oppure essere resa disponibile come documentazione.
      Attenzione: la marcatura CE attesta la conformità del prodotto per la sua messa in commercio e non che sia esente da difetti in questo caso deve necessariamente procedere come suggerito in precedenza per un altro lettore.
      Cordialmente

  16. Buongiorno.
    Ho ristrutturato il mio appartamento e l’impresa edile esecutrice dei lavori mi ha fatto il pacchetto completo con la sostituzione degli infissi.
    Durante l’installazione mi sono arrivati infissi con misure sballate ed adattate durante il montaggio con taglio dell’infisso o placchette sotto per rialzarlo un pochetto. Le tapparelle nuove sostituite scendendo mi sbattono sull’infisso rovinandolo e già sono deformate poiché scendono male. I cassettoni nuovi non sono isolati bene e gli infissi sono montati storti e non a regola d’arte. Posso richiedere il rifacimento totale degli infissi da altro chiedendo i danni alla ditta che mi ha fatto i lavori? Grazie mille.

    • Buongiorno,
      la situazione che prospetta non può essere applicata se non in accordo con l’impresa che le ha venduto e posato i serramenti. Eventualità quantomai improbabile, ma non impossibile.
      Il Codice del Consumo prevede il rimborso totale della spesa solo nel caso in cui l’impresa che le ha venduto e posato i serramenti non sia in grado di risolvere i problemi oggettivi denunciati anche provvedendo alla totale sostituzione dei prodotti già installati.
      Prima di tutto comunque verifichi che i serramenti riportino la marcatura CE (diversamente si potrebbe profilare il reato di truffa a suo danno).
      Successivamente deve necessariamente contestare all’impresa che ha effettuato i lavori i difetti che ha riscontrato chiedendone il pronto intervento per la risistemazione e comunque riservandosi di ricorrere ad un professionista per l’accertamento di eventuali vizi occulti.
      Contestazione difetti e richiesta di intervento di ripristino da inoltrare per iscritto all’impresa o attraverso PEC oppure per lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Se trascorsi i rituali 15 giorni non riceve risposta si rivolga senza indugio ad un legale di sua fiducia
      Ci faccia sapere
      Cordialmente

      • Ringrazio per la risposta. La marchiatura CE deve essere apposta sull’infisso? Io ho chiesto la certificazione direttamente alla fabbrica dove li hanno comprati ( ho visto dall’etichetta apposta sul vetro il nome della fabbrica produttrice). La contestazione gliela ho già fatta tramite il legale perché non voglio pagarli la fattura se non dopo che il lavoro sia fatto bene. Purtroppo lui dice che il pagamento lo devo fare e mi ha fatto anche un decreto ingiuntivo ( purtroppo dovremmo andare in causa chiedendo un ATP al Giudice). Nutro anche dei dubbi sulla certificazione che mi ha prodotto l’azienda in quanto un altro serramentista mi ha detto che secondo lui non sono del marchio certificato ed i vetri non riportano le caratteristiche indicate. Unica cosa che vorrei è la sostituzione in quanto sono infissi tagliati, montati male, su pretelai vecchi oltretutto marci, non hanno fatto ponte termico su soglia vecchia, etc etc. Vi terrò aggiornati su esito. Grazie mille
        Cordialmente saluto

        • Buongiorno,
          la marcatura CE deve riguardare tutto il prodotto e, normalmente, simbolo e dati vengono collocati su una etichetta posta sull’infisso in posizione accessibile per essere visibile.
          Come ha fatto osservare il serramentista al quale si è rivolto per una consulenza, quella a cui si riferisce è quasi certamente relativa al solo vetro.
          Ci tenga informati,
          cordialmente

          • Buon pomeriggio. A distanza di mesi ancora non si è capito se la DOP rilasciata dal produttore degli infissi basti come etichettatura CE. Un altro dubbio è appunta sulla dichiarazione di prestazione consegnatami tramite semplice mail e non firmata dal legale rappresentante con timbro della ditta. Secondo voi va bene ugualmente senza timbra e firma? Grazie mille. PS: attendo perito tribunale a gennaio
            Roberto

          • Buongiorno,
            considerando che la marcatura CE va apposta sul prodotto o al più sull’imballo, la sua collocazione sul DOP è quantomeno singolare a meno che ci siano stati impedimenti certi per l’applicazione della marcatura CE secondo quanto espressamente indicato dalla norma Europea.
            Per quanto riguarda la dichiarazione di prestazione se le è stata inviata via PEC ( posta certificata) ha valore legale diversamente le consigliamo di recarsi presso chi le ha venduto i serramenti per farsi redigere e consegnare una dichiarazione provvista di timbro e firma.
            Cordialmente

  17. Salve, io ho installato dei nuovi serramenti in pvc, un anno e mezzo fa circa, qualche mese fa avevo un problema di infiltrazione di acqua piovana su una finestra, ho avvisato l’installatore, e dopo un mesetto (causa covid) e venuto a sistemare, adesso mi ritrovo che mi etra acqua su una porta finesta, ho fatto la stessa cosa, cioè avvisato, invece adesso mi ha rifilato due volte bidoni, nel senso che mi ha detto che in settimana mi avrebbe detto quando sarebbe passato, e non lo ha fatto, la settimana scorsa l’ho ricontattato (via whatsapp) un po con tono da arrabbiato a dire il vero, (perché non era la prima volta che mi faceva questi giochetti, diciamo che le cose sono precipitate dal momento della consegna e l’istallazione, 2 mesi di ritardo, e faceva anche lo sborrone, a parte questo la situazione si era tra virgolette calmata) allora mi ha risposto che sarebbe venuto martedi, invece e passato anche il martedi, e nemmeno avvisato che non passava, avevo chiesto anche permesso al lavoro per esserci, mi ha dato buco per l’ennesima volta.
    la mia domanda e questa, c’è un tempo massimo dal avvenuto avviso in cui l’installatore devi venire a riparare questi danni? e se basta l’avviso che gli ho fatto per telefono?oppure non ha nessuna valenza legale?
    Grazie

  18. Salve vorrei porvi una domanda dopo poco più di 4 anni fa ho acquistato per una nuova costruzione degli infissi interni ed esterni.
    settimana scorsa nell’infisso interno, che era aperto a bandiera, si rompe la cerniera superiore facendo cadere l’anta sui sanitari..
    Quanti anni di garanzia ci sono sulle cerniere?

    grazie

    • Buongiorno,
      se il produttore del serramento non ha previsto espressamente termini di garanzia più estesi, la durata è quella imposta dalle Legge 24+2 mesi
      Cordialmente

  19. Buonasera ,
    vorrei esporle il mio problema,un cliente mi ha contestato il lavoro di finestre in alluminio,
    contestazione non di serramento ma di rivestimento fatto sul vecchio telaio in legno,
    io ho messo tutta la buona volontà di fare le cose più precise ma qualche piccola
    sbavatura cè ..essendo un telaio vecchio.Sono andato per aggiustare i difetti ,
    ma la signora strillando non mi ha fatto toccare neanche l,infisso,in quel caso non ho potuto
    fare niente.Cè una controversia con l avvocati.In questo caso come mi devo comportare?
    Un saluto e grazie per la vostra disponibilità.

    • Buongiorno,
      fermo restando la sua evidente onestà e volontà di “aggiustare” l’oggettivo problema sorto ci sono troppi elementi a noi ignoti per provare a darle dei “consigli” puntuali in merito.
      Non ci sono noti in che termini avete “definito” il dettaglio con i relativi scorpori tra prodotti e “servizi” del contratto tra le parti determinato dalla accettazione (reciproca) del preventivo formulato e non ci è chiaro se la pratica è già in mano ai legali.
      Quella che sembra essere evidente è l’indisponibilità – almeno per quanto scrive – della sua cliente ad accettare (al momento) riparazioni “posticce” dei difetti rilevati.

      Tuttavia se la “pratica” non è già in mano ai legali le consigliamo di provare ad offrire alla sua cliente la diponibilità a provvedere integralmente ed a suo carico al totale rifacimento del rivestimento dell’intera struttura di quei telai che evidenziano difetti ivi comprese le operazione di smontaggio e rimontaggio delle finestre che si renderanno necessarie.
      Questo perché non crediamo che la sua cliente possa essere soddisfatta dall’offerta, a titolo risarcitorio, di un extra sconto sul prezzo pattuito.
      Se viceversa la pratica è già stata affidata ai legali è a loro che di dovrà necessariamente affidare
      Ci tenga informati
      Cordialmente

      Diversamente sarà

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