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Forte aumento ristrutturazioni con standard energetici elevati

Complessivamente, il mercato  risulta comunque essere ancora alimentato dalle categorie energetiche meno performanti: il 70% degli scambi ha coinvolto immobili non ancora efficientati, da ristrutturare

Forte aumento ristrutturazioni con standard energetici elevati

Confermando le attese soprattutto per quanto riguarda le ristrutturazioni, risultano essere in miglioramento nel 2019 alcuni importanti indicatori sulla qualità energetica degli immobili transati.

I dati presentati nel “Rapporto sull’andamento del mercato immobiliare urbano e le previsioni di mercato” svolto da ENEA – in collaborazione con l’Istituto per la Competitività e la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali – che effettua un monitoraggio delle dinamiche del mercato immobiliare in funzione delle caratteristiche energetiche degli edifici lasciano infatti ben poco spazio ad interpretazioni diverse.

Ma questo lo scorso anno, ora considerando i dirompenti effetti della pandemia in corso quali conseguenze di breve e medio periodo si potranno avere?

La lettura dei dati 2019 sulle tendenze del mercato immobiliare rispetto al tema dell’efficienza energetica restituisce un quadro incoraggianti – ha commentato in proposito Franco D’Amore, vicepresidente dell’Istituto per la Competitività -. Tuttavia  su questa dinamica  non possiamo sottacere le preoccupanti incognite gettate dal mutato orizzonte a causa della pandemia di Covid-19. Al momento non esiste una chiara visione a  questo proposito,  molto dipenderà dalla durata e dell’intensità delle misure restrittive adottate e dagli strumenti messi in campo per l’uscita dall’ inevitabile crisi economica che si è innescata”.

A tal proposito, secondo il vicepresidente I-Com, “le mutate esigenze abitative, con il ripensamento in termini di multifunzionalità e versatilità degli spazi domestici, potranno giocare un importante ruolo nella mobilitazione di investimenti per una ristrutturazione di qualità degli immobili residenziali ed includere, in maniera sinergica, interventi di riqualificazione energetica profondi”.

Passando ai dati dell’indagine relativa al 2019 – condotta su un campione di oltre 800 agenti immobiliari – gli incoraggianti segnali emersi a cui abbiamo fatto inizialmente cenno riguardano sia il segmento delle nuove abitazioni che quello delle ristrutturazioni ben più rilevante dal punto di vista sia delle quantità che del valore.

Nel caso delle nuove abitazioni quasi l’80% delle transazioni immobiliari ha riguardato unità abitative appartenenti alle classi energetiche A o B, mentre quello delle ristrutturazioni  la percentuale degli immobili più efficienti è arrivata al 36% nel 2019, rispetto al 22% del 2018.

Complessivamente, il mercato  risulta comunque essere ancora alimentato dalle categorie energetiche meno performanti: il 70% degli scambi ha coinvolto immobili non ancora efficientati, da ristrutturare.

Da sottolineare comunque il consolidamento nel 2019 del trend positivo riscontrato già negli scorsi anni, a proposito degli edifici ricadenti nella classe energetica più scadente (la G) le cui compravendite continuano progressivamente a ridursi: la percentuale si è attestata, intorno al 40% per monolocali e bilocali e al 37% per i trilocali, per scendere al 34% per le ville unifamiliari e al 24 % per le villette.

La scarsa qualità energetica degli edifici compravenduti rimane però sempre una caratteristica marcata del mercato immobiliare italiano con percentuali di edifici appartenenti alle ultime classi energetiche (D-G) che si attestano intorno al 85% per monolocali, bilocali e trilocali e intorno al 73% per villette e unifamiliari.

Quasi 10 punti in più rispetto all’anno precedente, per la percentuale di immobili di pregio nelle classi energetiche più performanti (A1-4 e B), passata dal 28% del 2018 al 37% del 2019. Incoraggianti anche i risultati fatti registrare dalle abitazioni situate in zone centrali (16%) mentre, per le zone semicentrali e di estrema periferia, il dato varia dal 14 all’8%.

Passando dalle ristrutturazioni al mercato del nuovo, prosegue  la crescita che nel 2019 ha toccato il nuovo record dell’80% delle abitazioni di nuova costruzione certificate nelle classi A e B.

Molto interessante anche l’aumento registrato nell’ultimo triennio rispetto agli immobili ristrutturati dove si registra un aumento di 14 punti percentuali rispetto all’anno precedente, fino ad arrivare ad attestarsi al 36%.

Non sorprende, invece, il dato modesto dei comparti dell’usato in buone condizioni e ancor di meno quello degli edifici da ristrutturare.

Il dato positivo sugli edifici di nuova costruzione si inquadra bene nella necessità di dover rispettare gli elevati standard imposti per legge alle nuove costruzioni, ma anche in una più qualificata domanda e offerta nel segmento delle nuove costruzioni, in cui l’elevata efficienza energetica dell’immobile rappresenta un indispensabile vantaggio di mercato.

Anche il consolidamento dell’importante crescita dei numeri relativi al segmento delle ristrutturazioni fa ben sperare nel fatto che l’efficienza energetica sia un aspetto al quale si guarda con attenzione crescente nella fase di ristrutturazione edilizia.

“Un cambiamento comportamentale da parte degli utenti finali rappresenta un requisito imprescindibile per aggredire l’enorme potenziale di risparmio energetico rappresentato dagli immobili da ristrutturare. Sarà quindi necessario – ha dichiarato Alessandro Federici, responsabile ENEA del monitoraggio delle politiche per l’efficienza energetica – porre ancora più attenzione in futuro a queste complesse dinamiche, supportate e favorite da adeguati strumenti di policy e meccanismi di incentivazione, che dovranno essere strutturali almeno nel medio periodo, in modo da permettere una pianificazione pluriennale degli investimenti da parte di tutti gli stakeholder coinvolti.

Il tutto per orientare sempre più la domanda verso interventi di ristrutturazione profonda degli edifici condominiali, a cui fanno riferimento molte delle abitazioni ricadenti nelle zone semiperiferiche, periferiche e di estrema periferia che abbiamo visto avere performance energetiche ancora particolarmente scadenti”.