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Sistemi di involucro. “Fondamentale il supporto del fornitore”

L’evoluzione tecnologica dei sistemi per facciate e serramenti è rapida e importante. È necessario che siano conosciuti ma l’esigenza della loro customizzazione richiede dialogo e collaborazione tra progettisti e produttori. Un dialogo che per progettisti è necessario si sviluppi in …? Lo abbiamo chiesto a sei affermati professionisti
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Sistemi di involucro .“Fondamentale il supporto del fornitore”; immagine cortesia Progetto CMR - Torri GaribaldiÈ ampiamente nota l’ampiezza dell’offerta di sistemi per facciate e serramenti che dal punto di vista tecnologico sono stati oggetto di una rapida e profonda evoluzione.

Ovviamente, qualità, sartorialità e ricerca sono gli aspetti più valutati da progettisti e architetti italiani che lavorano anche all’estero, dove, però, qualche volta si avvalgono anche di aziende locali sia per motivi logistici sia perché i developers stranieri hanno già fornitori privilegiati.

Notorietà, competenza e comprovata esperienza sono aspetti fondamentali della scelta del fornitore da parte del progettista ma «È molto importante – sottolinea Manuel Sismondini, architetto dello Studio Renzo Piano Building Workshop di Parigiche il fornitore di sistemi sia presente sul mercato del luogo dove si deve realizzare il progetto.

Attualmente, l’offerta è buona però, a mio avviso, mentre le performace termiche, molto importanti in questo momento in cui si presta grande attenzione a che la facciata e l’involucro in generale siano altamente performanti e rispettino le normative in vigore, i valori di isolamento acustico potrebbero, invece, essere ottimizzati perché in alcuni contesti, ad esempio, nelle vicinanze di linee ferroviarie è molto importante garantire un elevato abbattimento acustico».

L’evoluzione tecnica è continua ed in effetti acustica e termica sono ancora al centro dell’interesse di tutti i costruttori anche di facciate. «Relativamente il nostro modo di fare design sulle facciate – conclude l’architetto – è importante la flessibilità tecnica del fornitore, la sua capacità di sviluppare prodotti su misura per ogni progetto perché come non possiamo realizzare facciate performanti con un design non adeguato, non possiamo avere un bel design con performance che non sono compatibili.

Premesso che al fornitore chiediamo la massima collaborazione sulla personalizzazione del prodotto secondo il nostro disegno, c’è anche l’aspetto economico da considerare attentamente perché spesso alcune soluzioni costano troppo e diventa difficile da sostenere all’interno dell’economia globale del progetto».

capire e interpretare le necessità

Affrontare il tema economico è un tema particolarmente soprattutto in fase di economia “stagnate” dalla progettazione e non solo. «Talvolta i budget sono interessanti con una buona disponibilità economica – afferma Marco Piva, Studio Marco Piva di Milano – ma a fronte di questo si pretendono prestazioni di grande rilievo, serramenti testati che devono essere molto performanti, esteticamente accattivanti giacché in parte fanno la differenza, il successo di determinati spazi.

Miglioramenti da fare, quindi, certamente ci sono partendo dalla metodica di progetto che per noi sta diventando fondamentale.

Stiamo cercando di sviluppare i progetti in Revit, con struttura di progetto tridimensionale in cui converge poi tutta una serie di informazioni strutturali, impiantistiche, d’interior, pertanto avere un supporto, che non sempre ora c’è, da parte delle aziende nella interpretazione dell’elaborazione del progetto su questi percorsi di rappresentazione tecnica e quindi di valutazione del prodotto è uno sforzo che va fatto.

Noi progettisti – aggiunge – abbiamo sempre bisogno del supporto di un’azienda in grado di capire il progetto, di interpretarne le complessità tecniche che ci sono anche in base ai tempi di esecuzione, e di porsi non solo al nostro fianco ma pure di tutto l’apparato di supporto ingegneristico, dai strutturisti agli impiantisti perché il serramento è un elemento di mediazione tra interno ed esterno su cui converge tutta una serie di elementi dall’aria condizionata a meccanismi di oscuramento.

Realizzati i rendering e il concept design, noi cerchiamo di seguire fino alla fine la realizzazione del progetto e quindi vogliamo avere aziende partner che in grado di raggiungere gli obiettivi che sono stati prefissati e prospettati al cliente finale con il progetto. 

Un altro aspetto su cui i produttori devono intervenire è quello legato alle movimentazioni perché una parete di sette metri di altezza per 25 metri di lunghezza ha problemi di peso e di movimentazione, complessità non risolvibili se non attraverso un rapporto di partnership».

c’è sempre da ottimizzare

Per quanto riguarda i prodotti e/ o i sistemi, la prima cosa che i professionisti considerano e valutano sono, naturalmente, gli aspetti tecnici e le caratteristiche dei singoli sistemi sia per facciate che per serramenti che devono essere altamente prestazionale sia dal punto di vista dell’alluminio che del vetro per rispondere a una progettazione che oggi si spinge verso la Classe A di risparmio energetico.

«In primis – aggiunge Giovanni Rigano, socio fondatore di D&R Studio Architetti Associati di Pescara – valutiamo la corrispondenza del prodotto a determinati requisiti tecnici, dopo di che valutiamo l’estetica. In tutto questo siamo supportati da personale che, a mio avviso, è altamente professionale e formato per il montaggio dalle aziende. Questo è un aspetto che noi valutiamo con grande attenzione quando selezioniamo un’azienda capace di fare una grande differenza dal punto di vista sia del risultato finale a livello di estetica sia economico soprattutto nel caso in cui è necessario rimanere nell’ambito di un capitolato.

Faccio queste valutazioni sia quando scelgo sistemi sia per serramenti sia per facciate. L’azienda deve comunque fornire una rispondenza dal punto di vista strutturale dell’infisso, nel senso che una facciata deve rispondere a determinate tenute al vento, di peso che sono importanti.

Comunque, l’azienda che fornisce progetti ha già fatto internamente le dovute verifiche, cosa che per noi è fondamentale. Mi confronto personalmente, anche ponendo dei vincoli, con gli ingegneri dell’azienda produttrice dei sistemi che solitamente è sempre disponibile a venire incontro alle esigenze dei progettisti per non snaturare i loro progetti. A mio avviso, quindi, il servizio che oggi le aziende offrono è valido.

Più o meno tutte conoscono quali sono le problematiche che è importante affrontare. È chiaro che tutto questo comporta un allungamento dei tempi. È questo potrebbe forse essere un aspetto migliorabile».

«Per quanto riguarda il servizio – aggiunge Agostino Ghirardelli, co-fondatore dello Studio SBGA I Blengini Ghirardelli di Milano – per noi è fondamentale valutare innanzitutto la velocità di risposta e la capacità del fornitore di aiutarci a capire eventuali criticità del nostro progetto poiché lavoriamo in maniera molto collaborativa e interattiva con tutti i soggetti che partecipano alla sua realizzazione. In tema di personalizzazione non ci sono problemi, anche in termini di finitura, ma ritengo ci sia necessità di poter disporre di una maggiore casistica e maggiore condivisione delle esperienze.

La difficoltà che rilevo è che ogni volta che approcciamo un progetto, sembra che il sistema debba essere re-inventato oppure che tutto sia affidato alla capacità dell’agente commerciale o tecnico del sistemista che interloquisce con noi. In realtà, su questo si potrebbe fare di più attraverso la sistematizzazione delle informazioni, grazie alla quale proponendo un sistema, l’azienda fornitrice sarebbe in grado di dirci dove, quando, con quali risultati e costo medio il sistema è stato utilizzato.

A volte l’impressione è che la prima soluzione che ci è proposta sia l’unica, mentre abbiamo bisogno di supporto per valutare più alternative». Le normative sul fabbisogno energetico stanno tecnicizzando notevolmente il processo di progettazione della facciata, ma «Il mondo dei progettisti è spesso assente dalla discussione – puntualizza Enzo Eusebi, fondatore di EnzoEusebi+Partners, atelier di architettura, pianificazione, interni, industrial design e grafica di Martinsicuro (TE), – È chiaro che si stia andando verso l’iper-specializzazione dei compiti nell’edilizia e che ormai l’architetto non possieda più tutte le leve di progetto.

Chi fa ricerca, compositiva, tenderà, quindi, sempre più a svincolarsi proponendo nuove soluzioni di facciata naturalmente con la piena collaborazione di produttori di sistemi. Oggi con il BIM la tendenza alla “uniformità” della tecnologia nella costruzione diventa normale ma la progettazione di una facciata non può farsi senza architetto; il concetto generale, l’espressione architettonica e il messaggio veicolato attraverso la facciata devono essere gestiti dall’architetto.

Abbiamo bisogno del sapere specifico del produttore ma dobbiamo mantenere il ruolo di direttore d’orchestra anche se con l’avvento dei vari manager dei progetti e delle imprese globali, l’architetto è ridotto sempre più a un ruolo di specialista dell’estetica».

Elasticità e capacità di adattamento sono gli aspetti che per Stefano Pujatti, Ceo di Elastico Spa di Chieri (TO), sono determinanti nella scelta del fornitore da cui ha trovato piena disponibilità e collaborazione «Ma solo in fase di acquisizione del progetto – fa presente –. La standardizzazione del prodotto ha portato a una grande pigrizia da parte degli installatori e a un’assenza di capacità di analizzare i progetti e le loro specificità anche in fase di montaggio.

Tutto ciò viene risolto bene se il progetto ha una dimensione rilevante e l’ordine è consistente, perché l’assistenza della “casa madre” diventa determinante. Ma la vera ricerca avviene nei piccoli progetti, quelli in cui si possono calibrare le difficoltà, in cui il rischio è limitato; in questi casi paradossalmente l’architetto si trova solo ad affrontare i temi delle garanzie e degli aspetti legali ad esse connesse».

(Anna Rucci; immagine di apertura cortesia Progetto CMR-Torri Garibaldi)

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