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Crollo ordinativi macchine e tecnologie lavorazioni legno. Pesa attesa Industria 5.0

Confermato dall'ufficio studi di Acimall per fine 2023 una ulteriore pesante discesa degli ordinativi. Alla contenuta diminuzione degli ordini in arrivo dall’estero (- 6,3%) ha fatto da contraltare un crollo della domanda nazionale (- 48,1%), in buona parte attribuito alle attese per l’entrata in vigore del nuovo provvedimento “Industria/Transizione 5.0”

Crollo ordinativi macchine e tecnologie lavorazioni legno. Pesa attesa Industria 5.0Dopo l’impennata registra nel biennio che ha fatto seguito alla pandemia, stando a quanto rilevato da Acimall per il settore delle tecnologie per la trasformazione del legno e dei suoi derivati si delinea un andamento tendenziale negativo che nell’ultimo trimestre del 2023 sul mercato interno ha assunto i contorni del crollo.

La consueta indagine trimestrale realizzata dall’Ufficio studi dell’associazione che riunisce i costruttori italiani di tecnologie per il mondo del legno e del mobile, è impietosa nel dare a livello settoriale le dimensioni di tale crollo.

I dati relativi al periodo ottobre-dicembre 2023 rivelano, infatti, una contrazione complessiva degli ordini del 23,6% rispetto allo stesso periodo 2022, un risultato che risulta essere la sommatoria della contenuta diminuzione degli ordini in arrivo dall’estero (- 6,3%) a cui fa purtroppo da contraltare un crollo della domanda nazionale (- 48,1%), in buona parte attribuito alle attese per l’entrata in vigore del nuovo provvedimento “Industria/Transizione 5.0” il cui decreto è stato approvato solo nel CDM dello scorso 28 febbraio.

Attesa per questo nuovo decreto di cui si tarda e si tarderà ulteriormente a poterne definire con precisione i contorni operativi ( previsti infatti la definizione di decreti attuativi) che non può che  continuare ad avere effetti negativi sulle decisioni di investimento della aziende in beni strumentali.

Nonostante il crollo registrato dalla domanda interna, per Acimall il settore delle tecnologie per il legno e il mobile può comunque contare ancora su un portafoglio ordini importante, con 4,5 mesi di produzione assicurata, proprio grazie al “fieno messo in cascina” con la forte domanda degli anni scorsi.

La consueta indagine qualitativa rivela che il 55% del campione delle aziende associate intervistate prevede una sostanziale stabilità della produzione, mentre il 25% si aspetta una crescita ed il  restante 20% una ulteriore diminuzione. Umore peggiore quello registrato per l’andamento degli occupati:  solo il 10% stima una crescita dell’occupazione, mentre il 70%propende per una sostanziale stabilità e il 20% per una diminuzione.

Previsioni per i prossimi mesi

Dopo il crollo degli ordinativi nel mercato interno registrato nel trimestre di chiusura del 2023 , per i prossimi mesi  i dati elaborati dall’Ufficio Studi di Acimall rivelano che il 50% della aziende campione si aspetta una certa stabilità, percentuale a cui fa da contrappunto il 35% delle imprese che prevede una ulteriore riduzione.

Dello stesso tenore le attese formulate per quanto riguarda l’andamento atteso del mercato estero: il 40% propende per la stabilità, mentre le cose peggioreranno  per il 35% mentre il restante 25% si attende una crescita degli ordini.

“Non ci resta che ribadire quanto andiamo oramai ripetendo da mesi – ha commentato il direttore di Acimall, Dario Corbetta – . Il recente passato ha permesso al settore di vivere una stagione di grande positività che non poteva certo durare per sempre e ora dobbiamo fare i conti con un ritorno ai valori “pre-Covid”. Una situazione che non deve allarmare le imprese italiane, perfettamente in grado di affrontare qualsiasi situazione, come la storia del nostro settore ha sempre dimostrato.

Indubbiamente la definizione dei termini del decreto “Industria 5.0” e di cosa possa rappresentare concretamente potrebbe avere un forte impatto sulla dinamica che i nostri dati rivelano ed è in questa direzione che tutto il mondo della meccanica strumentale sta operando concretamente”.

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