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    Un anno (quasi) di Super Ecobonus 110% con risultati deludenti

    Nonostante l'elevato potenziale dell'incentivo, i dati monitorati che ne definiscono l’andamento rimangono estremamente distanti sia dalle grandi attese di mercato sia dalle previsioni di utilizzo formulate dal Governo nel PNRR

    Tra poco più di 2 settimane il Super Ecobonus 110% compirà un anno dalla sua introduzione (formale) ed i risultati continuano a latitare nonostante il bene augurante +30% mese su mese (maggio su aprile) di incremento medio presentato nei parametri di utilizzo monitorati da ENEA.

    Percentuale che rilanciata senza alcuna contestualizzazione potrebbe certo trarre in inganno, ma che una volta rapportata alle aspettative numeriche attese anche nelle proiezioni più ottimistiche non ne cambia la prospettiva generale.

    Il promettente incentivo non riesce ancora ad essere quell’attesa forte leva attraverso la quale si intende spingere e sostenere l’efficentamento energetico degli edifici residenziali soprattutto condominiali.

    Nonostante l’elevato potenziale di adesione presentato da un incentivo che permette effettivamente di “coprire” gran parte della spesa sostenuta per l’efficentamento energetico di un edificio residenziale (dall’85 al 100% stando al monitoraggio effettuato dal Gruppo Gabetti) i dati che ne definiscono l’andamento rimangono estremamente distanti sia dalle grandi attese generate, e alimentate, tra i privati e imprese di settore, sia dalle previsioni formulate dal Governo nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

    Al punto M2C3: efficienza energetica e riqualificazione degli edifici in merito all’indicato investimento relativo a “Ecobonus e Sismabonus fino al 110 per cento per l’efficienza energetica e la sicurezza degli edifici” si legge che complessivamente questi:

    ”…investimenti consentiranno la ristrutturazione di oltre 100.000 edifici a regime, per una superficie totale riqualificata di oltre 36 milioni di mq. Il risparmio energetico atteso dal supebonus è di circa 191 Ktep/anno con una riduzione delle emissioni di gas serra di circa 667 KtonCO2/anno.”

    Quantità indicate naturalmente relative alla riqualificazione energetica di edilizia residenziale sia privata che pubblica. Ambito, quest’ultimo, che al momento è anche l’unico per il quale  la misura del 110% è stata immediatamente resa “estensibile” al 2023.

    Ammontare atteso di edifici ristrutturati/riqualificati indubbiamente notevole da raggiungere in un arco temporale di breve termine (2 anni e mezzo ma solo per gli IACP e gli istituti assimilabili) che richiede una dinamica espansiva sicuramente molto maggiore da quella fino ad oggi rilevata e “misurata” da ENEA che per il Super Ecobonus ha indicato a maggio in poco meno di 10mila gli edifici interessati di cui 1.384 condominiali e 7.634 unifamiliari quantità completata dall’indicazione di 5.432 unita indipendenti.

    Complessivamente il valore indicato per i progetti ammessi a detrazione è di 1, 8 miliardi di euro (che arrivano ai 2 miliardi considerando il 110%), mentre il valore di quelli ultimati si attesa a 1,25 miliardi (che salgono a 1,37 considerando il 110%). Investimenti per interventi ultimati che , in valore, pur con le dovute attenuanti legati alla pandemia si attesteranno verosimilmente sui 12 mesi a poco più della metà di quanto rilevato nel 2019 per l’Ecobonus sempre da ENEA (3,48 miliardi).

    Rimandandovi alla lettura delle pagine di “serramenti design e componenti per  i tanti dettagli emersi,  nel tempo indicato per il 110% l’obbiettivo degli oltre 100.000 edifici ristrutturati a regime grazie agli investimenti alimentati dal Super Ecobonus 110% appare  difficilmente raggiungibile.

    Investimenti il cui obiettivo, lo ricordiamo, dovrebbe essere anche quello di “… stimolare le economie locali attraverso la creazione di posti di lavoro nella filiera dell’edilizia e della produzione di beni e servizi per le abitazioni con potenziale impatto sulle categorie deboli colpite dalla pandemia.”

    (Edo Bruno)

     

    1 commento

    1. Il superlavoro cartaceo ed il rischio di multe e provvedimenti fuori e sopra le righe anche per chi ha agito in buona fede porta al fallimento del superbonus. I tempi biblici di risposta ai quesiti cartacei che vengono posti agli archivi comunali per l’ottenimento di copie di planimetrie protocollate sulla base delle quali sono state rilasciate le concessioni edilizie, sono già un ostacolo in qualche caso insormontabile, in aggiunta in una città come Roma che passiamo dal 1000 avanti Cristo al 2020 d.c., potete immaginare perché molti hanno deciso di rinunciare in partenza.

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