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Mercato dell’acciaio. Crescono fatturato e… preoccupazioni

Sfruttando la dinamica positiva della prima parte del 2018, secondo i dati resi noti dall'undicesimo studio “Bilanci d’Acciaio” presentato oggi, la filiera dell’acciaio ha espanso il fatturato, seppur in misura inferiore rispetto all’anno precedente e per l'anno in corso crescono i segnali di una imminente inversione di tendenza
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Mercato dell'acciaio. Crescono fatturato e... preoccupazioniFa segnare un + 11,3% l’andamento del fatturato totale della filiera siderurgica in senso stretto nel 2018, ma con avvisaglie d’inversione di tendenza ed il permanere sul mercato  dell’acciaio di alcune criticità che devono essere rapidamente affrontate anche in una prospettiva di rallentamento della congiuntura come lascia chiaramente intendere una produzione di acciaio aumentata dell’1,9% rispetto al 3%  registrato nel 2017.

Queste alcune delle principali tendenze che emergono dall’11 edizione dello studio “Bilanci d’Acciaio” presentato oggi a Brescia.

Studio sul mercato dell’acciaio, ideato dall’Ufficio Studi siderweb, realizzato in collaborazione con i professori Claudio Teodori e Cristian Carini dell’Università degli Studi di Brescia che valuta la situazione reddituale, finanziaria e patrimoniale delle imprese siderurgiche nazionali attraverso la lettura e l’interpretazione dei dati dei bilanci di esercizio 2018.

oltre 5000 i bilanci analizzati

Studio che alla sua 11° edizione registra una ulteriore ampliamento dell’analisi effettuata: la prima volta, infatti, sono stati inseriti i risultati economici consolidati dei principali gruppi siderurgici italiani, inoltre è stato analizzato un nuovo comparto, quello del taglio e lavorazione della lamiera.

I bilanci complessivamente analizzati sono stati 5.500, contro i 4.500 del 2017, così ripartiti: 1.800 della filiera “stretta” (produzione di acciaio e prima trasformazione, centri servizio, distribuzione, commercio di rottame e ferroleghe, taglio e lavorazione della lamiera), 3.200 della filiera “allargata” (utilizzatori) e 500 di gruppi e imprese estere della produzione e distribuzione dell’acciaio.

Come accennato in apertura, l’andamento a fine 2018 del mercato dell’acciaio in senso stretto presenta una situazione nel complesso ancora positiva, con redditività e fatturati in crescita rispetto all’anno precedente.

Tuttavia, da alcuni mesi a questa parte la ripresa globale ha perso smalto, anche a causa dell’incertezza creata dalle tensioni politiche e commerciali.

Come ha sottolineato Emanuele Morandi,presidente di siderweb, “la filiera dell’acciaio, asse portante e spina dorsale dell’intera industria manifatturiera, ha bisogno di tutto meno che di incertezza e di decrescita infelice. Una vera svolta green richiede di partire da un approccio pragmatico e realistico, che si proponga obiettivi chiari e perseguibili“.

migliorano fatturato e redditività

Il fatturato totale della filiera siderurgica in senso stretto nel 2018 sarebbe stato di 62,403 miliardi di euro (erano 56,111 nel 2017, +11,2%), mentre il reddito netto risulta ammontare a 1,663 miliardi di euro (contro 1,476 miliardi nel 2017, +12,7%).

A livello complessivo, gli indicatori presentano una sostanziale similarità rispetto al 2017, con tendenza al miglioramento nei comparti del commercio di rottame e ferroleghe e nel taglio e lavorazione della lamiera, che si collocano sui livelli maggiori.

Migliorato anche il posizionamento della produzione, pur non registrando risultati pienamente soddisfacenti, mentre peggiorano progressivamente la posizione relativa per i centri servizio e la distribuzione.  La redditività, soprattutto operativa, sembra essersi stabilizzata confermando però la difficoltà di produrre valore dall’attività svolta, produttiva o distributiva che sia.

In costante calo nel triennio 2016-2019, l’incidenza del valore aggiunto sul fatturato risulta essere passata dal 16,7 del 2016 al 14,5% del 2018.

Stando ai dati riportati,  il 77,1% delvalore aggiunto complessivo è generato dalla produzione e prima trasformazione dell’acciaio, il 6,2% dalla distribuzione, l’8,4% dai centri servizio, il 3,7% dal comparto del taglio e lavorazione della lamiera e il rimanente 4,6% dal commercio di rottame e ferroleghe.

L’Ebitda ammonterebbe a 4,660 miliardi di euro, il 7,5% del fatturato contro il 7,7% del 2017.

A livello di intero settore, la solidità si è consolidata, non presentando variazioni di rilievo nel triennio: tale dinamica si osserva anche nei singoli comparti, con alcune eccezioni per determinati indicatori- ha commentato Claudio Teodori, professore ordinario di Economia aziendale dell’Università degli Studi di Brescia -.

I rapporti di indebitamento complessivo e finanziario si sono stabilizzati mantenendo quindi invariate le posizioni relative: il valore maggiore è nel commercio di rottame e ferroleghe, unitamente ai centri servizio, il minore nella produzione, che si conferma il più capitalizzato“.

previsioni per l’anno in corso

Come sottolineato da Gianfranco Tosini dell’Ufficio Studi siderweb “…nei primi otto mesi del 2019, l’attività nel settore siderurgico è stata condizionata dalla prosecuzione della fase di rallentamento dell’economia globale, causata dal protrarsi delle tensioni commerciali internazionali e dall’indebolimento del ciclo economico”.

La riduzione della domanda di acciaio da parte dei settori utilizzatori (in particolare l’automotive) e l’andamento dei prezzi delle materie prime e dei prodotti/semilavorati condizioneranno negativamente fatturato, margini e utili delle imprese della filiera siderurgica.

Secondo Tosini “…il comparto più penalizzato sarà quello della produzione di laminati piani, dove nei primi otto mesi del 2019 si sono registrati i cali maggiori dei prezzi di vendita dei prodotti in presenza di un aumento delle quotazioni del minerale di ferro. Nel comparto dei laminati lunghi, la diminuzione del prezzo dei prodotti risulta invece inferiore a quella del prezzo del rottame, per cui l’impatto negativo sul risultato economico sarà influenzato prevalentemente dal calo delle vendite“.

 

 

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